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Maurizio Traversa

«Chi non sa leggere il presente non può costruire il futuro»

di Tommaso Cenni

Inverno 2023

UNA CHIACCHIERATA INSIEME A MAURIZIO TRAVERSA, CEO DI EUROFORK SPA, VERO PUNTO DI RIFERIMENTO DELL'IMPRENDITORIA VIRTUOSA PIEMONTESE, CHE LAVORA QUI ED ESPORTA IN TUTTO IL MONDO. ABBIAMO PARLATO DI IMPRENDITORI VECCHI E NUOVI, DI GIOVANI, GOVERNANCE, FUTURO E TERRITORIO

Maurizio Traversa, CEO Eurofork

Maurizio Traversa, CEO Eurofork

Oggi un’impresa che non guarda unicamente al guadagno, che pensa ai propri collaboratori in maniera seria, che ragiona secondo nuovi paradigmi di sostenibilità, che progetta seguendo logiche di restituzione al territorio, non è più un’impresa “controcorrente”. Questi, infatti, sono (insieme ad altri) i parametri secondo i quali oggi un’impresa si definisce “virtuosa”. Ecco, questo è quello che più o meno ci viene spiegato in ogni conferenza, talk, incontro in cui si parla del lavoro “nuovo”, delle imprese del futuro, del mondo che cambia insomma. Ma siamo sicuri sia realmente così? A che punto siamo di questa transizione obbligatoria ma non scontata? E Torino, a che velocità procede la nostra città? Per rispondere a queste e ad altre domande, abbiamo intervistato Maurizio Traversa, CEO e azionista di riferimento di Eurofork SPA (che ha sede a Roletto), eccellenza imprenditoriale piemontese di livello internazionale, con quasi 170 collaboratori, una bacheca colma di riconoscimenti, oltre 30 milioni di fatturato all’anno e un mercato che per il 90% è rivolto all’estero. Eurofork è nata qui, qui è rimasta (con orgoglio) e oggi investe sul territorio generando valore e attrattività, verso un futuro luminoso.

“Il tempo dell’imprenditore padrone è finito”. Lo ha detto lei durante un’intervista al Corriere della Sera; è davvero così?

«È così perché l’imprenditore ha dovuto evolvere nei decenni. Il nostro tessuto economico un tempo era fatto di tante piccole aziende, spesso costituite nel Dopoguerra, in cui l’imprenditore era l’uomo unico al comando, che entrava in tutte le scelte. Oggi è un modello che non funziona, per mille motivi. L’imprenditore ha certamente la facoltà di scegliere, ma sa che deve agire e ragionare insieme al suo team».

Abbiamo intervistato Maurizio Traversa, CEO e azionista di riferimento di Eurofork SPA (che ha sede a Roletto), eccellenza imprenditoriale piemontese di livello internazionale, con quasi 170 collaboratori, una bacheca colma di riconoscimenti, oltre 30 milioni di fatturato all'anno e un mercato che per il 90% è rivolto all'estero

Questo perché è cambiato il mondo attorno?

«Sicuramente sì, ma direi più che altro che è cambiato il paradigma del mestiere dell’imprenditore. Oggi il nostro focus è mettere insieme persone di talento e valore, inserendole in un contesto favorevole sia a operare che a vivere, valorizzandole, e dialogando con ciò che abbiamo attorno, ovvero il territorio, a partire dalla supply chain».

E questa è la “prima base”, la seconda?

«Probabilmente essere concretamente ESG oriented. I valori ESG (ambiente, società e governance, ndr) saranno sempre più importanti, semplicemente perché tra un po’ saranno il punto di riferimento per tutti. Chi vorrà restare sul mercato dovrà essere allineato. E non si tratta solo di essere sostenibili, curare il welfare aziendale, non sprecare, ma soprattutto di vivere il territorio, creando valore, investendo in esso con intelligenza, disegnando prodotti sempre più evoluti».

Nella sigla ESG, possiamo dire che la “G” di governance è la lettera più “sottovalutata”?

«Più che altro è la meno citata, perché penso sia la più complessa per noi da affrontare. Dico “noi” perché le aziende italiane sono spesso a conduzione familiare, e non è facile mantenere una governance lucida quando subentra la famiglia, ma la lucidità è d’obbligo per un imprenditore».

Nel vostro caso?

«Due anni fa abbiamo operato la ridefinizione della governance dell’azienda. Un’operazione necessaria per garantire serietà e trasparenza non solo a tutto il team, ma soprattutto verso l’esterno; e quindi al territorio, ai fornitori, ai clienti, alle banche, ai sindacati. Oggi un’azienda evoluta non può pensare di essere un’isola, perché ha una valenza sociale troppo grande e si confronta continuamente con ciò che c’è fuori. Per noi il discorso vale ancora di più, dato che il 90% del nostro mercato è all’estero».

Maurizio Traversa - Headquarters Eurofork, Roletto (Torino)

Headquarters Eurofork, Roletto (Torino)

Come si analizza una buona governance?

«Dalla capacità di prendere decisioni per il bene dell’azienda e di programmare strategie efficaci. Una buona
gestione si vede nei momenti di transizione o crisi; chiaro che quando tutto va bene non sembra fondamentale, ma quando giungono i problemi occorre una governance forte, se no si rischia».

Se dovessimo dare un voto al territorio, a che punto siamo di questa transizione?

«Stanno prendendo piede le nuove generazioni, che conoscono il nuovo paradigma dell’impresa, quello di cui parlavamo prima. Le aziende con imprenditori che seguono ancora i vecchi paradigmi, se non evolvono, avranno vita breve. Soprattutto nei mercati “di nicchia” è necessario evolvere, sia le aziende che i loro prodotti. Perché se si è sempre fatto così, non è detto che si continuerà. I giovani lo sanno. Quindi sono positivo sul futuro».

Maurizio Traversa - PepperA proposito di riconoscimenti, avete vinto per quattro anni di fila il Premio Best Managed Companies di Deloitte. È più un punto di arrivo o di partenza? E poi, qual è il “segreto”?

«Parto dal fondo. Non c’è nessun segreto: è questione di mettersi in gioco e migliorarsi sempre. Anche perché questo premio non chiede solo di confermarsi ogni anno, ma di superare nuovi obiettivi a ogni edizione. Si tratta di valutare una crescita. È un premio che riguarda tutta l’azienda, perché si raggiunge unicamente se la missione è condivisa non solo da me, ma da tutti i collaboratori. Quindi in realtà è sia un punto di arrivo che di partenza».

Un po’ come l’essere diventati Società Benefit…

«Esattamente. Eurofork è diventata Società Benefit perché le aziende del futuro non possono pensare solo agli obiettivi economici, ma devono migliorare la qualità della vita dei collaboratori e del territorio, come la certificazione per la Gender Equity che abbiamo appena ottenuto».

Questa forse è una delle grandissime differenze tra l’imprenditore di oggi e quello degli anni ’60 o ’70?

«La differenza sta in un assunto fondamentale: sono cambiati gli asset. Un tempo c’erano i capannoni e i macchinari, oggi noi abbiamo tecnici e ingegneri preparatissimi e le soft skills. E quindi il tema del welfare, della formazione continua, della qualità del lavoro… diventano cruciali. Un’azienda perde se non è attrattiva e se non riesce a trattenere le persone. Non solo con i “servizi”, ma anche con i progetti, le prospettive di crescita…».

Gli imprenditori lo hanno capito?

«Probabilmente sì, ma il più grande problema dei nostri imprenditori credo sia il sapersi raccontare, all’interno e all’esterno; una capacità fondamentale, specie nei momenti di difficoltà».

L’azienda che stiamo “disegnando” un tempo sarebbe stata definita controcorrente, oggi è invece un modello virtuoso. Cos’è controcorrente?

«Di nuovo: mettersi in gioco. Con la capacità di guardare concretamente ai giovani e ai nuovi trend. Da noi l’età media è di 36 anni, con grande orgoglio. E questo è un aspetto cruciale, perché non siamo solo chiamati a comprendere le nuove tecnologie, ma anche i valori dei giovani; che non sono giusti o sbagliati, sono semplicemente diversi dai nostri. Noi eravamo un’azienda di meccanica, diventata meccatronica, che oggi lavora con l’AI. Chi non sa leggere il presente non può costruire il futuro».

E cosa c’è nel futuro?

«Me lo chiedono spesso, io rispondo che non lo so ma che lo scopriremo sicuramente. Per me è la sintesi del nostro modo di lavorare».

Maurizio Traversa - Appartenenza al Gruppo delle eccellenze Piemontesi Exclusive Brands Torino

Appartenenza al Gruppo delle eccellenze Piemontesi Exclusive Brands Torino

L’imprenditore “nuovo” in 5 caratteristiche.

«Determinazione, curiosità, visione, analisi, ESG oriented. L’imprenditore del futuro dovrà saper programmare, ascoltando le persone e analizzando la marea di dati che ci viene proposta ogni giorno, con sensibilità e con la consapevolezza che l’azienda non potrà mai essere aliena al benessere della società e del territorio».

Ultima battuta: i concetti che ha citato sono più sentiti all’estero?

«Sicuramente sono più “assodati”, specie in USA ed Europa, in particolare nei paesi scandinavi. Bisogna però sempre contestualizzare. Qui noi abbiamo una supply chain e un’arte del saper fare incredibili. Eurofork è felice di stare dov’è anche per questo. E anzi, continueremo a crescere».

 

(foto EUROFORK SPA)