Abbiamo già narrato di Maxelâ: per il suo aver saputo ridare vita a un angolo da troppo tempo abbandonato del Parco del Valentino (qui sorgeva la storica discoteca Chalet); per l’opportunità offerta a ben trentasei giovani torinesi (età media 22 anni) di prendere parte attiva a questo entusiastico progetto di ristorazione; per il suo look contemporaneo che si immerge perfettamente tra le fronde degli alberi, nascondendo e rivelando, a seconda della brezza (che qui soffia perenne, regalando frescura anche nelle notti più calde), angoli da cartolina indimenticabili. Ecco, è tutto bellissimo, ma questa volta a parlare saranno i piatti.

D’altronde sono loro i protagonisti di un menu stagionale costruito attorno a un ingrediente simbolo: la carne di fassona. Sempre presente, anche quando cambia veste. Il titolare di Maxelâ, Marco Muzj: «Sono ora otto i cuochi della nostra cucina, capitanati da una determinatissima chef Eleonora che ha saputo concentrare qui tutte le sue esperienze professionali, comprese quelle vissute all’estero. Per l’intero gruppo ai fornelli il mantra è divertirsi: giorno dopo giorno in cucina vengono studiate e impiattate ricette inedite, frutto di sperimentazioni, confronti, voglia di innovare. Lasciamo molto spazio alla creatività dei ragazzi e questo approccio pare davvero funzionare».
Per cominciare, in carta spicca uno stecco di caciocavallo servito come un gelato: panatura croccante ai corn flakes e crema di frutti rossi a contrasto. Un antipasto giocoso e audace. Immancabile, come detto, la battuta di fassona, uno dei cavalli di battaglia della casa. Tra i primi l’estate porta freschezza: via gli agnolotti (che ritroveremo in autunno), arrivano i ravioli freschi ripieni di scamorza e burrata, accompagnati da una dadolata di pomodorini e basilico; e a grande richiesta c’è anche il risotto mantecato agli agrumi con dischetti di battuta di fassona. «Ci sono poi le orecchiette alle cima di rapa, omaggio alle mie origini, così come le bombette alla pugliese tra i secondi. Il nostro menu vuole essere un vero giro d’Italia tra i piatti più saporiti».

Il viaggio nei sapori italiani si chiude con un ritorno in Piemonte, dove la griglia regna sovrana. Portata consigliata? La tenera tagliata di torello servita con patate in buccia, da accompagnare con una delle numerose etichette piemontesi della carta dei vini. «C’è molta richiesta per le proposte regionali: d’altronde abbiamo la fortuna di avere qui alcuni dei vini migliori al mondo. Ma abbiamo completato l’offerta con etichette anche dalla Lombardia, dalla Puglia e dal Veneto, per garantire la massima varietà».

Per finire, ovviamente, un tour tra i dolci: fin dalle prime ore della mattina, la cucina di Maxelâ sforna torte, ciambelle, crostate, perfette per una colazione sul fiume. A queste delizie si aggiungono tanti dessert al cucchiaio capaci di chiudere in bellezza l’esperienza gastronomica proposta da Maxelâ. Dal mattino a sera, perché qui la cucina non chiude mai. E ogni momento è buono per lasciarsi sorprendere.
Maxelâ, una delle new entry del panorama gastronomico torinese
Maxelâ sorge proprio sui ritmi della notte dell’ex Chalet, un luogo che ha fatto ballare generazioni di torinesi
MAXELÂ (EX CHALET)
Tel. 331.6769222
Instagram: maxela_chalet
Facebook: Maxelâ – Chalet

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
