Quanto è cambiato negli ultimi anni il modo in cui gli italiani fanno la spesa? Ve lo diciamo noi: moltissimo. Ma per essere un po’ più specifici ci rifacciamo ai dati relativi al progetto Being Organic in EU, indagine di mercato presentata a BIOFACH 2024, sulle abitudini del mercato del biologico in Italia nel 2023. Interessante il primo dato: 9 italiani su 10 stanno mettendo in atto strategie di acquisto differenti, non solo per controllare i costi ma anche per spendere “meglio”, non a caso una delle mosse più condivise è “eliminare gli acquisti superflui”. Scelta saggia, specie in relazione al fatto che i prezzi medi sono aumentati nel corso del 2023 di circa il 6%, una crescita minore rispetto all’anno precedente, ma comunque influente.
Nonostante ciò, è emblematico vedere che il “linguaggio” degli italiani in chiave di scelte di acquisto è decisamente cambiato: un tempo regnava incontrastato il tema del prezzo, oggi (come si evince dalla ricerca) parole come salute, tradizione, impatto ambientale fanno lessicalmente compagnia all’esborso economico. 2 italiani su 3 dichiarano che nello scegliere un prodotto oggi tengono conto di tematiche come sostenibilità e attenzione all’ambiente, cosa che ieri non li preoccupava più di tanto, e dato che le stesse aziende devono tenere in considerazione. Infatti nel 2023 le vendite alimentari bio nel mercato interno italiano hanno raggiunto quasi i 5,4 miliardi di euro, mentre l’export di prodotti biologici Made in Italy ha raggiunto i 3,6 miliardi.
Ecco, ma cosa intendiamo con prodotti biologici? La biologia è, da etimologia, il “discorso sulla vita”, dal greco βίος, ovvero vita, sommato a λόγος, ovvero discorso, studio… Anche se poi con il termine agricoltura biologica si è andato a intendere quel tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo, senza fare uso di prodotti chimici e soprattutto dei famosi OGM. Ma, in maniera meno tecnica, se la biologia è il discorso sulla vita (asserendo che si aspiri a vivere almeno un po’ bene), l’agricoltura biologica non può che essere l’idea di una produzione rispettosa della vita in generale, tanto dei fruitori quanto della terra da cui proviene il tutto. Un’agricoltura non egoista che si prende cura della vita di oggi e di domani, procedendo in maniera sostenibile perché il futuro è un diritto.
In questo modo, i prodotti cosiddetti “bio”, specie nella prima accezione, devono essere sia pratici che etici, un investimento sull’oggi e su quello che consumeranno le prossime generazioni. Lo abbiamo capito? Un po’ sì (i numeri evidenziano un trend positivo), ma non del tutto. Noi a Torino abbiamo una interessante case history che quel “bio” lo porta nel nome, insieme al termine “bottega” (sinonimo di arte, umanità, artigianalità) e che è diventata una vera storia d’eccellenza.
Sì, Biobottega è una realtà del nostro territorio, con orgoglio, pioniera da trent’anni nel campo del bio, prevalentemente per quanto riguarda il settore food, ma oggi anche in altre declinazioni. Sfogliando il loro shop l’impressione che si ha è quella di trovarsi di fronte a un’ampia vetrina di prodotti che prima ancora di essere appunto bio, sono di qualità, provenienti spesso da piccole aziende che pongono in prima linea salute e risultato finale (ovvero che le cose siano effettivamente buone), trovando nel meglio l’equilibrio giusto. A proposito, ne approfittiamo per sfatare un falso mito (anche un po’ facilone): se un prodotto è bio, sano, sostenibile… non è meno buono. Scegliere di credere in una filiera produttiva intelligente e rispettosa non significa scendere a compromessi o tradire il gusto, anzi. E lo diciamo perché la storia stessa di Biobottega nasce da un’esigenza di salute dei suoi creatori, obbligati a una dieta specifica.
Un bivio insomma, uno di quei momenti della vita in cui ci si può buttare a terra o costruirsi una strada propria, che nella fattispecie può sembrare solitaria, ma poi quando si comincia a camminare ci si accorge spesso di essere in tanti a combattere stesse o simili battaglie. Quella community oggi continua a camminare insieme, è sempre più grande e ha scelto di credere in un discorso sulla vita, a tavola e ovunque, tutto suo, e tutto bio.
