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“Camera doppia” a CAMERA

CAMERA propone due percorsi paralleli, CAMERA DOPPIA, dedicati alla fotografia e all'arte italiana degli anni Sessanta e Settanta: La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977 e Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975.


Dopo la grande mostra del MOMA, CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia propone due percorsi paralleli, CAMERA DOPPIA, dedicati alla fotografia e all'arte italiana degli anni Sessanta e Settanta: La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977 e Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975.

La prima è una mostra collettiva, mentre la seconda una personale, ma entrambe testimoniano il clima di quegli anni tra sperimentazione, ricerca e invenzione di nuove forme artistiche. Protagonisti sono gli artisti, i loro volti e i loro corpi.

La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977  racconta l’evoluzione dell’arte in Italia dal 1967 al 1977 attraverso una ricca documentazione fotografica appartenente ad artisti come Claudio Abate, Mimmo Jodice, Paolo Pellion, Paolo Mussat Sartor, Bruno Manconi e Fabio Donato, offrendo uno sguardo diretto e partecipato su eventi che hanno ridefinito i canoni dell’arte contemporanea internazionale: l’arte esce dalle gallerie e dai musei per entrare a contatto con la vita quotidiana, con i profondi cambiamenti sociali e politici di quel periodo, attraverso le contaminazioni con il teatro, il cinema, la letteratura e la poesia, aprendosi anche alla scena internazionale.

La mostra si compone di 150 immagini provenienti da gallerie e fotografi che presero parte a questi eventi, ritraendo proprio l'evoluzione della scena internazionale con l'Italia al centro della cultura artistica del tempo: un percorso per immagini attraverso tre città italiane aperte all’avanguardia, che scandiscono il ritmo del percorso di mostra.

Curata da Ludovico Pratesi, organizzata e promossa da Archivio Luce Cinecittà in collaborazione con CAMERA, segue l’uscita di La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977, il documentario di Ilaria Freccia ed è accompagnata da un volume in co-edizione Luce Archivio\Marsilio Arte.

Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975 esplora, per la prima volta, il rapporto tra Ketty La Rocca e la fotografia, mettendo in evidenza il suo modo di documentare la personale attività performativa attraverso questo medium. L’artista utilizza infatti la fotografia per comporre collage verbo-visivi con immagini e scritte tratte dai rotocalchi e dalle riviste in circolazione, concentrandosi sulla relazione tra fotografia, corpo e linguaggio verbale. L’attenzione per la comunicazione di massa, che aveva contrassegnato la prima fase del suo lavoro, si apre verso gli studi di antropologia, la storia delle culture preistoriche e dei rituali extra-europei: tra le tematiche trattate, emerge il ruolo della donna all’interno della comunicazione di massa e un’esplicita critica al capitalismo e all’influenza della Chiesa all’interno della società moderna. Agli immaginari stereotipati dell’editoria femminile, La Rocca aggiunge anche immagini storiche o scientifiche.

La mostra si compone di oltre cinquanta opere, datate tra il 1967 e il 1975, che comprendono immagini delle sue performance, opere con i gesti delle mani e le espressioni facciali legate agli studi sulla fisiognomica, lavori realizzati con la macchina xerox, sino alle serie delle Craniologie e delle Riduzioni.

Curata da Raffaella Perna e Monica Poggi, e realizzata grazie alla collaborazione con l’Archivio Ketty La Rocca e con il contributo della Galleria Frittelli di Firenze, la mostra viene accompagnata dal catalogo edito da Silvana Editoriale.

Per maggiori informazioni su La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977: qui.

Per maggiori informazioni su Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975: qui.