Viviamo in un’epoca simile, come è naturale che sia, a tante altre, ma che si differenzia inevitabilmente per un elemento centrale (e in parte abbastanza unico): la tuttologia. Ovvero quella pulsione che spinge tutti a parlare (quasi) di tutto, e a sentirsi legittimati nel farlo. Siamo tutti allenatori, social media manager, cuochi, scrittori, musicisti… E pensiamo di poterlo essere perché viviamo nella sconfinata possibilità di recuperare informazioni su ogni cosa in ogni momento. E l’AI velocizza ulteriormente questo passaggio.
Dunque ci sentiamo autorizzati a trattare di tutto, e non come una volta, ai tavolini del bar, in cui comunque ci si prendeva alla fine poco sul serio; no, oggi non essere un “tuttologo” pare quasi una vergogna, dobbiamo sapere tutto, magari genericamente, ma l’ignoranza non sembra tollerata nel mondo nuovo, connesso e incluso. Guardandoci allo specchio possiamo scorgere una sagoma diversa, evoluta: quella di una creatura rinnovata, mezza uomo e mezza commentatore, e di conseguenza assetata di commenti altrui da poter ri-esibire in pubblico.
Esageriamo? Forse un po’. Fatto sta che nella stagione dei commenti, dell’erudizione, della ricerca di punti di vista con cui accrescere la nostra cultura, dovrebbe essere buona usanza cercare i canali migliori, quelli che ci piacciono e che sono funzionali insomma. Non a caso spopolano i Nova Lectio, i Frusciante, i Geopop… Ovvero creatori di contenuti che raccontano i propri settori e commentano ciò che di nuovo in essi accade, con notevole successo peraltro (noi abbiamo citato probabilmente alcuni dei migliori per ambito).
Ma è nelle botti piccole che spesso sta il vino buono, e quindi nei creator di nicchia possiamo trovare chicche interessanti a cui affezionarci in fretta (chiaro in questi casi la sintonia è decisamente più soggettiva). Screen World per esempio è un bel canale Youtube che tratta di cinema e serie TV in modo pop e intelligente, CONTRASTI è una magnifica rivista di sport raccontato in modo un po’ alternativo… e così via. Esempi lontani dal best-off del web, ma assolutamente ben fatti.
Il tema della qualità “nascosta” in contenitori più di nicchia diventa poi esponenziale se si trattano argomenti ancora meno pop. Noi abbiamo fatto in questo senso diversi esperimenti, andando a cercare commentatori di livello in materie tutt’altro che “nazionalpopolari”. Tipo? Commentatori autorevoli in ambito finanza. Chiaro, c’è il Sole24Ore, ma se volessimo cercare altri lidi? Se volessimo individuare commenti di spessore da sfoggiare con gli amici per stupirli?
Abbiamo cercato noi (per voi) il luogo giusto, e lo abbiamo trovato qui, ovvero in una sezione del sito di Banor, leader italiano nel private banking, che si occupa nel suo blog di commentare i mercati, le novità del mondo della finanza e via dicendo. Non a caso il format si chiama Il commento sui mercati e vi scrivono vari professionisti del gruppo, con discreta frequenza (circa 2 articoli al mese). Lo abbiamo scoperto leggendo un articolo del 22 aprile 2024 intitolato Tendenze economiche globali: analisi e prospettive per USA, Europa, Cina e Italia, a cura di Luca Riboldi, che traccia una sorta di aggiornamento su situazione e prospettive globali di investimento. Una lettura sicuramente tecnica, ma comunque “abbordabile”, utile non tanto a chiamare il proprio consulente di investimenti e agire tempestivamente, ma a vivere un mondo che magari ci appassiona e coinvolge potendo contare su una voce in più.
Noi adesso quando necessitiamo di un po’ di commenti finance, facciamo una capatina su questo blog e vediamo se c’è qualcosa di nuovo e interessante, magari ne nasce anche uno spunto per scrivere qualcosa… E voi, a chi vi affidate quando cercate un commento autorevole?
