Torino festeggia i 25 anni del Museo Nazionale del Cinema con un omaggio che tiene insieme fotografia, architettura e memoria. Piano sequenza la Mole, la mostra che dal 12 novembre 2025 al 1° marzo 2026 porterà alle Gallerie d’Italia quarantadue fotografie del grande ritrattista del cinema internazionale Riccardo Ghilardi.
La presentazione alla stampa di oggi, ospitata proprio alle Gallerie d’Italia, ci è sembrata quasi una piccola, meritata, celebrazione collettiva. Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, ha ricordato come l’istituzione torinese viva da anni una stagione di numeri record e di grande visibilità internazionale, e come questo progetto con Intesa Sanpaolo rappresenti «un nuovo capitolo di quella alleanza fra città, museo e pubblico» che ha trasformato la Mole in una delle mete culturali più amate d’Italia.
Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato il ruolo delle Gallerie d’Italia nel raccontare le identità dei territori: la mostra su Ghilardi diventa così il modo migliore per partecipare al “compleanno” del Museo del Cinema, rendendo omaggio a «una delle realtà più emblematiche di Torino e del Paese». Gli scatti, ha rimarcato, mostrano il rapporto stretto tra città, cinema e fotografia e confermano quanto la nuova immagine di Torino sia sempre più legata all’arte e alla cultura.
Carlo Chatrian ha insistito sulla dimensione narrativa del progetto: il libro Il tempio del cinema e la mostra alle Gallerie d’Italia sono pensati come due facce della stessa medaglia, capaci di restituire al pubblico la stratificazione di storie, sguardi e memorie custodite nella nostra Mole.
Il curatore Domenico De Gaetano ha raccontato la genesi dell’idea del “piano sequenza”: «Volevamo che gli attori e i registi che in questi anni sono passati dal Museo tornassero a Torino non solo come ospiti, ma come interpreti, muovendosi in spazi spesso invisibili al pubblico. In questo modo ogni foto è un tassello di racconto, ma anche un invito a perdersi dentro il museo».
Infine Riccardo Ghilardi ha spiegato il suo metodo di lavoro, che da sempre intreccia backstage, festival, set e città. Il fotografo romano ha costruito un folto archivio di volti e storie, e ha trovato nella Mole un interlocutore naturale. Nel libro celebrativo lo spettatore è chiamato a “entrare” nel fotogramma, a camminare idealmente accanto agli artisti lungo le rampe, i ballatoi, la grande aula centrale, fino alla punta della cupola. Per il progetto ha chiamato a raccolta attori e registi italiani e internazionali – da Monica Bellucci a Tim Burton, da Luca Marinelli a Martin Scorsese, da Bérénice Bejo a Sharon Stone – chiedendo loro di abitare il museo in modo libero, personale, a tratti persino onirico.
Molte immagini sono citazioni dirette di capolavori della settima arte – da Mary Poppins a Roma città aperta, da Arancia meccanica a Scarpette rosse – altre sembrano fotogrammi di film ancora da girare. Il risultato è la sensazione di trovarsi davanti a un unico grande film corale dedicato alla città, alla Mole e al cinema.
Sedici fotografie sono arricchite da contenuti multimediali esclusivi, accessibili tramite QR code e App delle Gallerie d’Italia: backstage degli scatti, testimonianze degli artisti, materiali originali provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema. Le didascalie raccontano non solo la parte tecnica, ma anche i pezzi di patrimonio – macchine da presa, manifesti, oggetti di scena – che hanno dialogato con il lavoro di Ghilardi, facendoci capire quale legame strettissimo ci sia tra il progetto e l’istituzione museale.
Per tutta la durata dell’esposizione è prevista una scontistica reciproca sui biglietti fra Gallerie d’Italia – Torino e Museo Nazionale del Cinema: con il biglietto del Museo si entra gratuitamente alla mostra in piazza San Carlo, mentre con il biglietto delle Gallerie d’Italia si ha diritto al ridotto per visitare la Mole.
