In autunno mi iscrivo in palestra, è una cosa che faccio ogni autunno da quando il mio corpo ha trovato una foggia definitiva. In palestra mi rendo conto che i modelli estetici sono cambiati, vengo da tempi in cui per entrare nei canoni classici di bellezza dovevi essere sottile come un A4, a noi ci potevi faxare, per quanto magre eravamo comunque fornite di un eccesso di organi interni.
Le ragazze di adesso invece hanno questi sederi così tondi, pieni, che ti verrebbe voglia di parcheggiarci la bici, tra chiappa e chiappa. Io non so come facciano a ottenere quel livello di panettosità Bauliana e anche di antigravità alla Jennifer Lopez. Poi parliamone di Jennifer che a cinquantaquattro anni ha un posteriore in grado di battere ancora tutti i guinness dei primati, io l’ammiro J LO, pur sapendo che Lo sta per Lordosi, forse anche per Lombalgia.
A noi ci potevi faxare
Noi, nel nostro piccolo, del panettone avevamo solo buchi quando scavi via i canditi. Naturalmente da giovane mi detestavo cortesemente, avevo mens scema in corpore sano, ma poi il tempo fa il suo, mi piaccio di più ora anche se un po’ di cedimento strutturale comincio a vederlo. Allora ti dicono di fare sport, fare sport fa bene e tu fai sport. Corri. Solo chi corre sostiene che correre faccia bene, per tutti gli altri correre è peggio del crack, infiamma e fa venire la cellulite, ti spappola ginocchia e schiena, ti rende inviso ai passanti.
Allora molli la corsa, è autunno, ti iscrivi in palestra e ti dai al workout. Va tutto bene, fino a quando ti metti a fare i plank con una maglietta larga e scollata e hai la malaugurata idea di guardare in basso.
Dopo i quarant’anni quello che ti aspetta se guardi in basso mentre fai i plank sui gomiti con una maglietta scollata e magari pure senza reggiseno, ecco quello che ti aspetta è la faccia di Newton che ti saluta con il ghigno di IT e ti insegna la gravità mammaria in tutta la sua potenza attrattiva verso il nucleo terrestre. Dove, tra l’altro, anche la tua autostima fisica si sta andando a inabissare. Plank è semplicemente il rumore dell’epidermide e della tua dignità che si sfracellano a terra, in un tonfo sordo.
