Quest’anno Mamma ho perso l’aereo (1990) di Chris Columbus ha compiuto 35 anni. Per l’occasione è tornato in molte sale italiane e, sempre per l’occasione, abbiamo deciso di dedicare la nostra recensione a uno dei film di Natale più iconici di sempre.
Lo diamo quasi per scontato: tutti avete visto Mamma ho perso l’aereo, ma se qualcuno di voi non l’avesse fatto, ripercorriamo comunque un po’ di trama… Kevin McCallister è uno dei figli di una numerosissima famiglia americana che si appresta a partire verso Parigi per trascorrere le vacanze di Natale da alcuni parenti. Per una serie di motivazioni, Kevin, interpretato alla stragrande dall’attore bambino Macaulay Culkin, viene scordato a casa. Passerà quindi il suo tempo a fare ciò che di solito gli viene precluso, a intraprendere nuove “amicizie” e a escogitare trappole molto particolari per difendere la casa dai ladri Harry Lime e Marv Merchants (due meravigliosi Joe Pesci e Daniel Stern). Non diciamo di più perché se davvero non avete mai visto questo film, così ve lo godrete doppiamente.
Ora, però, ribadiamo un presupposto fondamentale: Mamma ho perso l’aereo è un cult assoluto, per motivi sia razionali che irrazionali, e parlarne in una recensione non è certo facile, soprattutto quando per alcuni è letteralmente sinonimo del Natale stesso, magari vissuto da bambini… Non è semplice addentrarsi in pellicole che si portano dietro un carico emotivo così rilevante, ma ci proviamo.
Tecnicamente Chris Columbus (che in carriera ha diretto ottimi film e roba decisamente scadente) firma il suo cult, muovendosi benissimo dentro una sceneggiatura di John Hughes capace di essere divertentissima per due ore. Columbus è bravo a mescolare generi di comicità diversi (ci sono gli equivoci, lo slapstick, l’assurdo…) donando però forza a ogni passaggio; e il risultato, per battute e ritmo, sono almeno 90 minuti di risate sincere.
Certo, non parliamo di un film rivoluzionario o particolarmente avanguardista, bensì di una pellicola perfettamente in grado di fare ciò che deve fare: scaldare il cuore e rallegrare con risate adatte a tutta la famiglia. Questo film, in fondo, è un po’ come il Natale stesso: non è sicuramente perfetto, anzi ha molti difetti, ma pur passando il tempo continua a rimanere “casa”. Mamma ho perso l’aereo lo guardi da piccolo, da ragazzo, da genitore, da nonno, e in qualche modo riesce sempre a farti sorridere di gusto. E poi, come si diceva, è un film costruito bene, recitato meglio, supportato dalle magnifiche musiche di John Williams… Un film che nella sua apparente semplicità è stato in grado di attraversare le generazioni, risultando apprezzatissimo ancora oggi. È stato bello rivederlo (anche) al cinema, e recensirlo per voi. Voto: 8+
