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Franco Borrelli

Anima e uomini nella fotografia

Estate 2022

Franco, prima di scattare una foto a una persona chiede il nome di battesimo e dà del tu. Sono i legami emotivi a rendere speciale una foto; che sia con un altro essere umano, con una montagna, con un tabernacolo. Me l’ha detto lui, una volta, e io ho deciso di crederci. Un’altra volta mi ha confessato che si pentiva un po’ di non essere andato altrove a un certo punto della vita; non parlava di viaggi ma di trasferirsi in un luogo diverso da questo, magari oltre le foto. Per un motivo o per un altro, non lo ha mai fatto. È rimasto ed è diventato il fotografo della Sacra, e di tanto altro. Forse proprio il legame, amato, odiato, profondo, mai scisso, con questa terra, gli ha permesso di scattare fotografie memorabili, bellissime, uniche.

Il Monaco, Kathmandu - Franco Borrelli

Il Monaco, Kathmandu

I miei occhi, Kathmandu - Franco Borrelli

I miei occhi, Kathmandu

In che occasione ti sei reso conto di voler diventare fotografo?

«Fin da subito. Era l’unica cosa che volessi fare, una delle poche di cui fossi veramente sicuro. Volevo ingrandire il mondo, fermarlo, metterlo nei miei scatti. E poi mi veniva bene e mi spingevo a proseguire. Avevo 13 anni e usavo una vecchia macchina fotografica di mio padre, facevo gli album scolastici, mi ci sono persino pagato l’università. Dubbi ne avevo, come tutti d’altronde, ma la fotografia non era uno di questi».

La tua fotografia in tre parole.

«Umanità, misticismo, sogno. Cerco l’uomo nelle fotografie e le fotografie negli uomini. Mi interessa ciò che di mistico ognuno di noi si porta appresso. E poi il sogno, ciò che si vede e non si vede. Soprattutto un certo sogno quotidiano: quello che con gli occhi di ogni giorno non vediamo ma che, immortalato in uno scatto, si rivela. La quotidianità ha molto da darci se abbiamo una prospettiva differente da cui osservarla, come da dietro un obiettivo».

Parti per un viaggio. Puoi portarti un’unica foto…

«Quella del monaco che legge e del bambino. Io mi rivedo molto nel bambino, tra timore reverenziale e ammirazione. Alla costante ricerca di qualcosa che non so bene cosa sia, ma c’è. C’è un percorso, una strada da percorrere, e questa foto me lo ricorda».

Rosalba, Grotta della Beaume, Oulx - Franco Borrelli

Rosalba, Grotta della Beaume, Oulx

Il fotografo per eccellenza della Sacra di San Michele e dei luoghi più mistici del Piemonte, scelto da Nikon come uno dei maestri della fotografia italiana, Franco ha esposto a Milano, Torino, Roma e in molte altre città. Esoterico, artistico, profondamente umano: ha collegato per noi l’anima mistica di Torino ad alcuni dei luoghi più fascinosi del mondo, dalla Sacra di San Michele alle statue del dio Shiva in India, fino ai templi del Nepal.

francoborrelli.it

La spada di luce, Sacra di San Michele 2021 - Franco Borrelli

La spada di luce, installazione luminosa da lui ideata, Sacra di San Michele 2021

L’astronave, Marocco - Franco Borrelli

L’astronave, Marocco

Graal, Torino - Franco Borrelli

Graal, Torino

Piazza San Carlo, Torino - Franco Borrelli

Piazza San Carlo, Torino

Shivarambo, Rishikesh - Franco Borrelli

Shivarambo, Rishikesh

Il soldato, Ankara - Franco Borrelli

Il soldato, Ankara