Torino, Autunno 2023
Ripartenza è un termine che negli ultimi anni è entrato in modo prepotente nel nostro vocabolario, lo abbiamo utilizzato per descrivere la realtà intorno a noi e la volontà collettiva di agire, reagire agli eventi che ci hanno segnato in questi ultimi tempi. È un termine che ci fa pensare al movimento, all’azione, al futuro. Pensiamo a quante volte lo abbiamo ripetuto nel periodo post pandemico. L’autunno poi è quel periodo dell’anno in cui si riprendono le attività abituali, in cui si fanno i buoni propositi, in cui ci si immaginano i mesi a venire. Dopo un’estate calda in modo anomalo, che quest’anno ha portato con sé eventi climatici e naturali catastrofici, e una situazione economica difficile e complessa, è ancora più necessario ripensare al nostro modo di agire e di vivere. I saggi dicono che, dopo le tempeste, gli scogli sono più puliti, il cielo più terso e si allunga la vista dell’orizzonte, passando da una situazione negativa a positiva. Tutto quanto di negativo ci colpisce dobbiamo cercare di viverlo come uno stimolo, e cercare di superare i momenti difficili proponendo soluzioni per un cambiamento positivo.
Per me ripartenza è vedere il bicchiere mezzo pieno dopo che se ne è già bevuta una parte
Per me ripartenza è vedere il bicchiere mezzo pieno dopo che se ne è già bevuta una parte; venendo dal mondo vitivinicolo da generazioni, posso dire di intendermene. Penso sia importante trasmettere un messaggio volto a cogliere le nuove opportunità che possono nascere; e poi favorirle, coltivarle, disseminarle e dare il proprio contributo per creare un futuro più roseo e di successo. Sul piano pratico poi, la ripartenza nel settore vinicolo che seguo sempre con passione, vuol dire una nuova vendemmia, che sarà tra l’altro straordinaria, con meno volumi ma più qualità, per proporre e produrre nuovi vini di nuove annate. In merito alla cultura che seguo con attenzione e dedizione cominciano in autunno le nuove stagioni del Teatro Stabile, TPE, Teatro Regio e tanto altro, con cartelloni e progetti straordinari, e con un pubblico che sempre più numeroso frequenta sale, musei, teatri e tante attività culturali che la città offre. Il settore alimentare, distributivo e dei locali, vede delle nuove aperture, nuovi prodotti e una proposta sempre più orientata alla qualità, nonostante ci siano aumenti importanti nei costi delle materie prime. Non possiamo nasconderci che esistano oggi criticità nei consumi, soprattutto per le fasce più deboli, ma percepisco la volontà di tanti imprenditori di trovare una soluzione che possa soddisfare tutti per far ripartire i consumi, con attenzione per ogni fascia di consumatori. Anche per me ottobre sarà un mese di ripartenza: dopo due mandati, lascerò la presidenza del Teatro Stabile e si apriranno nuove prospettive. Credo si debba guardare al futuro con un atteggiamento positivo, senza farsi coinvolgere da atteggiamenti negativi e disfattisti, e che si debba contribuire tutti, secondo le proprie disponibilità, a coltivare il seme della ripartenza per far crescere una grande pianta che è il simbolo della nostra vita, con buone e solide radici e golosissimi frutti. Lo sviluppo dell’umanità ha sempre dimostrato che c’è, prima o poi, chi propone e trova una soluzione vincente. La nostra Città, e il nostro territorio, hanno da sempre e storicamente dato vita a molte innovazioni e non dobbiamo perdere questa prerogativa. Il mio consiglio è di non farci sopraffare dalla negatività, ma di cominciare con la ricerca della positività fin da quando ci si sveglia, guardandosi allo specchio e trovando almeno tre motivi per rallegrarsi, cosi magicamente tutta la giornata diventerà costruttiva e favorevole.
