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Benedetto Camerana e Romy Gai

La passerella degli eroi del tennis

di Guido Barosio

Primavera 2021

COME SARANNO LE NITTO ATP FINALS DI TORINO? CE LO RACCONTANO ROMY GAI E BENEDETTO CAMERANA. UN’EDIZIONE ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITÀ E DEL COINVOLGIMENTO METROPOLITANO, CON PADIGLIONI TEMPORANEI PER VIVERE OGNI GIORNO IL GRANDE EVENTO. UNA SFIDA DA VINCERE PERCHÉ «CI SONO COSE CHE TENGONO IN CITTÀ COSE»

«I tennisti si alleneranno in uno spazio allestito nelle strette vicinanze della sede di gara. Poco prima dell’incontro non verranno trasferiti al campo, ma percorreranno una passerella panoramica che li esporrà agli sguardi degli appassionati. Sarà un momento epico, l’inizio della sfida, un’immagine spettacolare che può ricordare quella dei gladiatori che entrano nell’arena». Ce ne parla l’architetto Benedetto Camerana, che, nel team guidato da AWE International Group, è l’uomo incaricato di dare un volto concreto al grande evento che Torino ospiterà dal 14 al 21 novembre. AWE è il capofila di un raggruppamento di imprese (Arriva, Camerana&Partners, KPMG, Nielsen Sports, Politecnico di Torino) individuato dalla Commissione Tecnica di Gestione delle Nitto ATP Finals 2021-2025 per la definizione del masterplan quinquennale della manifestazione. Quindi allestimenti, logistica e trasporti, il cuore pulsante del torneo e di tutto quanto gli sta intorno. Romy Gai, presidente della società londinese, a lungo dirigente bianconero, ci parla di un appuntamento che farà sognare: «Il nostro obiettivo è superare il concetto di venue il luogo, la location dell’evento per proporre una manifestazione che guardi fortemente al territorio, coinvolgendo tutti, creando un concetto diffuso di partecipazione, dalla città alla nazione. Tutti gli spazi di Torino avranno un ruolo e vivranno le Finals. Niente a che vedere con quanto accaduto a Londra negli anni precedenti».

Pala Alpitour

In che senso?

«L’appuntamento londinese, per caratteristiche della città e per la sede prescelta, rappresentava una sorta di bolla: un luogo magnifico e prestigioso, ma isolato, dove si disputava il torneo. Da noi, invece, tutta la città sarà il cuore delle Nitto ATP Finals. Torino è anche una città ideale per promuovere e gestire il torneo: di medie dimensioni, già ben collaudata per eventi internazionali come le Olimpiadi, di grande tradizione sportiva. Significativo che sia stata prescelta avendo come competitor metropoli del calibro di Tokyo e Singapore».

Tutti gli spazi di Torino avranno un ruolo e vivranno le Finals. Niente a che vedere con quanto accaduto a Londra negli anni precedenti

Una grande vittoria per gli amministratori locali e per la Federtennis?

«Certamente, una formidabile vittoria di squadra in un panel dove non eravamo certo favoriti. Però sono convinto che l’obiettivo principale Torino lo debba ancora raggiungere. Le Finals durano cinque anni, questo è solo il primo, ma è anche il più importante. Dobbiamo rassicurare il mondo del tennis, e non solo quello, che Torino è stata la scelta giusta, che merita questa posizione di vertice, per i quattro anni che verranno e anche oltre».

Benedetto Camerana

Romy Gai

Che cosa accadrà a Torino nella settimana delle Finals?

«La zona intorno al Pala Alpitour sarà quella maggiormente coinvolta, perché dotata di spazi che possono essere ripensati per la manifestazione: la piscina monumentale, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani e lo Sporting, ad esempio. Poi ci sarà un ATP Park che sarà fruibile dagli spettatori, ma anche dagli appassionati, dai torinesi e dai turisti. Di grande impatto saranno gli allestimenti temporanei, vicino alla venue ma anche in giro per la città; immaginiamo anche una Casa Torino. Sicuramente la città saprà rispondere adeguatamente alla sfida, mi piacerebbe che ci fosse il corrispettivo delle Olimpiadi della Cultura tenutesi nel 2006. Tra gli obiettivi del nostro progetto c’è quello di restituire – attraverso entusiasmo, spettacolo e business – il massimo possibile alla città, che tanto si sta impegnando e si impegnerà. Le eccellenze di Torino vanno coinvolte e premiate. Altro aspetto significativo sarà la gestione di quanto verrà costruito: tutto sarà smontabile e rimontabile. Pensiamo a strutture che possano durare cinque anni, ma che vengano utilizzate solo nel periodo delle Finals, come la passerella panoramica che porterà gli atleti al campo di gioco».

Lorenzo Sonego © Giampiero Sposito

La sfida ambientale sarà una strategia?

«Certamente e, sotto questo aspetto, la collaborazione con il Politecnico si rivelerà fondamentale. Ci sarà grande attenzione all’economia circolare, con basso consumo di energia e di acqua. E poi materiali riciclabili, basse emissioni di CO2, integrazione di fonti energetiche rinnovabili. Puntiamo all’impatto energetico zero. Saranno le prime Finals in completa sintonia con la green economy».

Matteo Berrettini © Giampiero Sposito

 

La prima priorità in programma è quella ‘architettonica’ relativa alla venue? Ce ne parla Benedetto Camerana.

«Certo, è fondamentale partire da quel bellissimo spazio, che però non era stato concepito per il tennis. La superficie adottata sarà quella di Londra, e questo è un punto fisso. Ma vedere un match delle ATP non è come assistere a una partita di basket o di volley, questione di prospettive e di posizioni degli spettatori, in particolare per quanto riguarda i posti migliori. Occorre anche prevedere aree specifiche per i media, le lounge, gli ospiti, gli sponsor e il corporate. Stesso discorso per le hospitality e la ristorazione, dove dobbiamo prevedere un’area per 1000/1500 coperti. Alla conclusione dei lavori Torino avrà uno dei migliori impianti per il tennis al mondo».

Olimpiadi, ATP, una finale di Champions, che cosa può assicurare il maggiore ritorno in termini di business e di visibilità? Romy Gai non ha dubbi.

«Sono convinto che le ATP siano competitive con le Olimpiadi e superiori, in termini di ritorno, a eventi singoli come una finale di Coppa. Innanzitutto perché durano cinque anni, e forse anche di più, in caso di conferma. Poi è molto meglio avere 15mila spettatori per un quinquennio che 70mila in una sola occasione. Senza contare che il pubblico internazionale del tennis è di fascia molto elevata».

Durante l’intervista

La risposta della biglietteria è ottima?

«Assolutamente sì, e non solo per il pubblico italiano. Prevediamo una forte presenza dall’estero e un grande ritorno sul fronte del corporate. Penso che le Nitto ATP Finals saranno una nuova primavera per Torino, sicuramente l’alba di un nuovo giorno. Eventi come questo sono ‘cose che tengono in città cose’, sfide strategiche da vincere per il futuro».


Leggi la rubrica di Benedetto Camerana sulle sfide architettoniche della Torino del futuro


(Foto:  MARCO CARULLI e FIT)