Il conte Filippo Parpaglia, detto Frà Fiusch, sarebbe orgoglioso. Perché? Perché lui era conte, cavaliere dell’Ordine di Malta, ma soprattutto alchimista. Anzi, forse la ricerca della pietra filosofale era proprio la sua più grande passione.

Dunque, dicevamo, sarebbe orgoglioso perché questo giugno, nella sua Revigliasco, anzi nella storica Taverna che porta il suo nome, è nato il cocktail “Immortale Frà Fiusch”, omaggio al conte e ai trent’anni del ristorante di Ugo Fontanone. Un cocktail unico, a base di Athanasia (un aperitivo artigianale con spiccate note di tanaceto), che sarà ufficialmente presentato durante l’edizione 2025 di Mangiar per Strada, il consueto appuntamento estivo della Taverna di Frà Fiusch. Quello bello, che apre l’estate a colpi di meravigliosi risotti e faraone alle ciliegie (di cui siamo più che ghiotti), e con una coreografia di tavoli adagiati su tutta via Beria.
Ma le ragioni per cui il conte alchimista dovrebbe essere contento sicuramente non finiscono qui: ad esempio è giusto che si rallegri perché la Taverna di Frà Fiusch è finita all’interno di questo speciale food, che ha come missione quella di provare a riassumere tra consigli, approfondimenti e menzioni le realtà enogastronomiche più interessanti di questo territorio. D’altronde non poteva mancare.

Ecco, ma perché non poteva mancare? Così, su due piedi, ci vengono in mente 13 motivi, ma per questioni di spazio ci limiteremo a citarne 6. Ah, ovviamente ci troviamo in un ristorante che crede nelle materie prime e in ciò che significano, ancora oggi, anche in un tempo fatto di disconnessioni gastronomiche e disaffezioni alimentari. Quindi parlano i piatti.
E in questo senso il nido di barbabuc è già di per sé un mezzo manifesto dell’avanguardismo vintage di Ugo Fontanone. Abbiamo il barbabuc (o scorzobianca), un’erba un po’ dimenticata in favore del più quotato asparago, sintomo della voglia in cucina di recuperare per davvero la terra (non a chiacchiere), coadiuvato da una purea addizionata però con lo zenzero e dai calamari scottati (se ti concentri, e usi un po’ la fantasia, dalle colline di Revigliasco vedi il mare, forse).

Seconda motivazione: i tajarin ai porcini, che se dobbiamo spiegarveli vuol dire che… avete voglia di sentire qualche parola in più, e di certo non ci tiriamo indietro; quindi adesso tutti insieme ci inginocchiamo e ringraziamo per aver ricevuto i funghi, da mangiare in ogni modo, meglio se nei tajarin.
Discorso simile può valere per la terza motivazione del giorno: i plin con fonduta di burro e nocciole, che quando cresci diventano golosi come le frittelle da bambini.
Ma vi invitiamo a soffermarvi anche sulla quarta ragione: un semifreddo alle fragole geometrico e insieme artistico (e delizioso) che è quasi un peccato smontarlo.

Il quinto motivo è il nuovo cocktail che verrà rivelato al mondo il 12 giugno, quell’Immortale Frà Fiusch che ci ha conquistato già dal nome; e che ci ricorda come anche dopo oltre trent’anni si possa avere ancora voglia di sperimentare, creare, divertirsi.
Il motivo N°6 infine è proprio Ugo Fontanone, il cappellaio matto di questa Taverna, l’uomo delle ciliegie, che in tasca ha sempre una nuova storia da raccontare (se ha voglia di farlo).

Insomma: conte Parpaglia puoi esultare! La voglia di intrugli, incastri, intuizioni e ribellioni vive e lotta ancora in quel di Revigliasco, con epicentro alla Taverna di Frà Fiusch.

