Lower Manhattan è uno dei quartieri più famosi di New York: conosciuto anche come Downtown Manhattan è davvero una delle icone geografiche della Grande Mela; soprattutto per la presenza al suo interno del cosiddetto Financial District, detto anche FiDi, celebre per ospitare gli uffici e le sedi di molte delle maggiori istituzioni finanziarie della città, tra cui la Borsa di New York e la Federal Reserve. Buona parte di questo distretto infatti è sede della celeberrima Wall Street, un’arteria viaria di otto isolati, forse tra le zone urbane più mitologiche al mondo. Per alcuni anticamera dell’inferno, ma sicuramente con un fascino abbastanza unico, ambientazione di film, libri, saghe indimenticabili.
Proprio dalla leggendaria strada newyorchese, prende spunto il nome della testata Wall Street Italia, mensile (nato nel 2010) dedicato all’approfondimento di temi economici e finanziari, con un taglio pratico e accessibile. In grado di diventare nel giro di quindici anni uno dei riferimenti nostrani più autorevoli nel campo.
Interessanti soprattutto le loro inchieste/dialoghi con alcune delle imprese più emblematiche del territorio, spunto ogni volta per analizzare andamento e stato dell’arte del lavoro nel nostro Paese. In particolare ci siamo imbattuti in una bella intervista a Tina Gullì, titolare di Studio Gullì, azienda torinese che ha saputo innovare la propria professione, rielaborando in chiave contemporanea l’atavico ruolo del commercialista come consulente sartoriale per le aziende in ambito tributario. Il focus principale? L’operato dei commercialisti come vero e proprio valore aggiunto per la crescita delle imprese.
Insomma, una rivoluzione di certe consuetudini un po’ stantie a cui siamo fin troppo abituati. Citiamo un passaggio della dottoressa Gullì: «Ci hanno trasformati nel tempo in meri esecutori, in quelli che fanno pagare le tasse e basta, ma la nostra missione è essere al fianco delle imprese». Apriti cielo. Altra riflessione fondamentale: «La nostra professione deve avere la capacità e la lungimiranza di ripensarsi, conservando il proprio operato, ma diventando allo stesso tempo il vero valore aggiunto delle imprese. Tecnologie all’avanguardia, nuove opportunità di business, internazionalizzazione… sono temi cruciali che dobbiamo affrontare insieme agli imprenditori». Per non farsi mancare niente, cita anche Winston Churchill: «Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti». Chapeau.
Insomma, fatevi un giro tra i contenuti di Wall Street Italia, esplorate i pensieri e le opinioni degli imprenditori (specialmente di quelli più innovativi), troverete sicuramente spunti di riflessione utili a elaborare nuove prospettive sociali e lavorative, come quella di Tina Gullì.
