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La città delle arti

Torino

di Tommaso Cenni

Inverno 2023

DA TIM BURTON A PICASSO, DALLA “SETTIMANA DELL'ARTE” A TURNER, DA HAYEZ A TUTTI GLI ALTRI: TRA OTTOBRE ED APRILE TORINO È TORNATA AD ESSERE PER DAVVERO “LA CITTÀ DELLE ARTI” (PUR CON QUALCHE DIFETTO), CON MOSTRE, FESTIVAL, ESPOSIZIONI. RIASSUMIAMO: COSA È SUCCESSO E COSA DEVE SUCCEDERE?

Torino, la città delle arti - Il mondo di Tim Burton, ingresso«Non ci sono mai stato, ero stato in altri posti in Italia, ma non qui. Ne ho sempre sentito parlare, conosco anche un paio di persone di qua… poi ho visto questo edificio e ho pensato “è incredibile che non sia mai venuto prima!”. Ho visitato il museo che c’è a Los Angeles, ha appena aperto, e potrebbero imparare molte cose dal vostro. È un posto davvero accogliente. Ha una forma caotica, c’è anche un qualcosa di opprimente (indica in su verso la punta della Mole, ndr), ma il modo in cui lo avete creato (fa con la mano il gesto di una spirale, ndr) sembra invitarti dentro il mondo dell’arte e del cinema, e questa è una cosa davvero potente». A pronunciare queste parole è stato Tim Burton, a Torino, a ottobre, durante l’inaugurazione de Il mondo di Tim Burton, mostra a lui dedicata all’interno del Museo del Cinema di Torino, e presente in città fino al 7 di aprile.

Apriamo una breve riflessione: chi è Tim Burton? Regista, produttore, animatore, sceneggiatore… statunitense, tra i più importanti al mondo. Ma non solo: è il simbolo del genio senza compromessi, dell’identità (più che eccentrica) che vince sul conformismo, del talento creativo in direzione ostinata e contraria; insomma dell’arte. E lui che fa? Viene a Torino, la elogia, si stupisce di fronte alla Mole, dice che “sembra invitarti dentro il mondo dell’arte e del cinema”. Ecco un buon proposito per la città, e non solo per la Mole: invitare. La mostra Il mondo di Tim Burton, oltre a essere suggestiva, ha un grande pregio: è costruita per assorbirti, e gira su se stessa come girano le idee (spesso visionarie) dentro alla testa dei geni.

Torino, la città delle arti - Tim Burton durante la masterclass e con la Stella della Mole

Tim Burton durante la masterclass e la consegna della Stella della Mole

Perché Tim Burton in copertina? Perché Torino ha nel suo DNA l’arte, o meglio le arti, anzi: Torino è da sempre “la città della arti”. Solo che come ha giustamente detto qualcuno “pare essersi un po’ fermata”; certo le maratone in mezzo alla settimana dell’arte non aiutano lo scorrere naturale della magia, ma questo autunno Torino è ripartita con il piede sull’acceleratore in ambito di arte e arti. Da Burton a Picasso, e poi fino ad Hayez, Turner, Mirò, passando per una “settimana dell’arte” mai così estesa, e poi ancora con le tante iniziative del 2024. Torino pare aver tirato fuori un po’ gli artigli, per riconquistarsi finalmente il trono pratico e ideologico di capitale italiana delle arti. Servono lavoro, intelligenza, programmazione, e serve pure imparare da certi errori grossolani. Da dove ripartiamo quindi? Da Tim Burton e da una guida-riassunto-schema delle mostre che ci sono, ci sono state e che veramente non potete perdervi da dicembre fino ad aprile (alcune anche oltre). Si comincia.

IL MONDO DI TIM BURTON

Torino, la città delle arti - locandina The Nightmare before ChristmasMoltissimi ascoltando il nome Tim Burton pensano subito a Nightmare Before Christmas, un capolavoro dell’animazione di cui però in realtà Burton non è mai stato davvero il regista, ma “soltanto” sceneggiatore. Certo l’impronta di Burton è evidentissima, ma la regia fu affidata a Henry Selick (regista, tra gli altri, di un cult assoluto come Coraline e la porta magica), che fece un lavoro veramente stupendo. Perché accade questo? Perché quando si parla di Tim Burton non si parla solo di un regista e autore fenomenale (Batman, Edward mani di forbice, Il pianeta delle scimmie, Big Fish, La fabbrica di cioccolato, La sposa cadavere, Sweeney Todd, Alice in Wonderland…), ma di un uomo che è riuscito a consegnare al mondo una firma, uno stile, anzi un intero immaginario. La mostra allestita alla Mole Antonelliana fino al 7 gennaio è bella ed è da visitare perché è un viaggio in questo immaginario, a partire proprio dalle sue origini: ovvero dai disegni e dai bozzetti di Burton stesso.

Torino, la città delle arti - Il mondo di Tim Burton, esposizione

Alcuni sono diventati personaggi, altri sono rimasti idee. E passeggiarci in mezzo significa esplorare la fantasia del creatore di mondi Tim Burton. Oltre 500 gli esempi di opere d’arte originali, alcune mai esposte prima, dagli esordi fino ai progetti più recenti, passando per schizzi, dipinti, fotografie, concept art, storyboard, costumi, opere in movimento, maquette, pupazzi e installazioni scultoree a grandezza naturale. Se la Mole quest’anno punta al record di visite, merito è anche di Tim.

Torino è bella quando fa le cose; quando crede negli eventi, nel movimento, nelle idee. Con questo abito piace a tutto il mondo

LA SETTIMANA DELL’ARTE

Prima di “saltare” agli appuntamenti da non perdere, doveroso fare un passo indietro, alla simil cronaca di quella che ormai in città chiamano la “settimana dell’arte”; ovvero quel momento di novembre (diciamo tra l’1 e il 5) in cui si incastrano svariatissime iniziative torinesi accomunate da un tema unico: l’arte. Capofila di queste balde manifestazioni ovviamente è Artissima: giunta alla sua 30esima edizione ha coinvolto più di 12.000 tra espositori, professionisti del settore, curatori, galleristi, collezionisti (di cui 1.600 inediti), registrando all’Oval Lingotto più di 34.000 visitatori in quattro giorni.

Torino, la città delle arti - Persone e profili sfilano di fronte alle opere esposte ad Artissima

Persone e profili sfilano di fronte alle opere esposte ad Artissima

Numeri importanti che testimoniano la rilevanza artistica che Torino sta riassumendo un pezzo alla volta; ma soprattutto numeri importanti se sommati alle altre iniziative off della settimana (che non sono più molto off a dire il vero). A cominciare da quelle più “diffuse”, ovvero Diffusissima (e chi se no?) e TAG – Torino Art Galleries Night, occasioni in cui le gallerie d’arte si fanno luoghi di incontro, e perfino “da colazione”, e luoghi normali diventano location d’arte; il tutto un po’ dislocato ovunque per la città. Tra l’altro con l’occasione di scoprire luoghi parzialmente dimenticati, ma interessanti, tipo Scalo Vallino in via Nizza.

Torino, la città delle arti - Diffusissima e Paratissima

Diffusissima e Paratissima

Nel lungo filone delle “-issima” non si può non citare Paratissima, quest’anno alla Cavallerizza Reale (che deve non solo ospitare manifestazioni, ma avere anche progetti seri per sé), che ha incrociato lo sguardo con circa 30.000 visitatori in una manciata di giorni; e poi The Others Art Fair, indipendente, strana, capace di essere sorprendente, con una dodicesima edizione da record (più alto numero di visitatori di sempre) all’interno del Padiglione 3 di Torino Esposizioni (che ha bisogno come l’aria di eventi stimolanti).

Torino, la città delle arti - C2C l'arte è ovviamente anche musica

C2C l’arte è ovviamente anche musica

Infine Flashback 2023 (via Giovanni Lanza 75), uno degli appuntamenti più curiosi per gli appassionati di arte sperimentale e per chi è convinto che in fondo ogni arte sia stata contemporanea, anche solo per un giorno.

Menzione speciale all’esperimento di Umbertissima 2023, un’edizione di prova in cui Galleria Umberto I dall’1 al 5 novembre ha accolto mostre, DJ set, esposizioni fotografiche, installazioni. Un modo anche per dare lustro a una galleria bellissima e un po’ dimenticata di Torino (tranne quando si tratta di bersi il vino sfuso e mangiarsi i tomini elettrici da Litro). Chissà come proseguirà. Nota, di merito, a margine la dedichiamo a C2C (Club to Club), svoltosi dal 2 al 5 novembre: festival di musica elettronica, giunto alla sua ventunesima edizione, che oggi è diventato uno dei più amati dai cultori del genere in Italia e non solo.

100 GIORNI DI TE E DI ARTE

Torino, la città delle arti - A Stupinigi gli scatti iconici di Lee Miller

A Stupinigi gli scatti iconici di Lee Miller

A proposito di cibo, in una “controversa” intervista a La Stampa, lo storico gallerista torinese Alberto Peola, ha detto diverse cose intelligenti; una in particolare: «Il cibo è riuscito a fare quello che l’arte non ha fatto: nei giornali ci sono molti più articoli su chef e piatti che su artisti e galleristi». È vero, i motivi sono tanti, e lamentarsi (se c’è da lamentarsi) serve a poco. Quindi, per “invertire” la tendenza, eccoci qui, a raccontarvi mesi e mesi di mostre, esposizioni, belle cose a Torino da non perdersi assolutamente.

Iniziamo a fionda perché fino al 7 gennaio alla Palazzina di Caccia di Stupinigi avete il tempo di godervi la mostra dedicata a Elizabeth Lee Miller, una delle più importanti fotografe della storia. Donna dalle mille vite: artista, modella, reporter in Normandia dopo lo Sbarco e nei campi di concentramento (anche ai suoi scatti dobbiamo il fatto di non pensare oggi che quella tragedia non sia mai esistita). La mostra di Stupinigi esplora il suo lato più intimo e surrealista, la verve con cui ha saputo raccontare anche la quotidianità. Una poetessa della fotografia e una delle più grandi di sempre: non serve altro per avvalorare il consiglio.

Torino, la città delle arti - Picasso in mostra nelle sale di Palazzo Saluzzo Paesana

Picasso in mostra nelle sale di Palazzo Saluzzo Paesana

Discorso simile va fatto per Picasso. Rendez-vous a Torino, a Palazzo Saluzzo Paesana fino al 14 gennaio. Una duplice occasione: per godersi le sale di uno dei palazzi più veri e belli della città, e per toccare il genio di Picasso a distanza di 50 anni dalla sua morte. Alcuni hanno scritto “imperdibile perché finalmente ci si confronta con un altro Picasso”. Noi diciamo che se qualche lavoro di Picasso passa in città è quasi obbligatorio andarlo a vedere.

Sempre fino al 14 gennaio, ma stavolta a Palazzo Barolo, potete trovare il Museo delle Illusioni, finora un successo clamoroso di pubblico. Che onestamente pensavamo fosse dedicato perlopiù a una fascia molto giovane, e invece sa divertire e stupire anche i più attempati. Un po’ naif sì, ma diverte, incuriosisce e strappa più di un sorriso.

Il 14 gennaio è l’ultimo giorno anche per Body Worlds Vital: mostra record che ha staccato in giro per il mondo più di 50 milioni di biglietti. A Torino ha scelto la Sala degli Stemmi a Porta Nuova. Non è una mostra “per tutti”, indaga l’umanità “oltre la pelle” e ci mostra il comportamento di autentici corpi umani in svariate situazioni. Fuori dagli schemi e interessante.

Torino, la città delle arti - La leggenda di Mirò al Mastio della Cittadella

La leggenda di Mirò al Mastio della Cittadella

Ancora il 14 gennaio (una data, una fine; ma almeno aiuta a ricordare le scadenze) si conclude Mirò a Torino, al Mastio della Cittadella. 100 opere di uno dei grandi maestri del surrealismo europeo, tra i pittori più importanti del ‘900; che tra l’altro per avere una mezza medaglia in patria dovette aspettare la fine degli anni ’70 e la caduta di Franco. Ora è semplicemente leggenda.

Ultimo appunto per il 14 di gennaio (no, non è uno scherzo): suggeriamo prima della fatidica data un passaggio al Teatro Regio per la mostra sul genio che, tra le altre cose, ne ha ridisegnato l’abito; quel Carlo Mollino che fu architetto, scrittore, fotografo, pilota… Insomma un istrionico artista a cui dobbiamo anche l’attuale Regio; che inspiegabilmente non è ancora inserito nel circuito dei “musei” che ogni torinese e turista dovrebbe visitare (magari raccontato da gente capace).

Finalmente cambiamo data e, penna alla mano, cerchiate il 28 gennaio. William Turner è uno di quei nomi che leggiamo sui libri di studio fin dalle scuole medie; quando spesso l’arte è prevalentemente una seccatura, o al massimo un modo per fare bella figura a un’uscita romantica (in ogni caso sempre un po’ lontana da noi). Poi un giorno leggi che William Turner è a Torino, alla Reggia di Venaria, con una bella mostra intitolata Turner. Paesaggi della Mitologia (non lui direttamente, dato che è morto nel 1851). Che dire? Turner, uno dei big del Romanticismo, che ha posto le basi dell’Impressionismo, che ha elevato la pittura dei paesaggi, è in mostra a Venaria. Non è da perdere.

Torino, la città delle arti - La mostra fotografica dedicata ad André Kertész e METRONOME di Sarah Sze

La mostra fotografica dedicata ad André Kertész e METRONOME di Sarah Sze

Rientrati a Torino, un’occhiata bisogna darla anche al calendario di Camera (via delle Rosine 18): fino a febbraio sono in esposizione la mostra fotografica dedicata ad André Kertész (uno dei maestri assoluti della fotografia del XX secolo) e la mostra Nuova Generazione. Sguardi contemporanei sugli Archivi Alinari, una bella riflessione sull’anima degli archivi, costruita su un dialogo tra foto storiche e contemporanee. Se dobbiamo scegliere, priorità ovviamente a Kertész.

Non esenti dalla lista anche le OGR, con l’installazione METRONOME di Sarah Sze, che merita un passaggio. Perché? Perché è bella, colorata, emblematica. E poi perché qui un tempo ci riparavano i treni, ora si fanno tante cose diverse e interessanti (non sempre, ma spesso).

Torino, la città delle arti - Il genio romantico di Hayez fa tappa (imperdibile) alla GAM

Il genio romantico di Hayez fa tappa (imperdibile) alla GAM

Ma Torino in questi mesi è come il Real Madrid dei Galácticos, quello di Zidane, Figo, Ronaldo, Beckham, Raul… E quindi dopo tutti i citati da segnare sul taccuino sicuramente anche Hayez. L’officina del pittore romantico. Alla GAM fino al 1 aprile disegni e dipinti (oltre 100) del leggendario pittore dal nome “esotico” ma che in realtà di nome fa Francesco ed è nato a Venezia ormai più di duecento anni fa. Hayez per molti è “quello de Il bacio”, un’opera che anche i sassi conoscono; ma più opportunamente è il maggiore esponente del Romanticismo in Italia. Punto e a capo.

La città delle arti non è solo uno slogan inventato per questa cover story. È il riassunto di una città che in modo un po’ Pirandelliano cerca da decadi (da quando ha lasciato andare il proprio DNA industriale) un’identità. Ci sono lo sport, l’università, la gastronomia, l’aerospazio… e ovviamente la cultura declinata nell’arte e nelle arti. C’è una città con tanta voglia di evolvere e con l’ambizione intima di non cambiare in fondo mai, che con i suoi difetti e pregi alla fine risulta (quasi sempre) un palcoscenico unico, poetico, inaspettato ai più. Guardando a questa lista e ascoltando le parole di Tim Burton prevale, in definitiva, un sentimento più forte degli altri: Torino è bella quando fa le cose; quando crede negli eventi, nel movimento, nelle idee. Con questo abito piace a tutto il mondo; ma se “dorme”, come da ancestrale detto, non piglia pesci.

Torino, la città delle arti - William Turner è alla Reggia, mentre il Teatro Regio omaggia suo “padre” Carlo Mollino

William Turner è alla Reggia, mentre il Teatro Regio omaggia suo “padre” Carlo Mollino

Presidente Ghigo e direttore De Gaetano lo hanno confermato nella nostra intervista di testa: il Museo del Cinema è già al lavoro per portare una nuova importante mostra quando si sarà esaurito il tempo de Il mondo di Tim Burton. Questo significa investire e credere in una Torino città delle arti. E allo stesso modo dopo tutti i problemi che ha avuto la mostra di Chagall (sospesa, rinviata, annullata…) confidiamo che in sostituzione giunga in città qualche altro carico da novanta. Questo vorrebbe dire sapersi adattare reagendo virtuosamente agli stimoli (anche a quelli che non avresti voluto ricevere). In queste pagine abbiamo raccontato, o meglio riassunto, tanti motivi per cui in alto a destra troverete la “testatina” di città delle arti; nelle prossime continuiamo a parlarne insieme ad autorevoli voci, tra spunti di riflessione, qualche elogio, alcune critiche e tanto amore per Torino.