Etimologia vuole che la parola idea derivi dal greco antico eidon, aoristo del verbo orao (“vedere”), e dal latino videre. Un concetto quindi strettamente legato a quello di visione, immagine, rappresentazione mentale che può corrispondere a qualcosa di astratto o a una proposta concreta. In ogni caso, essa è espressione della straordinaria capacità umana di pensare.
Le idee possono emergere dall’osservazione, dall’esperienza, dalla riflessione, dalla creatività o dal ragionamento. Possono essere generate individualmente o attraverso la collaborazione e la condivisione di pensieri con altre persone. Sono fondamentali per il progresso in qualsiasi settore, possono riguardare soluzioni a problemi quotidiani, e rappresentare innovazioni tecnologiche. Sono il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, teorie, opere d’arte e molto altro.
Spesso a generarle è la ricerca di soluzioni a problemi o esigenze esistenti. Il carattere innovativo di un’idea risiede nella sua originalità e utilità in un determinato contesto, deve essere nuova e diversa da ciò che è stato fatto in precedenza. Questo non significa necessariamente inventare qualcosa di completamente nuovo, ma anzi è spesso dalla combinazione di elementi già esistenti che nascono gli strumenti più innovativi e/o utili. Ed è ciò che ha fatto in quel di Moncalieri, in provincia di Torino, il team di Tipo Stampa– Arti Grafiche Parini.
Un passo indietro: che cos’è Tipo Stampa? È anzitutto un’eccellenza piemontese, un’azienda storica nel settore della stampa commerciale, editoriale e nel packaging. E poi è la stamperia da cui nascono queste pagine, con una bella e nuova carta (green e sostenibile) che ci accompagna ormai da qualche anno. Tipo Stampa è figlia dei valori del suo fondatore e CEO Alberto Parini, imprenditore da sempre rivolto all’innovazione: tecnica, valoriale, etica. Da questa mission è nata l’ultima idea dell’azienda, un’idea con tutte le caratteristiche di cui sopra, di quelle che rivoluzionano le cose.
Di cosa parliamo? Del QR Code destinato alle persone non vedenti e ipovedenti, il TQ Braille™. Presentato il 21 febbraio 2024 in occasione della Giornata Nazionale del Braille e già patrocinato dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), il nuovo progetto dell’azienda permette ai consumatori con menomazioni visive, oltre 2 milioni in Italia e 260 milioni nel mondo (dati OMS), di accedere alle informazioni dei prodotti attraverso un packaging più inclusivo e innovativo: una cornice punzonata con la parola QR in caratteri Braille circonda un QR code collegato a una pagina web con tutte le informazioni inerenti al prodotto, leggibili e ascoltabili attraverso sistemi di screen reader come VoiceOver di iOS e Talk Back di Android. Una stampa a punti che può essere eseguita su diverse aree della confezione, con dimensioni diverse e su diversi tipi di materiale d’imballaggio, mantenendo un costo trascurabile e adattandosi a prodotti di qualsiasi settore merceologico.
Un’innovazione che non è solo una sliding door tecnica, ma anche concettuale, perché la civiltà ci impone inclusività e ampiezza di pensiero
Il metodo permette quindi un accesso agevole alle informazioni dei prodotti in fase di acquisto ‒ come dichiarazioni nutrizionali, istruzioni d’uso, direttive per lo smaltimento e molto altro ‒ rinnovando il ruolo del packaging per un consumo sempre più accessibile, inclusivo, sostenibile e contemporaneo. Fino ad ora infatti, gli unici packaging a soddisfare le esigenze di persone ipovedenti sono quelli utilizzati in ambito farmacologico. Insomma, un’innovazione “semplice” ma con incredibili potenzialità. Un’innovazione che non è solo una sliding door tecnica, ma anche concettuale, perché la civiltà ci impone inclusività e ampiezza di pensiero. Per approfondire questo inedito progetto destinato a fare scuola, abbiamo intervistato proprio Alberto Parini, CEO & Founder di Arti Grafiche Parini.

Le idee innovative spesso emergono da processi creativi, osservazione del mercato, analisi delle tendenze o delle tecnologie emergenti, pensiero fuori dagli schemi… Questa idea, da dove è nata?
«Questa è un’idea ispirata dal mondo. Mi spiego. Un mio collaboratore, Alessandro, viaggiando in altri Paesi ha notato come molti dei loro settori, come i trasporti e i musei, agevolassero i possessori di menomazioni visive attraverso applicazioni simili. Me ne ha parlato e da allora abbiamo iniziato a riflettere su come anche noi potessimo rendere i nostri packaging altrettanto innovativi, altrettanto inclusivi. Dall’ispirazione e dal ragionamento è poi iniziato tutto il processo che ha portato alla realizzazione del TQ Braille™».
Qual è stato il vostro primo approccio al tema?
«Abbiamo anzitutto valutato il problema. Non vedenti e ipovedenti non possono consultare autonomamente le etichette dei prodotti; la maggior parte degli imballaggi non offre spazio sufficiente per apporre l’etichettatura in carattere Braille perché molto grande, “invadente”, e la sola applicazione di codici QR sulle confezioni risulterebbe di difficile individuazione. Per questo abbiamo optato per una soluzione alternativa: creare un individuatore di QR Code, una semplice cornice in alfabeto Braille (con su scritto QR Code appunto) al cui interno stampare il codice stesso. In questo modo, i consumatori non vedenti e ipovedenti possono identificare facilmente il codice e inquadrarlo con i propri smartphone e, tramite sistemi di screen reader, convertire il testo in audio e sentire le informazioni inerenti al pack».
Come nasce nella pratica il TQ Braille™?
«La realizzazione sui nostri packaging è stata abbastanza semplice dal momento che, in azienda, possedevamo già le tecnologie utili ad applicare il Braille in linea. È bastato convertirle per una più larga diffusione. Alle macchine “Piega Incolla” serviva solo aggiungere un modulo capace di applicare la cornice punzonata del QR Code nel mentre che si piegano gli astucci».
In Italia non esiste alcuna soluzione simile alla vostra?
«Solo nel settore farmacologico esiste l’obbligo di scrivere in Braille. E sottolineo “di scrivere”, lettera per lettera. Ma anche nel caso dei farmaci la soluzione non è delle più agevoli. Come vi dicevo, le lettere dell’alfabeto Braille sono grandi e ingombranti da inserire su un packaging, specie se piccolo, quindi vengono usate solo per comporre il nome e la posologia del farmaco».
Avete quindi subito voluto depositare il brevetto?
«Abbiamo brevettato il design e il marchio, il nome TQ Braille™. E lo abbiamo fatto perché ci piacerebbe diventasse uno standard per tutti i produttori di packaging».
L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) vi ha concesso il proprio patrocinio. Qual è stato il suo ruolo nella realizzazione di questo progetto?
«Tutto questo progetto è stato fatto mano nella mano con UICI Italia, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Sin dai primi passi ci siamo confrontati con loro. Ci hanno aiutato a sviluppare il progetto indirizzandoci verso le soluzioni più congeniali. Tutt’ora continuiamo a restare in contatto. In fondo il nostro resta un progetto work in progress. Continuiamo a camminare parallelamente per intercettare tutte le esigenze del target di riferimento e migliorare sempre più il prodotto finale».
È davvero adattabile a ogni settore merceologico? Come?
«Assolutamente. Per ora noi, con le nostre tecnologie, lo proponiamo solo su carta e cartone. Ma esistono altri macchinari che permettono di applicarlo anche su altri supporti, come latta, plastiche, vetro… A questo punto se la domanda dei brand dovesse crescere, sarà il tessuto industriale stesso ad adattare le proprie tecnologie all’applicazione del TQ Braille™ in tutti i settori».
Il progetto ha già riscontrato un forte interesse… Quale sarà il vostro ruolo negli altri settori merceologici?
«Ad oggi in tanti hanno già aderito. E a tal proposito ci tengo a ringraziare Simona Radicci, di Caseificio Pugliese- Casa Radicci SPA, Luca Cravero Candioli, di Candioli Pharma Srl, e Giulio Trombetta, di Costadoro SPA, la Regione Piemonte per la produzione di alcune brochure, e anche voi di Torino Magazine che avete inserito, a partire da questo numero, il TQ Braille™ in copertina. È un progetto nuovo. Ha qualche mese di vita. E come tutti i progetti nuovi ha bisogno di tempo affinché diventi di interesse, diventi un’esigenza, e affinché il tessuto produttivo permetta ai brand che lo richiedono di utilizzare questo individuatore di QR Code in Braille. Noi stiamo cercando di capire come poterlo proporre sia sui nostri supporti, sia su supporti di altri, in questo caso ponendoci come consulenti».
Tutta questa adesione forse ci racconta di un “buco” molto ampio sul tema…
«ESG è un termine che si sta imparando a conoscere e l’inclusività inizia a far parte dei tavoli di discussione di tante imprese. Questo è un primo tassello per fare un passo avanti. Nasceranno sicuramente mille altre idee finalizzate ad abbattere le barriere visive: tutti devono avere lo stesso diritto di conoscere il prodotto che vanno ad acquistare e il suo utilizzo».
Qual è il futuro che immaginate per questo packaging e per la vostra azienda?
«Sin dalla presentazione ufficiale del progetto abbiamo riscontrato un immediato interesse e un forte impatto mediatico. Adesso lo stiamo promuovendo e raccontando alle aziende perché lo conoscano e decidano di adottarlo. Il 17 marzo, durante l’Horeca Expoforum a Torino, insieme a Exclusive Brands Torino di cui siamo soci, abbiamo avuto uno stand con altri produttori di food molto importanti e siamo stati protagonisti di un talk proprio sul TQ Braille™, sull’importanza di un packaging inclusivo, e su come renderlo tale. È stata un’occasione davvero importante perché il nostro obiettivo è farlo conoscere e trasformare in uno standard. Questo è il futuro che immaginiamo».
Amiamo le idee innovative, le soluzioni “semplici” ma immediate a problemi reali, che abbracciano il concetto di inclusività e sostenibilità. Quindi ci uniamo alla voce di Alberto e di chi vuole far conoscere questo progetto. Ci crediamo. Anche Torino Magazine Primavera accoglierà il TQ Braille™. Sono passaggi storici fondamentali per il progresso, in qualsiasi settore. Sono il punto di partenza per uno sviluppo futuro, ma serve metterci passione; “carburante” di ogni creatività, innovazione e perseveranza.
Tipo Stampa – Arti Grafiche Parini



