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URMET Group

Integrando i sistemi connettiamo il mondo

URMET È OGGI UNO DEI PRINCIPALI PLAYER INTERNAZIONALI NELL’AMBITO DELLE HOME & BUILDING SOLUTIONS E DELLA SYSTEM INTEGRATION. TUTTO COMINCIÒ DAL RECUPERO DEL MATERIALE ELETTRO-TELEFONICO, PASSANDO PER CITOFONIA E TELEFONI A GETTONI, PER ARRIVARE ALLA VIDEOSORVEGLIANZA E ALLA DOMOTICA. IL SEGRETO DEL SUCCESSO? LA CAPACITÀ DI STARE AL PASSO CON I TEMPI, ANTICIPANDO LE ESIGENZE E  PUNTANDO  ALL’ACCESSIBILITÀ

Da 84 anni la sede di URMET (ora URMET Group) è a Torino. E resterà qui, ci confermano, per il forte legame affettivo che lega quest’eccellenza torinese al suo territorio. Una scelta che rafforza un modello di sviluppo tutto italiano: infatti anche il capitale aziendale, oltre alla sede principale e ai settori progettazione, ricerca e sviluppo, è radicato nel Bel Paese.

«URMET è ormai un brand internazionale – racconta l’ingegner Paolo Attanasio, direttore generale di URMET essendo i suoi prodotti presenti in cento Paesi del mondo e avendo partnership strette con diverse realtà d’oltralpe. Il cuore di URMET, però, è radicato a Torino… Nel cuore di Torino (la sede principale è in via Bologna, a pochi minuti dal centro, NDR) e su questo l’azienda, proprietaria del marchio, non ha dubbi».

Paolo Attanasio, direttore generale URMET

Cosa significa rappresentare un’eccellenza torinese in giro per il mondo?

«Quando, 30 anni fa, arrivai qui da Roma, da giovane neolaureato per lavorare in FIAT, la FIAT era Torino e Torino era la FIAT. Quando si diventa una multinazionale è naturale acquisire un’immagine sovranazionale, apolide oserei dire. Per URMET è diverso. URMET Group, nonostante la crescita a livello mondiale che ha vissuto, è orgogliosamente una realtà familiare che è fiera di portare il sapere torinese oltreconfine. Non sono più molte le aziende che hanno confermato  questa  scelta.  Eppure noi siamo l’esempio concreto di come si possa avere una caratura mondiale esportando la qualità italiana, e conservare il valore delle origini».

Prodotti storici nella sede di via Bologna

Come riassumerebbe il segreto del successo del marchio?

«Più che un segreto è una capacità, quella di sapersi adattare all’evolversi della società e di andare incontro alle esigenze del consumatore, dell’ambiente, della storia. Partiamo dagli inizi: URMET nasce nel 1937 come Società Anonima per l’Utilizzazione e il Recupero del Materiale Elettro-Telefonico, in un momento storico in cui le materie prime erano carenti. Nel primo dopoguerra, invece, è riuscita a imporsi, grazie alla qualità della proposta, nel settore della telefonia pubblica, una scelta che ha reso URMET la grande azienda che è oggi. Pensate che qui, in questo luogo, aveva sede anche la Zecca di Stato per la coniatura dei gettoni per i telefoni, a dimostrazione di quanto il contributo di URMET fosse fondamentale in questo mercato. A partire dalla fine degli anni ’50, tutta l’esperienza e il know-how nel campo della telefonia sono stati trasferiti in modo naturale alla comunicazione dell’edificio, con la nuova produzione in serie dei citofoni e dei videocitofoni. Poi, in tempi più recenti, quando in Italia la domanda ha iniziato a rallentare, nonostante i telefoni a gettoni fossero ancora popolari in altre nazioni, URMET, sempre con spirito innovativo, passò a esplorare, e quindi a renderli parte del suo business principale, sistemi per la sicurezza, la videosorveglianza e la domotica, per rendere la casa un luogo accogliente, sicuro e protetto. Si parla spesso di cambiamenti: ecco, URMET ha avuto il grande merito di trarre vantaggio da queste evoluzioni, con una visione proattiva sul futuro».

La pandemia è stata un’occasione, seppur forse inaspettata, per dare ancora una volta conferma di questa capacità di adattamento.

«Esatto, e lo dimostra il fatto che nel 2020 il nostro fatturato si è chiuso senza sostanziali flessioni rispetto all’anno precedente. Crediamo  che ogni  difficoltà possa  essere tra- sformata in opportunità. Alcune soluzioni di sicurezza e videosorveglianza già a catalogo, per esempio, sono state adattate per controllare gli accessi e il corretto uso dei DPI nei luoghi pubblici e privati. Un dispositivo come il videocitofono ormai è in tutte le case, ma oggi deve essere interpretato come un elemento che sa evolversi da mero microfono, diventando uno strumento di aiuto per gestire l’intera abitazione e la sicurezza di chi vi abita. Infatti, se integrato con le telecamere di videosorveglianza, migliora la protezione; e con una semplice app (URMET CallMe), possiamo rispondere da smartphone alle chiamate videocitofoniche che ricevono i nostri parenti anziani. Ecco, questo anche in tempi di pandemia ritorna senz’altro utile».

Max, home monitor con gestione integrata delle funzioni di smart home e sicurezza

App URMET di controllo e gestione smart della casa

 

Ora più che mai, anche i vostri Thermal Gate…

«Sì, i rilevatori di mascherine e temperatura sono all’ordine del giorno. A tal proposito, URMET Group ha donato una partita di questi dispositivi all’Ospedale Mauriziano di Torino».

Thermal Gate, pannello per misurare temperatura e controllo DPI

E non è stato l’unico intervento. L’attenzione al sociale è un tema molto sentito dalla proprietà…

«Assolutamente, fa parte del nostro DNA. Recentemente, ad esempio, abbiamo fornito i sistemi di sicurezza  alla Casa della Musica di Amatrice. Ma l’attenzione si esplicita anche all’interno dell’azienda stessa: tutto il guadagno, come visione d’impresa, viene reinvestito nella crescita del gruppo, in innovazione e sul personale. È davvero una realtà peculiare in tal senso».

Alpha, pulsantiera modulare senza cornice

Quali sono i progetti per il futuro?

«La nuova sfida sarà di certo la domotica, vale a dire l’integrazione di sistemi diversi tra loro ma complementari. Stiamo parlando di argomenti che si legano all’intelligenza artificiale, di qualcosa che dieci anni fa, quando sono entrato nel gruppo, ancora non esisteva. Da sempre URMET è al lavoro per creare prodotti facili da installare e facili da usare; questo si fa ancor più rilevante dal momento che siamo di fronte a sistemi ad altissima complessità tecnologica. Apple in questo ha fatto scuola. Integrazione tra sistemi senza perdere di vista la semplicità: una politica che, insieme al costante investimento in ricerca e sviluppo, ci ha accompagnato nel tempo e ci ha fatto diventare un caso di studio per altre aziende».

L’evoluzione della telefonia URMET

 

REFERENZE

La tecnologia URMET protegge e tutela anche la sicurezza di hotel, ospedali e centri commerciali con l’installazione di sistemi videocitofonici e controllo  accessi, dispositivi di smart home, sistemi antintrusione e di videosorveglianza, placche  e pulsantiere di design,  automazione di cancelli e porte.

Tra le tante location, è presente in:

Grandi complessi residenziali

  • Union Square – Hong Kong 6500 appartamenti
  • Harbour Place – Hong Kong 2470 appartamenti
  • World Tower Andrialto – Sydney 1055 appartamenti
  • Park Oran – Ankara 1800 appartamenti
  • Goodmans Fields – London 183 appartamenti

Villaggi  Olimpici

  • Villaggio Olimpico Atleti, Atene 2004
  • Villaggio Olimpico Atleti, Londra 2012

Amministrazioni   pubbliche

  • CHU (Centre Hospitalier Universitaire) – Grenoble (videocitofonia + controllo accessi)

 


Urmet, if you love your building

Questa è URMET Group. Azienda italiana che progetta e produce sistemi integrati di videocitofonia,
automazione e controllo accessi per gli edifici e sistemi professionali di sicurezza. Qualità di prodotto ed efficienza di servizio
.

Sito web: www.urmet.it

Indirizzo: Via Bologna, 188/C (TO)

Telefono: 011.2400000

 

I NUMERI DI URMET GROUP

  • 2320 dipendenti
  • 263 milioni di euro di fatturato complessivo
  • Presenza in oltre 100 Paesi in tutto il mondo
  • Più di 60 aziende e partner
  • Ad oggi, 49 brevetti internazionali registrati
  • 62 marchi
  • 13 Poli Tecnologici di Ricerca e Sviluppo presenti in 6 Paesi
  • Oltre 45 milioni di appartamenti in tutto il mondo dotati di prodotti URMET

 

(Foto di FRANCO BORRELLI e URMET GROUP)

(Servizio publiredazionale)