Giovedì 19 febbraio siamo stati a Palazzo Saluzzo Paesana per un’altra puntata di Women in Charge On Tour, il ciclo di incontri dedicato alla leadership femminile e ai percorsi di crescita professionale. Questo primo appuntamento del “tour” che ha fatto tappa a Torino, ha ospitato, oltre a una platea gremita ed entusiasta, un panel composto da figure di primo piano del panorama imprenditoriale e manageriale, ideali per scambiare esperienze concrete e interrogarsi su come stiano cambiando cultura aziendale, dinamiche di potere e visione strategica.
Dunque, sul palco, moderate da Pier Carlo Barberis, chief people officer di Original Marines (main partner dell’evento), sono salite: Lucia De Grimani (innovation manager e presidente CNA Impresa Donna Roma e Lazio), Silvia Donatiello (delegata Italia Turismo di Gran Canaria), Silvia Galvagno (branch network director Manpower Italia) e Vincenza Limongello (CEO Original Marines Academy). Citiamo anche (importante e non scontata) la presenza delle Istituzioni, nelle persone della vicesindaca di Torino Michela Favaro e della vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino.

Vi forniamo qualche highlights. Siamo partiti da un primo giro di interventi di analisi dello stato dell’arte del lavoro declinato al femminile, tra iniziative e complessità, nel nostro Paese. A questo proposito Silvia Galvagno ha fin da subito chiarito alcuni numeri: «L’occupazione femminile in Italia è oggi al 52%, uno dei tassi europei più bassi. Peraltro solo il 22% occupano posizioni manageriali, e il 5% apicali (AD e CEO). C’è tanto da lavorare dunque, e tanto da discutere…».
Sempre di lavoro ha parlato anche Lucia De Grimani che ha sottolineato come: «Nel corso del tempo ci siamo resi conto che lo sviluppo d’impresa è una delle prerogative cruciali su cui operare, perché le donne non devono dover scegliere tra lavoro e famiglia. Servono gli strumenti, i percorsi e le politiche adeguate a creare valore. E serve un dialogo per valorizzare e mettere a terra queste risorse».
Si può fare, lo dimostrano anche case history internazionali, come evidenziato da Silvia Donatiello: «Porto la mia esperienza in Spagna come esempio costruttivo cui approcciarci: in tanti aspetti oggi loro sono davanti a noi, ma neanche troppo tempo fa non era così. I risultati sono frutto di un dialogo ben costruito tra istituzioni, imprese e cittadini. Anche loro devono migliorare, ma hanno una strada».
Giusto, doveroso avere una direzione, ma pure prendere l’iniziativa; Vincenza “Zina” Limongello racconta le scelte di Original Marines: «Il nostro impegno in politiche lavorative al sostegno delle donne, specialmente mamme, è costante e quotidiano. Original Marines ha 1.800 dipendenti di cui 1.600 sono donne, di conseguenza questo impegno deve fare parte obbligatoriamente del nostro DNA. In particolare con il progetto della nostra Academy sosteniamo e formiamo le nostre collaboratrici, nell’ottica di un’azienda evoluta, con una chiara identità family oriented».
Insomma, un invito alla teoria e alla messa in pratica, in rima con le parole di Silvia Galvagno: «Prendersi cura dei lavoratori è parte dell’anima di Manpower. Oggi più di ieri credo sia fondamentale tanto dichiarare quanto fare; gli americani dicono “walk the talk”. Quindi importante avere i programmi sì, ma importantissimo metterli a terra». E tra questi programmi la formazione è decisiva: «La formazione è fondamentale, specialmente in ambito digitale – sottolinea Lucia De Grimani – Alle nuove generazioni sono chiesti livelli di skills importanti, e c’è un’intera generazione (40-50) da riformare in questo senso. Da queste operazioni passano autonomia e valore del lavoro delle donne di domani. Le donne sono in grado di creare un mondo del lavoro evoluto».
E, di nuovo, sì che si può fare… «L’imprenditoria e le strutture turistiche nelle Canarie hanno una prevalenza di donne. Così come nel marketing e nella promozione del territorio. E c’è un livello di formazione davvero notevole – spiega Silvia Donatiello – Io penso che questi aspetti siano collegati, e che questa e altre case history internazionali siano da guardare come esempi virtuosi».
Noi abbiamo pensato una cosa simile, e cioè che queste serate siano da guardare come esempi virtuosi, come luoghi di dialogo, incontro, condivisione di idee e progetti. Il tutto a partire dalle esperienze concrete di chi vive e affronta queste tematiche ogni giorno.
Sempre interessanti questi appuntamenti di Women in Charge… noi ci vediamo alla prossima puntata!
