L’abito fa il monaco? Sì, no, boh, forse. Quello che possiamo dire è che di questi tempi avere una pagina Instagram o sito o altro ben curati è sicuramente importante. O meglio, più che “belli” devono avere un’identità (anche se l’occhio vuole sempre la sua parte). Un aspetto che possibilmente rispecchi ciò che poi viene offerto a noi, clienti, gastronauti, cacciatori curiosi di novità. Ovviamente tutto ciò succede anche nel mondo della ristorazione. Anzi, il food gioca moltissimo su questo genere di suggestioni. Tra video, recensioni, estetiche e foto scattate nel momento giusto. Poi però c’è la prova della tavola (peggio di quella del 9), e lì non si scampa, perché potrete avere i post più cool di questo mondo, ma se di gastronomia si parla, a un certo punto, comandano le papille. Ecco quindi per voi 5 consigli per ristoranti torinesi che, ognuno a modo suo, hanno delle deliziose pagine social; ma non solo, oltre alle vetrine, questa è tutta gente che sa fare il suo mestiere e non teme la già citata prova della tavola. Belli, bravi e buoni; tutti diversi, tutti speciali.
Di questi tempi avere una pagina Instagram o sito o altro ben curati è sicuramente importante anche nel mondo della ristorazione. Anzi, il food gioca moltissimo su questo genere di suggestioni
Azotea
Cominciamo in ordine alfabetico, ma poi smettiamo subito. Azotea è una delle più liete rivelazioni cittadine degli ultimi anni. Niente da dire, sono veramente bravi. Lo sono in cucina e pure sulle pagine social. Eleganti, non scontati, fortemente identitari, in entrambe le situazioni. Nota di merito ai cocktail, e ovviamente all’estro di chef Alexander Rubles che propone una versione della cucina nikkei (giappo-peruviana) pregevole, e complicata da trovare altrove. Avviso: prezzi medio-alti, ma qui si parla di vere e proprie esperienze food. Ne vale la pena. L’instagram è azotea_to.
Kensho
Per molti semplicemente il sushi migliore della città (e lo crediamo anche noi). Kensho è stato uno dei primi a “innalzare”, e di parecchio, il livello a Torino. Chiaro, non si parla del “solito” sushi, ma di una cucina che strizza l’occhio a esperienze culinarie stellate, e che ormai da anni riscuote grande successo. Max Chiesa, ideatore di Kensho, è uno che difficilmente sbaglia quando inizia un’avventura nella ristorazione, e Kensho è un po’ il cavallo di battaglia del “gruppo”. Notevoli i social, che vivono della delicatezza (e bellezza) dei piatti: ti piace vincere facile! L’instagram è kenshorestaurant.
Sestogusto
Stesso discorso dei due precedenti: i social non sono un hobby e vanno affidati a persone realmente competenti, certo però che con questi piatti magnifici diventa tutto un po’ più semplice. Le pizze firmate Massimiliano Prete (non dobbiamo essere noi a dirvelo) sono già di per sé uno spettacolo di gusto, abbinamenti e colori; se poi l’obiettivo che le fotografa è quello di Davide Dutto, beh la vittoria è assicurata. Se non l’avete mai assaggiata, fatevi l’experience di questa pizza (da un po’ di tempo anche nel secondo punto di via Stampatori al N° 6). L’instagram è sestogustotorino.
Opera
I social rispecchiano l’anima di Opera: un ristorante elegante, creativo (ma non eccessivo), puntuale. “Tale padre, tale figlio” verrebbe da dire. Quando Opera è spuntato nel panorama della ristorazione torinese (qualche anno fa ormai) l’impressione che avevamo avuto un po’ tutti era un di un posto molto ambizioso: ce l’avrebbero fatta i nostri eroi a rispettare le aspettative? E invece non ci avevamo capito nulla: chef Stefano Sforza e tutta la squadra fanno quello che sanno fare, ovvero una bella e buona ristorazione d’alta gamma. Una delle più interessanti della città. Il resto viene dopo. Bravi. L’instagram è opera_torino.
Monomono
Lasciato per ultimo perché un po’ fuori dal coro. Monomono è hipster, nuovo e vintage, da fotografare, grezzo, italico, internazionale, curatissimo. È tante cose effettivamente. E per accorgersene basta farsi un giro sui suoi social. Non ci sono troppi post, ma come un puzzle, una volta messi tutti insieme, danno un’immagine che poi ha lo stesso sapore dei loro supplì: ti piacciono perché sono fatti come sono fatti. Un luogo da chiacchiere da bar, birrette e straccetti di pollo fritto. Con una gran bella insegna luminosa. L’instagram è monomonobar.
