Torino, Estate 2023
«Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare e adattarsi all’ambiente». Questa è l’intelligenza per Treccani. Mentre il dizionario Hoepli si focalizza su tre elementi – intendere, pensare e giudicare – per poi aggiungere, come fossero spezie, arguzia e acume intellettuale. Da sempre l’umanità sogna di replicare l’intelligenza come fosse uno strumento: calcoli a supporto della mente, tecnologia a servizio delle prestazioni e della velocità. Il più evoluto strumento di questa parabola – lo smartphone – ce lo abbiamo in mano 16 ore su 24. Oggi il nuovo totem si chiama AI, ma io preferisco “Intelligenza generativa”. Cioè un procedimento, estremamente efficace, per generare ciò che domandiamo. Qualcosa di assai lontano dai bellicosi robot di Asimov, come dai protagonisti di Blade Runner (Ridley Scott) e AI (Steven Spielberg). Niente androidi, niente automi, ma un programma che risponde alle nostre domande. L’AI produce testi e crea immagini, ma non lo fa certamente da sola; sa “intendere”, ma non certo “pensare e giudicare”. Di arguzia e acume intellettuale neanche a parlarne. Se non si è bravi, o meglio bravissimi, i risultati sono semplici, prevedibili, sovente ripetitivi. E allora perché tanti anatemi e tanta diffidenza? Semplice, l’Intelligenza Artificiale “fa paura”. Una errata, o forse strategicamente ambigua, campagna di comunicazione ha innescato il timore della sostituzione: spariranno i grafici, i giornalisti, i fotografi, e gli scrittori pure. Ma la storia dice ben altro. Grazie alle sue invenzioni l’uomo ha migliorato le proprie condizioni di vita e la durata della vita stessa. Noi siamo convinti che Torino, città da sempre laboratorio, sarà in prima fila anche in questa trasformazione.
Spariranno i grafici, i giornalisti, i fotografi, e gli scrittori pure
Con talento, curiosità e senza inutili paure. E noi di Torino Magazine – interpreti di un futuro orgoglioso della propria storia, da sempre innovativa – abbiamo voluto dare il nostro contributo, creando la prima cover metropolitana generata con l’AI. È stato un lavoro stimolante, impegnativo, persino divertente. Ci siamo messi in gioco, perché sapevamo che cosa volevamo, ma non eravamo in grado di immaginare quello che sarebbe stato il risultato conclusivo. Non volevamo snaturare la nostra linea editoriale. Un percorso dove i grandi volti hanno sempre rappresentato l’immagine della città, sintetizzandola, esaltandola, rendendola perpetuamente riconoscibile. Peraltro venivamo da Gianni Agnelli fotografato da Magnum. Un precedente che rendeva ardua la scalata verso la nuova copertina. Ma, anche per questo, l’approdo verso il nuovo andava perseguito con coraggio e un pizzico di sfrontatezza. Volevamo un personaggio femminile, il mood di una città estiva e riconoscibile, e i simboli torinesi che ci piace raccontare: l’Egizio e il Turet, il calcio e il tennis, il cinema e i libri, l’edonismo della buona tavola, la capacità di essere accoglienti con un calice in mano, anzi due. Una Torino che aspetta sempre i suoi ospiti con qualcosa di buono da offrire. Ecco, con una foto “vera” sarebbe stato impossibile sintetizzare tutto questo, ma dopo settimane di lavoro – tra continue modifiche e un serrato dialogo, non solo tecnologico – la nostra AI ci ha restituito un risultato realistico e sognante, che merita un posto nella nostra galleria di icone metropolitane. L’Intelligenza non sarà mai artificiale, ma l’AI ci darà una mano ad essere migliori, e i migliori non avranno mai paura del nuovo che ci indica il futuro. Torino vivrà un’estate di grandi appuntamenti, mettendo in scena i propri spazi aulici e non solo; noi ci teniamo a ricordarvi il ritorno della Formula 1 in città, il 2 e 3 settembre. Torino nuovamente capitale internazionale dell’auto, con un festival che celebra il motorsport e le auto da competizione. Bellezza, storia e industria d’eccellenza per sottolineare un primato da sempre nel cuore dei torinesi.
