
Avete deciso di dedicare a Parigi qualche giorno del vostro viaggio? Oppure vi siete concessi un lungo weekend e volete ottimizzare il vostro tempo, concedendovi qualcosa di indimenticabile? Ecco che il concetto di “esperienza” (da vivere, da godere pienamente) diventa allora fondamentale. Farlo da soli è quasi sempre un problema, per mancata conoscenza o per i lunghi tempi di prenotazione. Ma c’è una soluzione ottimale: Parigi.it è il primo portale informativo italiano sulla destinazione (con oltre 3.000.000 di visitatori annui) e una piattaforma di prenotazione di biglietti, attività, escursioni, visite guidate e trasferimenti, interamente dedicata alla capitale francese. In più tanta gentilezza e assistenza personalizzata. Tra le tante attività proposte segnaliamo: Top Ticket Reseller Disneyland Paris, tour guidati in italiano nei principali musei e per le mostre di maggiore interesse, prenotazioni al ristorante Madame Brasserie della Tour Eiffel, offerta di ogni genere di biglietto su richiesta, prenotazioni nei migliori ristoranti e, inoltre, tutti i servizi che riguardano l’accoglienza, individuale e di gruppo. Noi abbiamo testato due tra le più attraenti esperienze proposte: Madame Brasserie alla Tour Eiffel e la visita in italiano al Louvre, per la mostra dedicata ai capolavori di Capodimonte. Il ristorante nel luogo più emblematico di Parigi è stato inaugurato a luglio 2022, dopo la riprogettazione di Ramy Fischler e Nicola Delon. Enormi vetrate permettono di contemplare la città, la Senna, il Trocadéro e la stessa Tour Eiffel da un punto di vista unico. Il menu è curato da Thierry Marx, istituzione nel panorama gastronomico francese, già “chef dell’anno” per Gault & Millau.
L’esposizione Naples à Paris – Louvre e Capodimonte a confronto: dialogo tra due grandi collezioni europee (fino all’8 gennaio 2024), inaugurata dai presidenti Macron e Mattarella, è un evento senza precedenti: mai, prima d’ora, un museo è stato oggetto di una mostra al Louvre. Parigi.it propone, in esclusiva, una visita privata guidata in italiano, che permette di apprezzare pienamente il confronto tra le opere “residenti” e quelle provenienti dall’Italia. Una lezione di pittura appassionante, da vivere come un regalo per i propri occhi.

E adesso aggiungiamo qualche altra esperienza per un viaggio short nella capitale. Iniziando con l’hotel Le Grand Quartier – a due passi dalla metro, collegatissimo – si trova nel decimo arrondissement, meno conosciuto di quelli più aulici, ma vivacissimo, multietnico e multiculturale. La struttura è all’insegna del “vivere bene urbano”: ampi spazi comuni, grandi stanze luminose, un rooftop, e alla reception sempre qualcuno che parla italiano! Volete godervi la Montmartre dei pittori e dei colori evitando i molti ristoranti tutti uguali? Bene, a place du Tertre, l’ombelico del quartiere, scegliete senza indugi Au Cadet de Gascogne. L’ambiente sembra non essere cambiato dai tempi di Toulouse-Lautrec e il menu offre un numero limitato di piatti, ma sostanziosi e ghiotti. Che gioiosa macchina del tempo.

E adesso un consiglio in controtendenza. Se desiderate prendervi una pausa dalla classica cucina francese, e godervi uno spazio culturale inatteso, fate tappa al Museo Bourdelle, dedicato all’omonimo artista, con le sue sculture impattanti e visionarie. Al primo piano merita di essere provato Le Rhodia: cucina casalinga asiatica e sudamericana, prezzi estremamente accessibili, tanta freschezza e qualità.

Chiudiamo il nostro reportage con l’esperienza delle esperienze: la crociera con cena proposta dai Bateaux Parisiens, in assoluto il top di gamma. Considerarla una opzione turistica non ha alcun senso, lo capite prendendo posto in un battello che è un magnifico ristorante, con grandi vetrate panoramiche, ampi tavoli e comode sedute, spazi esterni da raggiungere quando volete. Il menu sarebbe da stella Michelin se fossimo a terra, in più grandi vini e servizio da manuale. Il resto lo fa la città illuminata nella notte, coi suoi ponti e i monumenti che scorrono davanti ai vostri occhi. Si scende e inizia il ricordo. Perché, come scrisse Hemingway: «Parigi è una festa mobile che porterai sempre con te».
(Foto di MARCO CARULLI)
