Torino, Inverno 2024 – 2025
Sostenibile. Bella parola. Anche abusata. Ideologizzata: quest’ultimo l’aspetto peggiore. Se poi utilizziamo gli acronimi (ESG quello più di moda) si apre un oceano di parole. Tutti esperti di ESG. Un po’ come con i vini. Pensiamo alla sostenibilità come generica (e ideologica) considerazione ambientale (salvo poi imbrattare opere d’arte, muri e così via: circostanza che troppo spesso vediamo nella nostra bella Città…).
Siamo sicuri di averci capito qualcosa? Non credo. Se invece pensiamo di sì, rassegniamoci a centinaia di migliaia di disoccupati nel mondo automotive in tutta Europa e beiamoci della nostra sensibilità all’ambiente, o acquistando auto cinesi (che ora sono pure belle), oppure europee (individuare auto italiane, se non fosse per i brand, mi sembra un po’ difficile) che comunque impiegano tecnologia– in senso lato – anch’essa cinese.
Prendiamone atto: le decisioni di politica industriale e ambientale, in particolare le scelte riguardanti l’automotive sono state un disastro per noi. E non solo per noi. A prescindere da critiche gestionali. Prendiamone atto e cerchiamo soluzioni.
Siamo sicuri di averci capito qualcosa? Non credo
La soluzione è una sola: tornare al primato tecnologico e riprenderci l’automotive. Qui da noi: non altrove. Interpretiamo diversamente il green deal, la mobilità (ovviamente) sostenibile e l’aerospazio di cui tanto ci vantiamo. Il top dell’high tech (usando termini inglesi che sembrano più impattanti). Partiamo anche da qui, anzi da lì, trasformiamo le sconfitte in opportunità. O vogliamo perdere nuovamente l’occasione come dopo le Olimpiadi del 2006?
A proposito di sport: che bello vedere nuovamente la maratona a Torino. Famiglie, persone di ogni età, cani, passeggini, appassionati. Tutti sorridenti. Niente bandiere di questo o quel Paese, niente gentaglia, niente teorie storiche o economiche dello stesso valore delle osservazioni terrapiattiste. E tra l’altro la maratona è sia sostenibile che funzionale: perché porta a scoprire la città in modo sano e divertente (se si è un minimo allenati).
Torno alla parola sostenibilità. È sostenibile non solo ciò che riguarda l’ambiente, ma ciò che ci possiamo effettivamente permettere: economicamente e socialmente. E a questo riguardo, il lavoro, la crescita e il futuro dei nostri figli non possono essere svenduti. Ricordo l’ormai quasi del tutto sparita dagli orizzonti mediatici Greta Thunberg, la quale, in uno dei suoi discorsi, innocenti ma un filo deliranti, chiedeva l’immediato fermo di qualsiasi attività che avesse un impatto ambientale negativo.
Presumo che non si riferisse al respirare. In ogni caso, immaginate quante centinaia di milioni di lavoratori a spasso? Magari a spasso utilizzando una teorica bicicletta: teorica, perché quasi nessuno avrebbe il denaro per acquistarne una. E comunque non vi sarebbe più alcuna industria a produrla. Che bell’affare.
