Sapevate che il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua? Pensandoci bene, ci si poteva anche arrivare, ma non si tratta di un’evidenza davvero così scontata, specie se si pensa che la diffusione globale del tè risale “solamente” a circa 400 anni fa, nonostante il tè sia decisamente più antico. L’origine è comunemente collocata intorno al 300 a. C. in Cina, ovviamente c’è una leggenda che la riguarda, e parla dell’imperatore Shennong e di una “fortuita” caduta di foglie di camelia cinese nella sua acqua… Ma è più facile ricondurre l’invenzione del tè a una ben radicata abitudine da parte degli antichi cinesi a utilizzare varie erbe, masticate o in infusi, soprattutto per sfruttarne le qualità mediche.
Per la verità il tè rimase circoscritto come consumi prevalentemente all’Asia: la sua diffusione non seguì la Via della seta, bensì le nuove rotte commerciali tracciate da inglesi e olandesi durante il diciassettesimo secolo. Proprio da una storpiatura olandese del termine malese teh sembra derivi l’inglese tea; furono infatti le grandi compagnie commerciali a portare il tè in tutto il mondo, fin da subito apprezzatissimo, soprattutto dagli inglesi, fino a diventare uno dei maggiori simboli dell’impero coloniale britannico. Non a caso l’evento che simbolicamente diede inizio alla guerra d’indipendenza americana fu proprio il Boston Tea Party nel 1773, gesto con cui i nascenti Stati Uniti sfidarono apertamente l’autorità della Corona inglese.
Ma torniamo ai giorni nostri… Ogni anno si consumano in tutto il mondo oltre 300 miliardi di litri di tè, con la Turchia in testa alla classifica dei consumi pro-capite, addirittura sopra Irlanda e Regno Unito (e anche di parecchio). Chiaramente modi e significati di questo consumo variano incredibilmente, dal tè cerimoniale a quello delle 5, fino a quello di puro intrattenimento; e anche le fattezze variano, da quello verde a quello nero, fino a quello bianco e oltre. Insomma, il mondo del tè è così sfaccettato e ricco di storie che a volte è quasi più bello farselo raccontare piuttosto che degustarlo (iperbole). Quindi, partendo da questo spunto, vi suggeriamo 3 posti a Torino in cui non solo comprare o assaggiare ottimi tè, ma in cui farseli raccontare, esplorandone il variopinto universo.
Camellia – Il tempo del tè
In via Catania 24 c’è uno dei più storici templi cittadini del tè: Camellia. Un luogo nato anni fa da uno sconfinato amore per questa materia che qui, tra degustazioni e racconti, sanno raccontare come pochi altri a Torino. L’ambiente è intimo e familiare, quasi sartoriale nell’approccio alla scoperta dei tè, e quindi ideale per scoprire questo mondo con chi lo studia e ama da sempre.
Domori (Dammann Frères)
Dammann Frères ha aperto in piazza San Carlo, dentro lo store Domori, un suo spazio dedicato. Dammann Frères, per chi non lo sapesse, è una delle più importanti case produttrici di tè a livello internazionale, e sicuramente uno dei luoghi più adatti al mondo in cui scoprire la magia del tè; potendo peraltro contare a Torino su uno store fornito, curato ed elegantissimo. Un’apertura recente e di valore.
La Via del Tè
Altra apertura abbastanza recente, stavolta in Galleria San Federico: La Via del Tè. Un negozio tutto dedicato al mondo del tè, un’azienda toscana che ha deciso di credere fortemente nel mercato torinese, portando in dote competenza e varietà di prodotto per raccontare il tè alla nostra città.
