Donburi House — la catena di ramen izakaya che da qualche anno ha trasformato il modo in cui Torino (e non solo) si rapporta alla cucina giapponese informale — ha annunciato una partnership con Guè, uno dei rapper più rilevanti della scena italiana. A prima vista potrebbe sembrare un accostamento azzardato… In realtà la coerenza c’è, ed è doppia: culinaria e culturale.
Al centro della collaborazione c’è lui: il Guè Burger, ideato dallo chef Takashi Kido insieme all’artista milanese. Pane shokupan giapponese, hamburger di Wagyu firmato Meat Japan, cheddar e karashi maio (maionese kewpie e senape giapponese). Chips ispirate alla tradizione nipponica (nori, wasabi, teriyaki) e una selezione beverage tra Kirin Beer e soft drink. Lo abbiamo assaggiato in anteprima nel nuovo locale di via Modena 47 a Torino ed è ottimo. Il wagyu fa il suo silenzioso e fondamentale lavoro, non sovrasta, bilancia; mentre lo shokupan regge tutto con quella morbidezza compatta che i panini occidentali farebbero fatica a replicare.
In ultimo, abbiamo apprezzato tantissimo il packaging ispirato alla serie Fastlife del rapper (l’ultimo progetto Fastlife 5: Audio Luxury, prodotto da Cookin Soul, è strettamente legato al Giappone). «Ci interessava lavorare su un piatto popolare come il burger, trattandolo con la stessa attenzione che riserviamo a tutti gli altri piatti giapponesi. Il Wagyu è una materia prima straordinaria, ma da sola non basta: è l’equilibrio che fa la differenza», spiega Max Chiesa, founder di Donburi House.

Il burger sarà disponibile dal 9 aprile in edizione limitata: se siete curiosi, non aspettate troppo.
Al di là del panino, quello che convince di questa operazione è il ragionamento che c’è dietro. Donburi House non ha cercato una celebrity qualsiasi: ha cercato qualcuno che parlasse la stessa lingua, non necessariamente solo quella gastronomica, ma anche e soprattutto quella culturale. L’izakaya è per definizione un luogo vivo, informale, fatto di condivisione e atmosfera. L’hip hop, nella sua versione più autentica, è esattamente la stessa cosa. Non a caso, dalla collaborazione nascono anche delle listening session che accompagneranno il pubblico tra musica giapponese contemporanea e hip hop: un modo per costruire un’esperienza (musicale e di qualità) che vuole andare oltre il pasto, trasformando i ristoranti sempre più in luoghi dove trascorrere la serata.
Il menù estivo, che accompagna il lancio, consolida questa linea: ramen e donburi restano al centro, ma si arricchiscono di snack e piatti da condivisione, pensati per una fruizione più libera; il beverage (sake, birre giapponesi, cocktail highball, free flow) diventa sempre più parte integrante dell’identità del brand.
Insomma: ci è piaciuto tutto. Per la coerenza dimostrata, per la voglia e il coraggio di non fermarsi al colpo d’occhio, e sì, anche per il panino.
