Il gioco è da sempre un tratto distintivo della natura umana. La parola stessa, che deriva dal latino iocus, inizialmente richiamava l’idea di scherzo, divertimento, qualcosa che interrompesse la serietà del quotidiano, lasciando spazio alla leggerezza, alla sfida, al piacere di stare insieme. Poi è diventato uno spazio sicuro in cui imparare, sperimentare, confrontarsi, immaginare mondi altri, specie con l’evoluzione della pedagogia moderna. Giocare è un atto profondamente culturale e universale, nella sua forma più pura e spontanea, è antico quanto l’uomo.
“Filosofeggiamenti” a parte, tra le forme più antiche e affascinanti di gioco, c’è senza dubbio quello da tavolo. La sua storia attraversa millenni, culture e continenti. Già 5.000 anni fa, nell’antica Mesopotamia, si giocava al Gioco Reale di Ur, una sorta di corsa di pedine ritrovata nelle tombe reali. In Egitto, il Senet era presente nelle sepolture dei faraoni, non solo come passatempo ma anche come rappresentazione del viaggio nell’aldilà. Dall’Estremo Oriente arrivano poi tesori come il Go, nato in Cina e ancora oggi giocato in tutto il mondo per la sua eleganza strategica. Il gioco da tavolo, insomma, nasce come pratica rituale e intellettuale, come occasione di competizione e socialità, e col tempo diventa parte integrante della cultura popolare.
Con la modernità, i giochi da tavolo evolvono. Dalla stampa industriale nascono i grandi classici del Novecento, fino ad arrivare ai giochi tematici e narrativi di oggi. Ma l’essenza non cambia: il tempo che si ferma, la strategia da costruire, l’incertezza dei dadi, l’imprevisto, il gusto di condividere una sfida attorno a un tabellone, quella resta sempre.
E a proposito di Novecento e di classici… tra i giochi da tavolo più iconici di sempre il Monopoli occupa sicuramente un posto d’onore. Tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo desiderato costruire una casa in Parco della Vittoria o gioito per aver pescato tra le Probabilità un “Esci gratis di prigione”, ammettiamolo!
Ma prima un po’ di storia. Il nome deriva dal termine inglese monopoly, che indica la condizione economica in cui un singolo soggetto controlla l’intero mercato. Ed è proprio questo il cuore del gioco: comprare, costruire, riscuotere affitti e portare gli avversari alla bancarotta. Nato negli Stati Uniti negli anni ’30 come riflessione satirica sul capitalismo, con il tempo è diventato un passatempo di massa, conosciuto e giocato in tutto il mondo, anche grazie alle sue molteplici edizioni speciali, ognuna legata a una città o a un tema specifico. Un esempio? Beh, ovviamente l’edizione torinese, che a breve tornerà in una veste rinnovata.

Il nuovo Monopoly Edizione Torino celebra il capoluogo piemontese con un tabellone interamente personalizzato. Le proprietà da acquistare sono angoli e simboli della città, le stazioni diventano punti nevralgici del tessuto urbano e le carte Imprevisti e Probabilità si trasformano in spunti narrativi che raccontano usi, costumi e peculiarità locali. Ogni dettaglio è stato curato per restituire l’identità di Torino.
Il gioco – sviluppato da Delta Pictures, su licenza ufficiale Hasbro e Winning Moves, e distribuito da Karma – è un progetto corale ottenuto grazie ad alcune realtà che hanno sostenuto e partecipato all’iniziativa: Banca Sella, Autoingros, Biauto, Città di Torino, Italgas, Kappa FuturFestival, Lavazza, Yoyomove, OGR, Oscalito, Penne Aurora, Prono 1897, Quotidiano Piemontese, Reale Group, Regione Piemonte, Salone Auto Torino, Torino Magazine, Turismo Torino e Provincia.. Tutti presenti in caselle, carte, illustrazioni e riferimenti testuali.
Disponibile nei negozi da fine 2025 – ma già preordinabile sul sito www.monopolytorino.it – il nuovo Monopoly è pensato per chi ama Torino e per chi vuole scoprirla giocando. È bilingue – italiano e inglese – pensato per un pubblico trasversale, sia locale che turistico, ed è destinato a diventare un oggetto da collezione oltre che una piattaforma di racconto della città.
Monopoly Torino non è solo gioco, quindi, ma strumento di promozione territoriale. Un viaggio tra cibo, arte, industria e bellezza sabauda, all’interno di uno dei giochi di società più amati di sempre.
