Nell’ultimo numero di questa rivista avevo trattato il problema shopping con figlia femmina, raccontando il trauma degli acquisti nelle catene di fast fashion e del paradosso del vintage. Alcune lettrici mi hanno indicato la grave mancanza di un affondo sui jeans, sono stata in effetti superficiale, ma sul complesso rapporto con quel capo di abbigliamento si potrebbe fare una guida a parte, un piccolo manuale di sopravvivenza al denim.
Oggi per acquistare i jeans ci vuole una legenda, ce ne sono di ogni tipo: baggy, straight, loose, wide leg, tapered, balloon, flare, bootcut, jogger, cargo… ci sono persino i jeggins, ibridi comodi quanto inguardabili, in pratica del denim che ha fatto yoga, i cachi mela della moda da donna.
Io sono una x-generation semplice, sono cresciuta negli anni Novanta e noi avevamo solo i carton-jeans, jeans di cartongesso puro, privi di elastene, un blocco unico cementificato a ogni lavaggio nella lavatrice betoniera. Una volta asciugati, dovevi infilarli da sdraiata, trattenevi il respiro (creavi il sottovuoto, in pratica eri un Bormioli Rocco) e poi li sfondavi a forza di piegamenti, buttando fuori tutta l’aria e gonfiandoti come un otre fino a farti saltare qualche capillare. Gli squat sumo non li hanno inventati in qualche palestra di crossfit, li abbiamo inventati noi, esattamente come la cistite procurata dall’attrito.
Dopo il Duemila io ho ceduto agli skinny, ma siccome sono alta, magra e riccia, per due anni sono andata in giro vestita come un cotton fioc o come Lupin terzo. Agli uomini è andata peggio, loro avevano i risvoltini con caviglia paonazza gotta style e un problema circolatorio appena pre-necrosi compreso nel prezzo.
Ora invece ci sono i barrel, calzoni per il ginocchio varo, cammini come se avessi il traforo del Frejus tra gamba e gamba, siamo tante cowgirl che cavalcano verso il tramonto della loro dignità.
Mia figlia, mossa a pena per la mia confusione, mi ha recentemente illuminato sull’esistenza dei jeans mom, che sono jeans mom solo se la mom è Brenda Walsh perché si rifanno a quel tipo di moda là, non donano a nessuno visto che ti fanno la panza a puff, effetto sferico Beverly Hills 90 – 210 – 90. Si chiamano mom jeans perché sembri incinta di sei mesi.
I Jeans a vita alta, quelli sì mi piacevano, ma erano amletici, ti ponevano di fronte alla consapevolezza che lo stile è spietato: la vita alta il sedere ti asfalta. Non si può avere tutto.
