Nel panorama economico italiano, dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da piccole e micro imprese, l’accesso al credito continua a rappresentare uno dei principali snodi per la crescita e la sopravvivenza delle attività. In questo contesto troviamo Confirete, nato negli anni ’80 e intermediario vigilato dalla Banca d’Italia da oltre 10 anni. Il suo ruolo è espandere la capacità di credito delle imprese attraverso il rilascio di garanzie sui prestiti bancari e attraverso le attività di consulenza utili a ridurre le asimmetrie informative.

Il direttore generale Giuliano Sanlorenzo: «Siamo dei potenziatori della capacità di credito, il nostro principale bacino di utenza sono le piccole e micro imprese, di tutti i settori merceologici, dal commercio al trasporto, dall’artigianato al turismo, senza dimenticare la manifattura della piccola industria». Una vocazione trasversale, ma allo stesso tempo fortemente orientata verso quelle realtà che più spesso incontrano difficoltà nel dialogo con il sistema bancario. In assenza di strumenti come quelli offerti da Confirete, l’alternativa per le imprese resta spesso quella di fare ricorso a garanzie reali o alla fideiussione personale dell’imprenditore, con tutto ciò che questo comporta in termini di esposizione e rischio.

Operando sotto la vigilanza della Banca d’Italia, Confirete si muove all’interno di un quadro normativo particolarmente rigoroso, che disciplina non solo le attività verso l’esterno, ma anche i processi interni, includendo tra gli ambiti di attenzione la sfera ESG. «La normativa nei confronti delle micro e piccole imprese non risulta applicabile rispetto a tutte le indicazioni ESG, sebbene le Banche stiano integrando nel processo creditizio anche le informazioni di questa natura. Sul piano interno, invece, la nostra governance è particolarmente attenta alla parità di genere: nel CDA su nove membri tre sono donne, oltre il 50% dei nostri dipendenti è donna e non esiste gender gap quando si parla di retribuzione. Le donne rappresentano inoltre oltre i due terzi dei quadri aziendali». A tutto questo si affianca una gestione degli investimenti improntata alla massima coerenza con i criteri di sostenibilità, visto che la tesoreria aziendale è allocata in obbligazioni green.
Accanto alla dimensione finanziaria, Confirete porta avanti anche un impegno sociale radicato sul territorio, come testimoniato da Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione AIEF: «Prosegue l’impegno di Confirete a sostegno dei progetti sociali promossi da Fondazione AIEF sul territorio torinese, con l’ingresso nel Comitato dei Sostenitori per il prossimo triennio. Un impegno volto a garantire continuità ai 12 progetti ad alto impatto sociale dedicati alle future generazioni di torinesi».

Nel corso degli anni Confirete ha inoltre ampliato il proprio raggio d’azione, evolvendo da semplice garante a partner più articolato per le imprese, come spiega il presidente Paolo Mignone: «I primi anni ci occupavamo principalmente di garanzia, poi abbiamo vissuto un’evoluzione, anche di carattere normativo, che ci ha portato all’erogazione diretta di credito, nonché a fornire attività di consulenza per aiutare gli imprenditori a gestire i flussi di cassa, la propria Centrale dei Rischi e così via». Ma c’è anche il ruolo “educativo” e sociale che Confirete rivendica nel rapporto con i piccoli imprenditori, spesso privi degli strumenti per orientarsi in un sistema sempre più complesso. Conclude il presidente, ricordando che Confirete è gestore dei Fondi anti Usura: «Siamo così diventati un intermediario culturale che aiuta le piccole imprese in difficoltà finanziaria, al fine anche di evitare il ricorso a canali di finanziamenti illeciti che, come noto, nel medio periodo, impoveriscono in maniera irreversibile la società economica, e dunque sociale, del territorio».
CONFIRETE
Tel 011.5712200

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio pubbliredazionale)