L’indipendenza economica non è più un’opzione, ma una necessità. In un presente in cui le carriere sono sempre meno lineari, il lavoro cambia forma e il tempo si divide tra ambizioni professionali e responsabilità personali, per molte donne la relazione con il denaro resta un nodo cruciale, non per mancanza di interesse, ma per una distanza costruita nel tempo, fatta di linguaggi complessi, accesso limitato e poche occasioni concrete di confronto.

È da qui che parte “Voglio una Borsa Rosa”, il progetto di educazione finanziaria al femminile promosso da Banca Sella, un’iniziativa che si inserisce in un contesto reale, dove la consapevolezza economica diventa uno strumento per orientarsi, decidere, costruire. Il focus è chiaro: trasformare la finanza in una competenza quotidiana, utile, concreta, capace di accompagnare le scelte lungo tutte le fasi della vita. I dati dimostrano come, sebbene gli investimenti siano sempre più diffusi tra il pubblico femminile, le donne abbiano comunque un livello di autonomia inferiore rispetto agli uomini. Una donna su quattro si definisce poco esperta in ambito finanziario, mentre il 66% individua nella gestione del tempo – tra lavoro e vita privata – una delle principali barriere all’alfabetizzazione economica.

“Voglio una Borsa Rosa” nasce esattamente in questo spazio. Il progetto prende forma dall’ascolto, attraverso ricerche che hanno indagato abitudini, aspettative e difficoltà, restituendo una fotografia in evoluzione. Da qui si sviluppa un ecosistema articolato, che rende la finanza più accessibile senza banalizzarla e la riporta dentro la quotidianità. Il cuore è il portale Percorsi, dove contenuti editoriali, video, podcast e strumenti pratici costruiscono un linguaggio chiaro, contemporaneo e vicino all’esperienza concreta. I temi sono quelli che incidono davvero risparmio, investimenti, previdenza, accesso al credito, gestione d’impresa, valore del lavoro e digitalizzazione.
Un elemento distintivo è la qualità del racconto. “Voglio una Borsa Rosa” non si limita a spiegare la finanza: la rende riconoscibile attraverso storie, testimonianze, percorsi reali. Le donne diventano protagoniste attive, portatrici di esperienze, competenze e visioni. Dal digitale, il progetto si è poi esteso al territorio. I roadshow hanno attraversato dieci città italiane – da Torino a Salerno – coinvolgendo oltre 800 partecipanti tra imprenditrici, manager, professioniste e studentesse; occasioni di confronto diretto, dove la finanza smette di essere un tema distante e diventa uno strumento per strutturare progetti, valutare rischi, cogliere opportunità. Accanto alla divulgazione, anche azioni concrete: in collaborazione con LIUC Business School sono state attivate borse di studio dedicate alle donne per l’accesso a un Executive MBA, sostenendo percorsi di alta formazione e leadership. Un investimento che guarda al lungo periodo e rafforza la presenza femminile nei contesti decisionali e imprenditoriali. Il riconoscimento con il Premio ABI “Diversità e Inclusione” conferma la solidità e la rilevanza del progetto, ma il punto centrale resta il cambiamento culturale che propone di riportare la finanza alla sua funzione più utile, quella di leva per l’autonomia.

Parlare di denaro, oggi, significa parlare di possibilità, di scelte che si fanno con maggiore consapevolezza, di margini che si ampliano, di percorsi che trovano direzione. Anna Grosso, condirettore generale di Banca Sella, evidenzia come l’educazione finanziaria sia parte integrante della missione della banca, per accompagnare le donne nella comprensione e nella gestione consapevole delle proprie risorse economiche. «Con il progetto “Voglio una Borsa Rosa” vogliamo aumentare la consapevolezza e l’autonomia finanziaria delle donne perché possano crescere per essere decisori nell’ambito della famiglia e perché possano crescere nella capacità di investire e avere maggiori competenze finanziarie, ma soprattutto per crescere all’interno delle aziende e poter sviluppare i propri progetti imprenditoriali».

Quando evolve l’autonomia economica delle donne, cambia l’equilibrio complessivo: nel lavoro, nelle imprese, nella società. “Voglio una Borsa Rosa” lavora esattamente in questa direzione. Dalla distanza alla competenza, dall’incertezza alla capacità di decidere. Un processo che riguarda il modo in cui immaginare il futuro nella sua interezza.

(foto BANCA SELLA)
(Servizio pubbliredazionale)