In pochi anni Tratto ha costruito una personalità ben definita, diventando uno degli indirizzi più riconoscibili della ristorazione torinese. Nel cuore di Torino, il progetto di Eros Pia è cresciuto passo dopo passo, conquistando uno spazio sempre più importante nell’ecosistema food cittadino. Chi torna oggi ritrova la stessa filosofia degli esordi, con una cucina più matura e un progetto ancora più definito.
Il cambiamento più evidente riguarda, appunto, la cucina. Se all’inizio la proposta era fortemente orientata al crudo, oggi il ristorante esprime un’identità gastronomica completa, nella quale ogni piatto nasce da un equilibrio tra tecnica, materia prima e stagionalità. Luca Tomaino continua a guidare la brigata, oggi affiancato da Tommaso Stella, mentre la sala ha accolto Simona Beltrami nel ruolo di direttrice, con Daniele Lanzolla che resta un punto di riferimento del servizio. La squadra ha mantenuto la propria dimensione, trovando un nuovo assetto che valorizza competenze e sensibilità diverse.

La filosofia rimane fedele alle origini. Le materie prime vengono selezionate con grande attenzione, il pesce è pescato, non allevato, e le proposte culinarie continuano a esplorare territori, produttori e interpretazioni differenti. Anche la scelta di indicare i fornitori racconta un modo trasparente di intendere la ristorazione, fondato sulla conoscenza delle persone e dei prodotti.
La stessa cura emerge nella costruzione della carta dei vini, uno degli elementi che meglio racconta la personalità di Tratto. Con circa 400 etichette, la selezione attraversa territori, vitigni e idee diverse, raccontando un percorso che affianca grandi nomi a piccoli vignaioli scelti per coerenza e qualità. La proposta al calice, particolarmente ampia, permette di accompagnare ogni portata con abbinamenti pensati per valorizzarne i dettagli, offrendo anche a chi desidera degustare con misura un’esperienza completa. È una carta in continuo movimento, alimentata da ricerca e curiosità, che cresce insieme alla cucina e ne condivide lo stesso approccio: mettere al centro il prodotto, rispettarne l’identità e trasformare ogni bottiglia in parte integrante della narrazione gastronomica.

Il menu cambia seguendo il ritmo delle stagioni, ma alcuni piatti hanno ormai assunto il valore di una firma. Il vitello “stonnato”, l’ostrica con midollo di bue e il gambero rosso di Mazara del Vallo con polvere di lievito di birra sono preparazioni che ci sono sin dall’inizio e che continuano a descrivere il carattere della cucina di Tratto: essenziale nell’estetica e precisa nei sapori. Accanto a queste proposte trovano spazio le nuove creazioni che riflettono la continua ricerca dello chef e della brigata.

Il ristorante ha inoltre ampliato il proprio ruolo in città con le serate dedicate ai produttori: eventi che trasformano la sala in un luogo di confronto, dove vini, ingredienti e racconti si intrecciano direttamente con chi li realizza. L’apertura dalle 18, inoltre, invita a vivere Tratto anche attraverso un aperitivo costruito attorno ai crudi, su tutti ostriche e gamberi rossi, ma anche a piatti più “articolati” che cambiano frequentemente.

Negli ultimi mesi il percorso di Tratto ha trovato un riconoscimento naturale: l’ingresso nella guida del Gambero Rosso e la presenza in appuntamenti di riferimento come Terra Madre e Buonissima testimoniano un cammino fatto di costanza e qualità quotidiana. Oggi Tratto è entrato con autorevolezza tra gli indirizzi che contribuiscono a definire la nuova cucina torinese: un ristorante che continua a evolversi, restando sempre fedele alla propria idea di ospitalità e di cucina.
TRATTO
Tel. 331.4694961

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)