Rigenerare una via, un rito, un luogo. In questo numero ampiamente dedicato al concetto di valorizzazione a 360°, ci siamo posti una domanda fondamentale: può l’aperitivo essere uno strumento di rigenerazione?
La risposta, in superficie, si presenta come un netto “sì”. Lo dimostra la sensazione di liberazione che provoca il primo sorso che cala dal calice all’ugola in un lunare martedì pomeriggio qualunque di luglio. E lo testimoniano casi su casi di zone urbane oggi brillantissime, tra tavolini, chiacchiere e altre belle cose, specialmente a orario aperitivo.

Prendiamo l’esempio della meravigliosa via Monferrato, a Torino, una via rinata grazie alla pedonalizzazione, e alla cura con cui vari imprenditori hanno deciso di costruirci qualcosa di valore. Franco Rabezzana, in via Monferrato, ci è entrato anni fa a modo suo, con una Vineria che porta orgogliosamente in dote i suoi vini e un dehors che profuma di Costa Azzurra in città. Dentro, oltre ai citati vini, ci ha messo le cose che gli piacciono: gli aperitivi piemontesi che sembrano più delle merende sinoire dei tempi nostri e la sua amata musica (dal vivo e non) che quando suona colora via Monferrato come in un film di Sofia Coppola.
Guardare oggi via Monferrato dall’alto è un po’ come osservare un quadro grazioso e operoso, in cui tante anime si muovono come in una sinfonia precisa che parla di enogastronomia, sarti, tavolini pieni… Tra queste anime c’è la Vineria Rabezzana: noi siamo tornati a provarla per capire se effettivamente aperitivo fa rima con rigenerazione.

Com’è andata? Anzitutto, ci siamo seduti un po’ a fortuna, nonostante fosse martedì, perché i tavoli erano per la maggior parte prenotati (bene per loro!). E poi ci siamo fin da subito innamorati del giradischi che, in assenza di artisti live, ci ha accompagnato con un vinile di Sade, iconissima dello smooth jazz, sempre piacevole.
Ma passiamo alle cose serie: che si è mangiato/bevuto? Per iniziare, quattro calici di un bianco fermo, per riappacificarci con il mondo, che a cinque euro l’uno, considerando posizione e tempi che corrono, ci fanno proprio contenti. Poi un’entrée: focaccia, verdure crude, hummus; fresco, invitante… il benvenuto che non ti aspetti, ma che ti mette subito decisamente comodo.
Dunque entriamo nel vivo. Ordiniamo due taglieri: il primo è un classico salumi e formaggi, per due persone, ricco il giusto, poche cose, tutte ottime; il secondo è un best off di “chicche”, tra polpettine (buone, sfiziose), cruditè di carne (top la salsiccia di Bra), vitello tonnato e battutine di carne miste. Risultato? Un gran bel successo.

Analisi e titoli di coda: abbiamo trovato una Vineria Rabezzana forte delle proprie certezze, ma leggermente ristrutturata. Sicuramente snellita in un’offerta aperitivo oggi davvero smart, comprensibile, abbordabile e soddisfacente. Una spesa onestissima si abbina a prodotti scelti con cura, mai “arroganti”, semplicemente impegnati a mettere a proprio agio. Menzione d’onore a questi ragazzi, giovani e cortesissimi (sembra scontato, ma purtroppo non lo è).
Ne approfittiamo anche per celebrare una via Monferrato pedonale e benedetta. Insomma, effettivamente, dopo tante ore di redazione, un aperitivo può essere anche uno strumento di rigenerazione.
VINERIA RABEZZANA
Tel. 011.8132533
OSTERIA RABEZZANA
Via San Francesco d’Assisi, 23/C – Torino
Tel. 011.543070

(foto FEDERICA BAVA, MARCO BARLETTA e RABEZZANA)