La necessità umana di appuntarsi informazioni per gestire le proprie attività è in realtà antichissima. Abbiamo testimonianze in questo senso che affondano le radici nelle abitudini di popoli vissuti millenni orsono, e in particolare le genti mesopotamiche di Sumeri e Babilonesi, e soprattutto gli Egizi con i loro celeberrimi papiri. Pensando a costruzioni imponenti (canali di irrigamento, piramidi…) e imperi floridi, è facile immaginare che già all’epoca l’uomo utilizzasse strumenti di organizzazione simi alle moderne agende. Figuriamoci poi con l’avanzamento delle epoche, l’avvento del Medioevo, il Rinascimento con le sue opere d’arte e architettoniche… Evoluzioni fondamentali per l’umanità che però necessitavano di scadenze, indicazioni temporali, dati e date. E quindi di strumenti attraverso cui annotare perlomeno le note più incisive.
Nonostante tutto questo, l’invenzione dell’agenda per come la conosciamo oggi è molto più recente. Risale infatti ai primi dell’800, più precisamente al 1812, quando l’inglese John Letts combinò per i propri impegni il layout di un diario con quello di un calendario, dando effettivamente origine alla prima vera agenda. Una rivoluzione così apparentemente semplice da rivelarsi visionaria, ideale per affrontare una Londra sempre più borghese, caotica e grande. Ma in realtà, nonostante la genialata, John non conobbe chissà quale successo: la sua creazione era davvero utile, ma non ancora commercializzata in modo ampio. Fu una segretaria, Grace Schurr, a convincere la propria azienda, la Norman & Hill, a puntare su quel format in modo “pesante”, importando dagli Stati Uniti i planner per gli appuntamenti, e dando inizio così alla grande commercializzazione delle agende, con la creazione della londinese Filofax, nel 1921.
Proprio gli anni ’20 del 1800 furono un periodo d’oro per l’avvento di questo nuovo strumento che nel giro di un secolo passò da essere un’invenzione a oggetto fondamentale per ogni lavoratore che si potesse considerare serio. L’agenda per gli appuntamenti entrò a far parte irrimediabilmente della cultura del lavoro di tutta Europa (e anche oltre), arrivando ovviamente anche in Italia, e fu proprio nel nostro Paese che nacquero alcune delle più celebri realtà di questo settore.
A Torino ad esempio, nel 1913, nacque la Arduini, simbolo di classe e professionalità, un’azienda che tutt’ora produce qui agende che, lungo 110 anni di storia, sono diventate assolutamente iconiche. Soprattutto alcuni modelli: l’agenda legale, l’agenda notarile e quella professionale. Ancora in vendita, e oggi proposte sia nella versione classica che in quella moderna. Ed è bello vedere ancora quel marchio, fieramente torinese, nell’Olimpo delle agende più affascinanti di ogni epoca.
Oggi, nonostante l’esondante apporto tech a qualsivoglia tipologia di organizzazione (anche del nostro tempo), le belle agende continuano a svolgere la loro missione. Ecco, anche in una quotidianità sempre più digitale, le agende riescono ancora a trovare spazio, forse proprio perché posseggono e disegnano un tempo tutto loro, fatto di carta, classe e di un’identità mai abdicata.
