Nel mondo del cinema esistono personaggi a cui siamo affezionati, altri in cui ci rivediamo, alcuni che adoriamo; personaggi celeberrimi per essere i “buoni” o incarnazione del male più puro; e ancora personaggi che magari da bambini amavamo e che crescendo non ci sembrano più così simpatici. Dopo tutte queste categorie, esistono le icone, i personaggi cult, quelli che entrano nell’immaginario comune e perfino nel parlato quotidiano. Creare personaggi di questo tipo non è per niente scontato, ci sono registi che li inseguono per una vita e non li afferrano mai, come un compositore che cerca una melodia specifica, girandoci attorno senza mai toccarla per davvero.
James Cameron – che dal 26 febbraio arriva a Torino, al Museo Nazionale del Cinema, con la sua mostra – di personaggi-icone ne ha creati addirittura più di uno, in “soli” cinquant’anni di carriera. Ecco, ma come si distinguono questi personaggi? In realtà è abbastanza semplice: vi accorgerete di conoscerli senza magari aver nemmeno visto i loro film. Dunque eccoci qui, a raccontare i personaggi più iconici partoriti dal genio di James Cameron all’interno dei suoi film; ovviamente molti di loro, tra quadri e bozze, li troverete anche in mostra alla Mole.
Partiamo probabilmente dal più famoso: Terminator. Arnold Schwarzenegger interpreta nel 1984 la prova che più di tutte lo renderà icona, valorizzando quei “difetti” che fino a quel momento avevano minato la sua nascente carriera di attore, ovvero una fisicità importantissima e un accento non proprio perfetto (per via delle origini). Cameron riesce a creare insieme a Schwarzenegger un personaggio che così sarà solo lui, proprio passando anche attraverso questi elementi, consegnando per sempre Terminator alla storia. D’altronde ancora oggi quando parliamo di un tipo imbattibile lo definiamo un “terminator”… Siete sicuri che tutti quelli che usano il termine abbiano visto il film di James Cameron?
Proseguendo con gli esseri decisamente particolari ci viene impossibile non parlare degli Alien, ovvero la minaccia aliena che Cameron ci racconta nel suo Aliens del 1988, sequel dell’Alien di Ridley Scott del 1979 (altro capolavoro). Rispetto a Scott, Cameron dà decisamente una scossa action alla saga (che poi conoscerà parecchi bassi), ma soprattutto ridisegna l’iconografia del mostro alieno. Dovremmo stare qui un paio di giorni per elencare tutte le citazioni successive agli Alien immaginati da Scott e Cameron, ci limitiamo a dire: cult!
Questi simpatici alieni ci conducono a un altro tema di Cameron, ovvero i personaggi femminili, spesso e volentieri più eroici di quelli maschili, per informazioni chiedere dalle parti di Ellen Ripley (straordinaria Sigourney Weaver) o di Sarah Connor. Icone di forza, personalità e determinazione.
Inoltre, per evitare di essere assaliti, non possiamo non parlare di Jack Dawson in Titanic, un bellissimo, giovanissimo Leo Di Caprio che ha fatto innamorare mezzo mondo. E per completezza (e gusto personale) l’affascinante razza dei Na’vi in Avatar che a modo loro hanno segnato sia nuovi canoni estetici del cinema sia l’uso nostro del termine “avatar”.
Nota a margine per una chicca di cui Cameron curò gli effetti speciali fotografici, quel 1997: Fuga da New York, di John Carpenter, del 1981, con Kurt Russel nei panni di Snake, altra icona.
