Leggere recensioni è sicuramente un modo utile per capire un’autovettura, ma l’esperienza in real life è tutt’altra cosa; soprattutto quando si tratta di automobili gamechanger, testate in città “storiche”, ma allo stesso tempo in fortissima evoluzione, come Torino. È nata da questa riflessione l’idea, costruita insieme ad Autotorino, di un tour della città, potendo contare su una nuovissima XPENG G6 full electric, che ci ha condotto in un percorso cittadino dedicato al leitmotiv di questa edizione: la rigenerazione urbana. Com’è andata? Ve lo raccontiamo qui di seguito.
Primo step: ritiriamo con disinvoltura la nostra G6 (versione Performance, top di gamma) nel concessionario di corso Trieste 132 a Moncalieri. Prime impressioni: XPENG aspira a diventare leader globale nella mobilità IA, con la missione di guidare la rivoluzione dei veicoli elettrici intelligenti attraverso tecnologia all’avanguardia… e la sensazione, non appena seduti, è di trovarsi proprio dentro una navicella spaziale, ma inaspettatamente intuitiva. Comandiamo tutto dalla maxi plancia centrale, ovviamente touch screen, e la fruizione delle (tantissime) opzioni è assolutamente fluida.

Spicca fin da subito il comfort generale: spazio abbondante sia davanti che dietro, sedili ventilati, massaggianti e super regolabili, e un sistema ADAS a dir poco accurato. Alla guida la G6 è solida, non teme le imperfezioni stradali, accelera fin da subito grazie al potente (e chiaramente silenzioso) motore da 488 CV tutti elettrici. Diverse le modalità disponibili, tra cui una Sport davvero grintosa, ma noi, molto contemporanei, viaggiamo perlopiù in Eco (dolcissima), fino a raggiungere piazza Vittorio, simbolo cittadino, anche di rigenerazione: lontanissimi i tempi in cui c’erano le giostre o, peggio, i parcheggi. Oggi dominano il panorama i tavolini, il Po e l’andirivieni di studenti.

A proposito di studenti, come seconda tappa passiamo al Campus Luigi Einaudi, miracolo ingegneristico di Norman Foster, forse la metafora più pura della nuova vocazione accademica-internazionale di Torino. Una città profondamente mutata, pregna di un fascino storico che ha saputo però evolvere: ne è un esempio ideale il Teatro Regio, rinato grazie al genio di Carlo Mollino, e più vivo che mai (anche grazie alle ultime belle Stagioni). Ultima suggestione, un po’ controcorrente: corso Ferrucci e il “retro” di Politecnico e OGR, la rigenerazione materializzata in luoghi-icone, la dimostrazione che il DNA delle città, se trattato con prospettiva e garbo, può cambiare in modo assolutamente costruttivo.
Discorso simile può essere fatto con i brand automobilistici “nuovi” che si affacciano oggi sul panorama italiano ed europeo, portando tecnologia, curiosità e rinnovate opportunità per tutto il mercato. Noi abbiamo provato in prima persona la qualità dei prodotti XPENG (a cui ci piacerebbe dedicare ulteriori approfondimenti), scoprendo che tra Guangzhou e Torino la distanza è decisamente più breve di quanto ci saremmo potuti aspettare. E trovando una G6 stupenda e perfino un po’ inattesa; una vettura d’alta gamma, affine al cambiamento di una città che oggi, specialmente attraverso il nuovo PRG, guarda con determinazione al futuro.

AUTOTORINO

(foto MARCO CARULLI)
(Servizio pubbliredazionale)