Ci sono tre cose che deve fare un uomo per sentirsi completo: scrivere un libro, piantare un albero, aprire un’enoteca. Forse non diceva proprio così l’antico proverbio Zen, ma in qualche modo funziona lo stesso.

Perché? Perché un’enoteca-vineria è un luogo molto particolare, una biblioteca enologica da riempire un pezzo alla volta, in cui ogni bottiglia (o quasi) ha un significato preciso, e racconta una certa idea di mondo e di vino.
È sempre interessante esplorare le nuove aperture gastronomiche in città, ma lo è un po’ di più quando si tratta di un’enoteca. Guidati da questo spirito ci siamo lanciati nell’esplorazione di Baccanera Enoteca-Vineria, in via Tiziano 40, in un angolo un po’ defilato della San Salvario sempre più polo enogastronomico e lontana dalla movida “classica”.

Cosa abbiamo trovato? Anzitutto una bella storia, quella di Ettore e Roberto, nati e cresciuti in tutt’altri settori, legati da un corso da sommelier e da una bella amicizia; pionieri dell’avventura di Baccanera. «È stata un po’ una scommessa, volevamo dare forma a una nostra grande passione, portando sugli scaffali le nostre esperienze in giro per il Piemonte e il mondo». Il 20 giugno l’inaugurazione, un successo (quasi) inaspettato che ha dato il via all’avventura.
Quali sono gli ingredienti principali di questa vineria? «L’idea era di non inventarsi niente di particolare, ma di prendere tutti gli ottimi spunti ed esempi osservati a Torino e non solo. Proponendo una selezione di vini molto curata e personale, valorizzando anche cantine meno conosciute e piccoli, eccellenti produttori».
Il risultato? Una selezione di chicche (alcune non semplici da trovare altrove), un bouquet di etichette che raccontano valori e idee dietro Baccanera. Noi abbiamo approfondito: un Barolo di Castiglione Falletto (classico, piemontese e internazionale), uno Chablis della Borgogna (necessaria connection con il patrimonio francese), uno Chardonnay dal Cile, uno Shiraz dall’Australia della Cantina Logan. Tradizione nostrana, omaggio ai cugini d’Oltralpe, ricerche dal Nuovo Mondo… Il DNA enologico di Baccanera è tutto qua: curiosità, pochi pregiudizi, analisi critica.

Non a caso, Ettore e Roberto hanno iniziato dal 10 luglio i loro eventi di degustazioni in enoteca, con l’intenzione di coinvolgere sempre di più produttori e appassionati per vivere il vino in maniera ancora più profonda.

Sono dettagli che fanno la differenza, e qui le piccole, grandi attenzioni non finiscono mai. Alcuni esempi: accanto alla proposta di vini, anche al calice, si propone un menu di piatti freddi che è un dizionario di eccellenze del nostro territorio, ideale abbinamento per godersi l’experience vineria a 360° (tomini, polpette, insalata russa, taglieri…); ci sono poi anche le birre, assolutamente non banali, ma anzi dei rinomatissimi Mastri Birrai Umbri (una certezza); e perfino i caffè hanno una storia a sé, con una ricca selezione curata insieme a Bonacchi. «Il lavoro di Bonacchi ci ha colpito perché anche per i caffè parlano di terroir, per noi un concetto fondamentale dato che è ciò che rende ogni vino unico».
Riassumendo: Baccanera ci ha stupito. Si tratta di una realtà giovanissima nata essenzialmente da una sconfinata passione per il mondo del vino; un luogo in cui le etichette arrivano da Francia, Piemonte, Alto Adige, Sudamerica, Australia… E ogni bottiglia è stata scelta per una specifica motivazione (fosse anche per pura curiosità). Il risultato è un bel “laboratorio” di vini e storie che un po’ mancava da queste parti, e che conviene mettere in agenda.
Passione per il vino senza confini e gusto dell’avventura. Ogni bottiglia, una storia
Baccanera è il risultato maturo di una passione coltivata negli anni con entusiasmo e con lo studio, la ricerca, i viaggi, la conoscenza personale di tanti produttori, l’incontro e il confronto con enologi, agronomi, cantinieri
BACCANERA ENOTECA VINERIA
Via Tiziano Vecellio, 40 – Torino
Tel. 338.6417260
Instagram: vineriabaccanera
Facebook: Vineria BaccaNera

(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
