
Il termine “banca” deriva dal francese banque, e originariamente indicava il luogo dove un tempo veniva data la paga ai soldati. L’evoluzione della moneta (e della gestione della stessa) ha accompagnato l’evoluzione della società, soprattutto a partire dal XII secolo, durante quella che lo storico Marc Bloch ha chiamato seconda età feudale. L’uomo ha costruito la propria civiltà sociale e nel frattempo ha accresciuto il proprio sistema economico-finanziario quasi di pari passo.
All’uomo “moderno” dovrebbe fare da controparte una banca “moderna”: nei valori, nelle dinamiche, nelle prospettive. Scriveva già nel 1943 un illuminato Luigi Einaudi nella sua Relazione del Governatore della Banca d’Italia: «Le banche non sono fatte solo per pagare gli stipendi agli impiegati e né soltanto per chiudere un bilancio in utile, ma per fare entrambe le cose, ovvero raggiungere questi giusti fini con il servire nel miglior modo il pubblico».
Incredibile come dettami così chiari e netti siano attuali ancora oggi, a 80 anni esatti dai loro pronunciamenti. Accade perché i valori su cui si fonda una banca contemporanea sono pressoché, o meglio dovrebbero essere, più o meno gli stessi degli ultimi cento anni di Occidente. Cambiano i nomi, la tecnologia avanza, il confronto si pone verso un mondo ampio e globale, e non più solo con il proprio “giardino”; che a maggior ragione va curato e seguito quotidianamente, specie se si ha la responsabilità su interi territori. Ma quei valori attraversano le epoche.
Questo buon identikit di banca contemporanea, sembra trovare ideale rappresentazione nella missione e nei risultati della Banca Territori del Monviso in questo 2023; e pare esistere una corrispondenza evidente con quegli insegnamenti di cui Luigi Einaudi parlava quasi un secolo fa. Insegnamenti evidentemente attuali, e che ben si adattano al ruolo di una banca del territorio di qualità, quale BTM orgogliosamente è.
I risultati di bilancio ci consentono di investire in progetti che riguardano i giovani, i loro interessi e la loro voglia di partecipare attivamente alla vita sociale ed economica
La banca locale secondo Alessandrini (1994 e 1996) si distingue dalla banca nazionale in quanto caratterizzata da una marcata interdipendenza con la comunità sociale ed economica della zona in cui opera; dunque, si tratta di una banca operante prevalentemente in un ambito territoriale regionale o subregionale, e la sua operatività è strettamente legata proprio al territorio stesso in cui si trova. Insomma, una definizione che per BTM risulta decisamente calzante.
E così ecco che con un salto temporale è possibile unire mezzo secolo di storia delle banche del territorio: ovvero di quelle banche che hanno saputo rappresentare qualcosa di significativo per lo sviluppo delle persone e delle imprese di un territorio. Banca Territori del Monviso nasce dalla fusione di BCC Casalgrasso e Sant’Albano Stura, istituti nati rispettivamente nel 1962 e 1952: due realtà storiche del panorama bancario piemontese, dal 2022 riunite in un unico soggetto; con la missione di rappresentare al meglio tutte le caratteristiche virtuose di una vera banca del territorio. Coniugando la storicità degli istituti, il valore di più di mezzo secolo di affiancamento a privati e imprese, con un rinnovato sguardo al futuro: inclusivo, tecnologico, giovane, prospettico.

Nel 2022 BTM si è presentata per la prima volta in assemblea con la nuova denominazione, occasione non solo per esplicitare il bilancio 2022 approvato dai soci, ma anche per raccontare il trend sempre positivo dell’istituto, e sottolineare quelli che sono i progetti nel futuro di Banca Territori del Monviso. Un’evidenza su tutte conferma la crescita costante: 9,7 milioni di euro di utile lordo, un aumento del 65% rispetto ai 5,9 milioni del 2021. Ma non è solo il dato statistico a rendere soddisfatti in BTM: «Oltre ai numeri economici e al trend positivo, ci rende orgogliosi la crescita dei soci che definirei giovani, ovvero quegli under 30 e 40 che rappresentano il futuro della nostra banca – ci tiene a precisare Alberto Osenda, presidente del Consiglio di Amministrazione – Vuol dire che stiamo trasferendo valori importanti anche alle nuove generazioni, che stanno imparando a credere in quello che facciamo e nel ruolo che abbiamo per quest’area geografica. Un quarto dei nuovi soci ha meno di trent’anni e uno su tre è un under 40. È un onore per noi poterci confrontare con questi dati, ma è ovviamente anche un’importante responsabilità perché siamo garanti di futuro e ambizioni di queste nuove generazioni del territorio. Porteremo avanti questa missione con la massima serietà».

È un percorso cominciato da tempo quello che vuole coinvolgere nuove energie all’interno dell’istituto, ed è chiaro che solo attraverso l’attenzione ai temi della contemporaneità si possano intercettare determinati target anagrafici: «Il fatto che i ragazzi percepiscano l’importanza di una banca per lo sviluppo del proprio territorio, è a nostro giudizio un risultato importantissimo, perché è il segno del loro interesse per il futuro da un lato, e dall’altro linfa vitale per il futuro della banca stessa. Essere parte di una banca oggi non può più essere una mera questione economica, ma occorre poter condividere idee, visioni e valori con la propria banca. È un’operazione anche emotiva, direi umana, ed è necessaria per far crescere (e in certi casi recuperare) il rapporto tra socio e banca. I giovani ce lo ricordano quotidianamente. Per queste ragioni, e per i valori che da sempre ci contraddistinguono, BTM è fortemente attenta alle nuove tematiche ESG (Environment, Social, Governance), ovvero all’attenzione ai temi dell’ambiente e delle politiche sociali, cruciali nelle dinamiche d’impresa contemporanee. Da tempo BTM lavora in questa direzione, e le continue adesioni di giovani soci dimostrano che questa premura è apprezzata».
Quindi, i giovani scelgono banche non solo professionali e competenti, ma anche aderenti a paradigmi valoriali che sentono in qualche modo vicini e coerenti con se stessi, come ha ricordato il direttore generale di BTM Luca Murazzano: «I risultati di bilancio ci consentono di investire in progetti che riguardano i giovani, i loro interessi e la loro voglia di partecipare attivamente alla vita sociale ed economica; ovviamente l’attenzione è anche quella a essere sempre più moderni nell’erogazione dei servizi tipici, implementando la tecnologia per usufruire di tutti i servizi bancari, ma è importante però entrare nel merito dei temi cui i giovani si sentono legati e seguirli».
Infatti, oltre ai temi ESG e all’approfondimento tecnologico, BTM è riferimento per tantissime realtà sociali, associative, sportive legate al territorio che senza il supporto della banca non potrebbero vedere la luce. Festival dei Giovani di Settimo Torinese, BTM Basket Carmagnola, CSF Carmagnola, SeeYouSound, To Vision Festival dei Licei Torinesi, Sonic Park, Openhouse Torino. Sono solo alcune delle iniziative che BTM ha promosso, sponsorizza o a cui ha partecipato come partner. La fiducia di BTM verso le proprie comunità anche nel 2022 è stata ripagata da altrettanta fiducia da parte di soci e clienti, infatti la raccolta totale, ovvero l’ammontare di depositi e altre somme affidate alla banca, si è ulteriormente consolidata, traguardando il miliardo e 281 milioni di euro così come il sostegno all’economia locale, con gli impieghi che sono cresciuti raggiungendo i 537 milioni nel 2022. «Per noi l’approvazione di questo bilancio e i dati
analizzati rappresentano un risultato importantissimo – ha chiosato Murazzano – vero premio per il nostro lavoro. Non solo dal punto di vista dei volumi economici, ma soprattutto perché rappresentano la fiducia che soci, famiglie, imprese ripongono in noi».

Una banca del territorio ha insito nel proprio DNA il cosiddetto “principio di restituzione”, tanto caro alle nuove politiche economico-lavorative contemporanee; e che le banche come BTM mettono in pratica da decenni. Ovvero “restituiscono” valore al proprio territorio, non solo per “riconoscenza”, ma perché portare beneficio ai luoghi in cui si opera è un investimento rivolto al futuro. Per questi motivi BTM è una banca semplicemente amata: dai propri soci, dai propri clienti e in generale dai cittadini. Questo tipo di virtuosità, se perseguita con determinazione ed attenzione, rappresenta il vero valore aggiunto di quelle che vengono dette banche locali, che hanno la capacità di interpretare al massimo livello quell’insegnamento che Luigi Einaudi nel 1943 auspicava come missione di tutte le banche, non solo del territorio.
Un quarto dei nuovi soci ha meno di trent’anni e uno su tre è un under 40. È un onore per noi poterci confrontare con questi dati, ma è ovviamente anche un’importante responsabilità
La Banca del Territorio da oltre mezzo Secolo, a fianco dei Giovani, delle Famiglie e delle Imprese.
BANCA TERRIOTIO DEL MONVISO
Indirizzo: Via Chieri 31 – Carmagnola
Telefono: 011. 97300
Facebook: Banca Territori del Monviso
(foto MARCO CARULLI e BANCA TERRITORI DEL MONVISO)
(Servizio publiredazionale)


