Piccolo mondo antico è il grande capolavoro letterario di Antonio Fogazzaro, dimostrazione che a volte basta una singola opera a renderti immortale, specie considerando le tante trasposizioni che le hanno donato ulteriore fama tra film e fiction, soprattutto se parliamo dello sceneggiato televisivo omonimo degli anni ’50 (celebre in un’epoca in cui la Rai produceva e l’Italia tutta guardava).

A volte capita di avere bisogno proprio di tornare a un piccolo mondo antico, perché stressati dal logorio della vita moderna, o magari alla ricerca di un gusto del fare un po’ perso del tempo. Probabilmente nella società della velocità ad ogni costo e dell’immediatezza spasmodica, l’idea di “rallentare” anche solo un pochino a qualcuno può già mettere ansia. Ma non deve essere così. Svariati adagi popolari ci ricordano invece che chi va piano, spesso, va sano e lontano; un elogio a una morigeratezza antica e un po’ dimenticata.
La storia di Marco Carbone e Franca Scalise segue un po’ questo iter. Nel settore da vent’anni, competenze notevoli (lui diplomato all’Accademia Marchesi, lei in pasticceria al Gambero Rosso), tanti corsi di aggiornamento, diverse attività di ristorazione portate avanti tra la Liguria e Torino… Vent’anni dunque importanti, con tante soddisfazioni, ma anche parecchio impegnativi. A giugno 2024 si “torna a casa”, a Rivoli (Marco è nativo, Franca quasi, perché nata a Torino) con un nuovo progetto che sa di piccolo mondo antico.

Di che si tratta? A un primo sguardo di dare nuovo lustro al Bistrot del Castello, locale storico del centro più pro fondo di Rivoli, veramente a due passi dal Castello (peraltro di una bellezza sempre mozzafiato, specie in autunno). Ma esplorando in maniera meno discreta la scelta di Marco e Franca viene fuori un’altra verità. «L’abbiamo vista come un’occasione per tornare a gestire un locale più piccolo (una trentina i coperti, ndr), molto più “intimo”, in cui poter imprimere tutta la nostra identità. E quindi le esperienze lontano da Torino, ma anche i tanti anni passati qui, e poi gli studi gastronomici che continuiamo a portare avanti… Insomma, tutte le sfumature che ci appartengono e che in contesti più grandi è complesso esprimere».
Dagli anni liguri sicuramente si sono portati dietro la voglia di mare, raccontata egregiamente da questo antipasto misto di mare, ricco, fresco e divertente. E in effetti la cucina di pesce la fa un po’ da padrona, basta dare uno sguardo al menù, che però non può fare a meno dei classiconi del territorio, e qui parlano per tutti il vitello tonnato e l’insalata russa. Cosa ci piace di questa cucina? Anzitutto la semplicità abbinata però a una sana voglia di non essere “prevedibili”, a partire dall’impiattamento tutto fuorché scontato; una prassi tecnicamente ben esplicata che esalta la scelta di ottime materie prime. Fresche e aggiornate continuamente: il menù cambia spesso e volentieri, proprio per non risultare anacronistico.

Menzione d’onore? Alla panificazione. Tutto è fatto in casa, dal pane ai grissini; stesso discorso per i dolci (noi abbiamo preso il bunet, la cheesecake e i gianduiotti, loro meravigliosi). Insomma, verrebbe da dire: missione completata! Questa nuova anima del Bistrot ci piace, e soprattutto il percorso di Marco e Franca, tirando un po’ il freno, rimpicciolendo quanto basta il proprio mondo, sta dando i suoi frutti. Certo siamo solo all’inizio… ma le premesse sono quelle giuste!

