Ogni anno il rito è più o meno lo stesso (molto italico, carino, ma anche ripetitivo): arriva il periodo dei cesti regalo. Che sia in azienda o per altre relazioni, la tradizione del pacco regalo natalizio un po’ business un po’ di piacere, non è mai morta. Anzi, nell’epoca del welfare d’impresa e dei rapporti come moneta di scambio, è tornata perfino più forte di ieri. Mettiamolo subito in chiaro: non abbiamo nulla contro i cesti regalo, al contrario li riteniamo una bellissima congiunzione tra il mondo del lavoro e una certa galanteria quasi cavalleresca un po’ dimenticata.

Questi bei pensieri hanno però un problema, ovvero che nonostante cambino packaging e personalizzazioni, il contenuto (prevalentemente gastronomico) è sempre abbastanza uguale: bottiglia di vino, lenticchie, un cotechino, un riso d’élite, una conserva… Non diciamo dai tempi dell’antica Roma (durante i Saturnalia ci si scambiava ceste piene di cibo per propiziare raccolti abbondanti, la tradizione viene da là), ma la “formazione” di questi pacchi non è mai variata in modo significativo.
Ed è qui che ci viene in aiuto il protagonista di questa storia, ovvero Borgiattino, il re dei formaggi a Torino fin dal 1927. In realtà eravamo giunti in corso Vinzaglio 29 per parlare di nuovo di splendidi formaggi che potete trovare solo qui (le referenze sono oltre 130), ma ci siamo poi imbattuti nella loro offerta di cesti natalizi personalizzabili (ideali per le aziende) e abbiamo dovuto approfondire l’argomento.

«Già l’anno scorso abbiamo preparato oltre un centinaio di cesti e pacchi natalizi per le aziende, e quest’anno siamo pronti ad accogliere ancora più richieste – ci spiega Luciano – La particolarità di queste confezioni regalo è che le costruiamo su misura con selezioni di formaggi, poi messi sottovuoto, scelti insieme al cliente». E il risultato sono sinergie di gusto e colori da cineteca, ci hanno subito convinto. Perché? Perché, se Borgiattino ci ha insegnato una cosa, è che i formaggi possono diventare miniere di storie e suggestioni gastronomiche incredibili.
A settembre siamo stati a Cheese (c’era anche Borgiattino con il suo stand) e ne abbiamo avuto la riprova: chi sa solo di formaggi, non sa nulla di formaggi. Questa frase ci rimbalza in testa mentre Stefano ci racconta un po’ di storie: «Questo è un plaisentif, detto Toma delle Viole, prodotto in Alta Val Sangone di Susa in numero limitato di forme. Queste mucche mangiano erba fresca e fiori, sulle nostre montagne, durante la fioritura delle viole, a giugno. Il risultato è un formaggio profumatissimo, davvero speciale». Quasi poetico aggiungiamo noi, così come il Caciocavallo podolico: «La mucca podolica è particolare, la troviamo tra Basilicata e Puglia, è un po’ più grande della media e ha una sorta di gobba… E dal suo latte otteniamo questo cacio meraviglioso».

Discorso a parte merita il Baffalo Blu: «Per quanto riguarda il blu abbiamo una ventina di referenze, ma questo è speciale: è fatto con il latte di bufala. Pensa che è stato premiato come sesto miglior formaggio del mondo, è davvero imperdibile».
D’altronde qua dentro è quasi tutto imperdibile, anche se serve parecchio tempo per assaggiare anche solo un decimo delle leccornie a disposizione; un buon modo però per diffondere l’arte del formaggio è sicuramente ricordarsi delle confezioni regalo natalizie di Borgiattino (noi abbiamo già messo il consiglio in agenda).

Insomma, alla fine da Borgiattino sempre di formaggio si parla (potete anche degustare direttamente il tutto in loco nel “nuovo” ristorante), ma sono confronti che non stancano davvero mai. Ogni volta impariamo cose nuove e ci portiamo a casa un pezzo di formaggio, una storia, un buon motivo per tornare.
BORGIATTINO DAL 1927
Tel. 011.5629075
Aperto dalle 8.30 alle 21.30
Instagram: borgiattinoformaggi
Facebook: Borgiattino Formaggi
(foto FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)

