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Torino futura

di Gianni Dimopoli

Gramsci, lo sciacquone e la ricerca della felicità

Torino, Autunno 2023

Chiunque abbia avuto la ventura di vedere cosa c’è dentro lo sciacquone del wc, dubito che si sia reso conto della genialità dell’invenzione, e di come essa nasconda il segreto della nostra vita. Dunque, analizziamo la questione: abbiamo un sistema da controllare, ovvero la vaschetta che si riempie con l’acqua che affluisce da un foro di alimentazione; abbiamo un obiettivo di riferimento, ovvero il livello massimo dell’acqua che la vaschetta può contenere; abbiamo un sistema controllante, o regolatore, costituito da un galleggiante che ostruisce il foro di alimentazione quando il livello dell’acqua raggiunge il livello di riferimento. Stiamo dunque parlando del più elementare, ingegnoso ed efficace controllo automatico con retroazione (o in catena chiusa), ovvero di un sistema che consente di raggiungere l’obiettivo (il riempimento della vaschetta) attraverso la misurazione di un dato stato (il livello dell’acqua) e l’applicazione di un’azione (afflusso d’acqua) in funzione della differenza tra tale misura e l’obiettivo desiderato.

Nella vita occorre continuare ad agire per mantenere l’obiettivo raggiunto, anzi anche l’obiettivo varia in continuazione

La cosa stupefacente è che noi realizziamo questo meccanismo in ogni nostra attività quotidiana, senza rendercene conto: spostiamo verso il rosso il miscelatore della doccia finché la temperatura dell’acqua non ci risulta gradevole; aumentiamo la velocità dei nostri passi in funzione della nostra distanza dalla fermata e di quella del bus che vogliamo prendere; e così via. I tecnici sanno bene che esistono anche controlli automatici in catena aperta (ovvero senza osservazione continua dello stato), ma questi, per funzionare, necessitano di una conoscenza molto più approfondita del sistema che si vuole controllare. Pensate ad esempio al lancio di una bomba per colpire un bersaglio: pur conoscendo esattamente la distanza del bersaglio, la forza da imprimere all’ordigno e l’angolazione di tiro, basterà un refolo di vento per ottenere un risultato deludente. Con le bombe “intelligenti”, invece, il risultato è certamente migliore grazie proprio alla retroazione. Anche le nostre città sono sistemi complessi che sottostanno alle leggi dei controlli automatici: possono essere governate in catena aperta o in catena chiusa, e il bravo regolatore è colui che impara che le si governa meglio applicando il principio della retroazione, ovvero misurando l’effetto delle azioni realizzate. Anche noi stessi, in un solo giorno o nella vita intera, siamo un sistema da controllare: realizziamo quei comportamenti che riteniamo più giusti affinché quello che percepiamo di noi stessi sia sempre più vicino all’obiettivo che ci siamo posti. Semplificando, possiamo affermare che quanto più questo gap si chiude tanto più siamo felici? Certo, la realtà è molto più complessa: contrariamente allo sciacquone (sistema statico), nella vita occorre continuare ad agire per mantenere l’obiettivo raggiunto, anzi anche l’obiettivo varia in continuazione (sistema dinamico), e ci sono molte più variabili che intervengono sul sistema e che noi non riusciamo a comandare: sono quelle che la teoria chiama disturbi, ma questa è tutta un’altra storia. E Gramsci? Veniamo da un’estate piena di tragedie e disastri, naturali e non. La ragione ci costringerebbe ad un irrimediabile pessimismo sulle sorti di questo nostro mondo, eppure i nostri sistemi di controllo sono così complessi e sofisticati che ci consentono il lusso di essere ottimisti, solo se avessimo veramente la volontà di osservare la realtà con onestà e realizzare le azioni di controllo con competenza e consapevolezza. Proprio come lo sciacquone.