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L'amore ai tempi di Torino

di Enrica Tesio

La balena e l’alieno

Torino, primavera 2020

Nell’anno di Torino Capitale del Cinema, dei totem disseminati per le nostre vie a ricordare le pellicole girate negli scorci più suggestivi della città, mi va di andare controcorrente e raccontare due film mai realizzati, mai nemmeno sceneggiati o contemplati da case di produzione, due plot in cerca di autore 100% made in Turin, così veri da sembrare finti. Il primo parla di un enorme cetaceo ma senza Pinocchio, di Golia ma senza Davide, e lo vedrei bene diretto da Emir Kusturica. È la storia di Giuseppe Erba, già direttore del Teatro Alfieri, che nel 1954 ebbe l’idea di portare da noi una balena uccisa sulle coste della Norvegia per esporla al pubblico come un’attrazione da circo. Goliath, così si chiamava l’animale, era 22 metri di bestia semi-imbalsamata che, giunta in piazza della Cittadella nel torrido luglio sabaudo, fece l’unica cosa che ci si aspetterebbe da una carcassa di 68 tonnellate: cominciò a puzzare, nonostante la formalina e i vasi di gerani che riempivano il suo ventre. La sua gloria pubblica in territorio taurinense durò solo cinque giorni, tanto resistettero al tanfo gli abitanti della zona. E qui la storia di Goliath si fa internazionale perché ricomparve in Svizzera alcuni anni più tardi e poi in tutta Europa, in un tour organizzato da Pierre Siffert e Jean Rezzonico.

Nell’anno di Torino Capitale del Cinema, mi va di andare controcorrente e raccontare due film mai realizzati, mai nemmeno sceneggiati o contemplati da case di produzione, due plot in cerca di autore 100% made in Turin, così veri da sembrare finti

Presumibilmente furono loro a venderla a Gustavo Cottino, impresario originario del Pinerolese, che la portò da Israele a Bari. Durante la traversata in mare, una tempesta danneggiò l’esemplare, che venne ricostruito in cartapesta ma proposto alla folla di curiosi che lo volevano visitare come una vera balena in carne e ossa. Nel 1970 Goliath tornò a casa, al Parco del Valentino, e riscosse un enorme successo di pubblico, con buona pace delle sabaude narici. Per quanto riguarda la colonna sonora di questo Moby Dick alla bagna caoda, ci ha già pensato Vinicio Capossela, che a Goliath dedicò il suo brano omonimo. Il lavoro di Emir Kusturica potrebbe essere poi semplificato, adattando il romanzo ‘Nella balena’ di Alessandro Barbaglia, in uscita per Mondadori, ispirato proprio alle vicende del mitico cetaceo. Altro film in cerca di attori, ma anche di pubblico e sceneggiatori, narra una vicenda stile x-files. Nel 1973 diversi giornali locali ricevettero un messaggio lanciato dalla fantomatica organizzazione Sideral Intercontacts Centre (SIC), la missiva informava che il maestro Absu Imaily Swandy, un alieno di 256 anni, sarebbe arrivato a Torino, per poi ripartire qualche giorno dopo da San Maurizio Canavese.

L’assurdità della notizia fu però avallata da avvistamenti dell’alieno pluricentenario: nei giorni successivi, alcuni testimoni raccontarono di aver incontrato un uomo anziano alto quasi due metri, barba e capelli bianchi, che si aggirava per via Po, spostandosi però su una stilosissima Bentley, invece che su una navicella spaziale plebea. Fin qui, più che una vicenda aliena sembra una bizzarra storia di alienati, se non fosse che il giorno in cui il SIC aveva preannunciato la partenza dell’extra nonnetto, il pilota Alitalia Giovanni Mezzelani disse di aver avvistato una luce eccezionale nei cieli, un lampo luminoso che non sapeva identificare. Forse una Bentley volante? Ditemi se non è un film di Barton fatto e finito. Senza dimenticare il colpo di scena finale: in seguito alla testimonianza di Mezzelani, il Circolo della Stampa di Torino organizzò un convegno di ufologia, in concomitanza con una nuova circolare del SIC che diceva: «Le cose non serie e i falsi profeti verranno cancellati con il fuoco. Arderà il Musinè». Come previsto, nel pomeriggio della conferenza, una serie di roghi devastarono i boschi intorno ad Avigliana. Per la serie ‘incontri ravvicinati del tipo peggiore’, quello vendicativo.