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FonARCom e CIFA da Pigreco

Capitolo secondo

IL 3 OTTOBRE È ANDATO IN SCENA IL SECONDO WORKSHOP SUL BENESSERE AZIENDALE A 360° ORGANIZZATO DALLO E NELLO STUDIO DI CONSULENZA PIGRECO ADVISOR, A TORINO, IN CORSO ROSSELLI 73, COME PROSIEGUO DI UN PERCORSO INTRAPRESO CON FONARCOM E CHE PREVEDE ANCORA UNA TERZA E ULTIMA TAPPA A NOVEMBRE

Altro giro, altra corsa, e ancora un grande successo di pubblico per «la seconda puntata di un percorso intrapreso in collaborazione con FonARCom per offrire la migliore informazione possibile su tutto ciò che significa benessere aziendale a 360°» introduce Giorgio Massimiliano Grasso, fondatore di Pigreco Advisor insieme al socio Luigi Mennella, e padrone di casa. Inizia così il secondo appuntamento dei tre previsti lungo questo format di dialogo e scambio di idee, voluto fortemente da Pigreco, CIFA e FonARCom (Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua).

Il 3 ottobre è andata in scena la seconda puntata del percorso intrapreso da Pigreco in collaborazione con FonARCom per offrire la migliore informazione possibile su tutto ciò che significa benessere aziendale a 360°

Il nuovo workshop ‒ organizzato proprio dallo e nello studio di consulenza di corso Rosselli 73 a Torino, la sera del 3 ottobre ‒ ha voluto riprendere e approfondire temi già discussi la prima volta, oltre ovviamente a introdurne di nuovi. Primi a intervenire Mauro Battaglino, responsabile CIFA Piemonte, e Davide Resmini, responsabile dello sviluppo nazionale di FonARCom e CIFA. Quest’ultimo ha preso la parola in videocall direttamente da Roma: «FonARCom propone sempre una contrattazione di qualità grazie alla quale il lavoratore viene tutelato sia a livello retributivo che normativo. Al centro di ogni contrattazione c’è il welfare aziendale. Caratteristica distintiva di quest’ultimo è una bilateralità molto pronunciata: la logica è quella di collaborare per ottenere vantaggi reciproci superando il conflitto tradizionale tra lavoratore e azienda. Retribuzione, welfare, formazione continua e le competenze del lavoratore sono principi base per noi, perché riteniamo che i lavoratori che stanno bene e al passo coi tempi (es. regolamentazione del lavoro agile) possano essere un valore aggiunto per le aziende. L’obiettivo è quindi sempre quello di cercare le soluzioni migliori perché entrambe le parti possano collaborare e lavorare insieme».

La dottoressa Maria Gloria Boni, che si occupa di sicurezza e di tutto ciò che riguarda la compliance, è intervenuta per permettere una maggiore comprensione del tema: «La compliance aziendale fa riferimento a una conoscenza più ampia dei regolamenti, delle procedure, dei codici di condotta e delle disposizioni di legge a cui un’azienda deve essere conforme. Perché tutto questo? Perché combina la gestione della norme e la gestione del rischio aziendale. Le società, oggi, che siano multinazionali o PMI, hanno l’esigenza di comprendere come una gestione del rischio consenta la conformità della società alle norme vigenti. Insomma bisogna possedere la cosiddetta accountability: dimostrare di aver fatto tutto quanto è necessario e possibile per essere in regola con quello che la norma chiede. L’imprenditore deve possedere adeguati assetti organizzativi e strumenti finanziari di analisi per evitare e saper prevenire un eventuale default dell’organizzazione. Quindi a più livelli dell’organizzazione, si deve essere in grado di saper identificare dove l’azienda è esposta al rischio e a quale livello di rischio, non solo finanziario ma anche di produzione, penale, reputazionale. I rischi possono essere tanti e di diversa natura, ma l’organizzazione deve essere in grado di identificarli, misurarli e intraprendere azioni correttive per poterli evitare. In definitiva: ciò che si intende quando si parla di compliance è una visione a 360° del posizionamento dell’azienda sull’esposizione al rischio».

Ultimo, ma non per importanza, Andrea Pavone, direttore commerciale di Gudol, startup innovativa che si occupa di produrre buoni pasto e rientra a piè pari in un progetto di welfare aziendale. Rispetto al primo appuntamento (a luglio passato), Gudol ha fatto passi avanti nel proprio percorso, e dopo più di un anno di analisi, ricerca e progettazione ha iniziato a vendere il suo primo buono pasto: «Il servizio è destinato alle PMI e ai consulenti del lavoro. Gudol offre tutti i vantaggi già esposti dalle società emettitrici, previsti per legge, ma vi aggiunge altri due key benefit: una logica di club completamente nuova che offre vantaggi concreti a chi ne fa parte; e il 2% dell’utile destinato ad azioni benefiche. Il dipendente così risparmia durante tutto l’anno, avendo accesso a servizi di prima necessità (es. spesa, benzina, sanità) e l’impresa paga zero. Il welfare aziendale è quindi l’insieme di tutte le iniziative messe in atto dal datore di lavoro per migliorare la qualità lavorativa e di vita del dipendente. Attuarlo aumenta il potere di acquisto delle famiglie senza aumentarne il reddito imponibile».

Al termine del workshop, che ha riscontrato l’entusiasmo della platea, tra domande e interazioni, i partecipanti hanno potuto fare rete, continuando a parlare di quanto ascoltato in una situazione più conviviale, davanti a un ricco buffet. Perché l’obiettivo di questi incontri è proprio questo: creare momenti di dialogo e informazione che non restino all’interno di una singola sala, ma che vivano e scorrano tra le persone, tra chi lavora, tra chi vuole creare valore.