Quando quasi vent’anni fa Enrica Baricco ha immaginato CasaOz forse non si sarebbe aspettata tutto quello che è successo dopo. Probabilmente ci sperava. Accanto a quella speranza si sono poi aggiunte nel tempo nuove idee, nuove persone, nuove prospettive affrontate con passione e concretezza. Il risultato? FondazioneOz e tutto il suo magico universo.

Ne parliamo proprio con Enrica, fondatrice e presidente di questa bella realtà torinese. Ci racconta come è nata FondazioneOz e quali esigenze vi hanno spinto a creare un progetto così particolare nel panorama sociale torinese?
«Nasce nel 2024 dalla trasformazione dell’associazione attiva dal 2007, per dare continuità a un percorso orientato a bisogni sempre più urgenti. Nel maggio 2027 celebreremo vent’anni dall’apertura di CasaOz, da cui tutto è iniziato. Il nome richiama il “Mago di Oz” e l’idea di un viaggio dentro la fragilità e il cambiamento. Fin dall’inizio l’obiettivo è stato costruire non solo servizi, ma luoghi capaci di restituire quotidianità e relazioni: la nostra “Quotidianità che Cura”».
Nella vostra mission è preponderante l’impegno a superare gli individualismi, cinismo e indifferenza: quanto è importante per una Torino realmente sociale?
«Una città è davvero sociale quando non lascia sole le persone nei momenti di fragilità. Oggi il rischio è l’individualismo, mentre la risposta sta nella costruzione di legami e di responsabilità condivise. Torino ha una forte tradizione sociale e il nostro impegno è contribuire a tenerla viva, creando spazi di accoglienza e comunità».

Tra i progetti simbolo di FondazioneOz c’è CasaOz, uno spazio che negli anni è diventato un punto di riferimento per molte famiglie. Ci racconta di cosa si tratta e quale ruolo svolge concretamente sul territorio?
«CasaOz è uno spazio per bambini e ragazzi con malattia, disabilità o fragilità, e per le loro famiglie. Qui la quotidianità diventa parte del percorso di cura. Dal 2007 ha accolto oltre 2.700 bambini e ragazzi, e sostenuto migliaia di famiglie con attività educative e relazionali, comprese le ResidenzeOz per chi arriva da lontano».
MagazziniOz rappresenta un’esperienza che unisce inclusione sociale, formazione e lavoro. Com’è nato questo progetto e quali obiettivi si pone?
«MagazziniOz nasce nel 2014 unendo ristorazione, formazione e inclusione. Oggi è Ristorante, Caffetteria ed Emporio, ma soprattutto un luogo di lavoro e crescita. Persone con fragilità, disabilità o percorsi migratori complessi trovano qui opportunità concrete di formazione e inserimento. L’obiettivo è dimostrare che inclusione e qualità possono convivere; e che anche il lavoro è, appunto, “Quotidianità che Cura”, e può quindi trasformarsi in uno strumento di dignità e futuro».
Recentemente avete inaugurato anche l’orto didattico e terapeutico: di cosa si tratta e quale valore ha, soprattutto dal punto di vista educativo e relazionale, per le persone coinvolte?

«L’orto didattico e terapeutico, di oltre 800 metri quadrati, è prima di tutto uno spazio in cui “stare”. Bambini, ragazzi e famiglie vi sperimentano attività di ortoterapia ed educazione ambientale. Un’esperienza semplice, ma profonda, che aiuta autonomia, fiducia e relazione, attraverso il contatto diretto con la natura e il lavoro condiviso».
Un altro progetto importante è CampobaseOz. Ci spiega come funziona e a chi si rivolge?
«CampobaseOz è il nostro progetto estivo. Non è un centro estivo tradizionale, ma un’esperienza educativa e relazionale. Quest’anno sarà dedicato al tema delle emozioni: gioia, rabbia, tristezza, paura e disgusto diventano chiavi di lavoro attraverso laboratori e incontri. Inoltre, tra le nostre attività continuative, ci sono la RedazioneOz e il TgOz che permettono ai ragazzi, anche durante l’estate, di raccontare e raccontarsi in prima persona e sperimentare diverse forme di comunicazione».
FondazioneOz è una realtà in continua crescita ed evoluzione. Guardando al futuro, quali sono le principali sfide che vi attendono e quali nuovi progetti avete in cantiere?
«La sfida è rafforzare i nostri progetti, fatti di relazioni e accoglienza. Nei prossimi mesi ci saranno novità importanti legate a un ampliamento di CasaOz, in uno spazio vicino, per poter accogliere sempre più bambini, ragazzi e famiglie».

(foto FONDAZIONEOZ)
