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Città di carta

di Giulio Biino

Fred e Gipo

Torino, autunno 2019

Ma se si fossero incontrati, dove si sarebbero lasciati trasportare dalle loro chiacchiere, dove avrebbero tirato l’alba bevendo e raccontandosi la loro Torino, questi due straordinari artisti, Fred (Ferdinando) Buscaglione e Gipo (Giuseppe) Farassino? Con quali discorsi avrebbero inondato il cielo stellato della loro, e della nostra, città di parole? Nati a 13 anni di distanza (l’uno nel 1921 e l’altro nel 1934), i loro percorsi non si sono incrociati anche perché Fred ci ha lasciati prestissimo (nel 1960), ma sicuramente Porta Palazzo (o Porta Pila, in una delle più belle canzoni di Gipo) li avrebbe visti suonare insieme. Fred scriveva e cantava canzoni strampalate che parlavano con ironia di ‘bulli e pupe’, di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell’alcol. Si presentava in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirato a Clark Gable e ai gangster americani come apparivano nei racconti hard boiled.

Se si fossero incontrati, dove si sarebbero lasciati trasportare dalle loro chiacchiere, dove avrebbero tirato l’alba bevendo e raccontandosi la loro Torino, questi due straordinari artisti, Fred (Ferdinando) Buscaglione e Gipo (Giuseppe) Farassino?

Gipo scriveva canzoni venate di ironica e struggente malinconia, ispirate alla tradizione francese e a quella delle canzoni d’autore italiane. Cantava le miserie e le nobiltà della gente comune, le tribolazioni dei ‘travet’ torinesi e gli amori beffardi o infelici da consumarsi nell’atmosfera parigina e profondamente francese della nostra Torino. Fred viveva in compagnia dell’inseparabile Leo Chiosso in via Bava 26 bis (zona Vanchiglia) e con lui trascorreva giorni e notti intere a chiacchierare, a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annotava e Fred accennava alla tastiera del pianoforte. Gipo viveva al 6 di via Cuneo (a un tiro di schioppo da via Bava) e i suoi brani raccontavano l’anima più profonda di Torino, quella delle periferie, le ‘banlieues’ parigine, ma che sotto la Mole sono le ‘barriere’: quartieri operai fatti di case di ringhiera e di poverta profonda, ma piena di orgoglio e dignità. Sul finire degli anni Cinquanta Fred si era stancato del suo personaggio di ‘duro’ e iniziò a incidere canzoni melodiche, esprimendo l’intenzione di tornare a essere soltanto Ferdinando Buscaglione. Si spense all’alba del 3 febbraio 1960 in un incidente d’auto alla guida della sua Ford Thunderbird rosa che lui chiamava ‘Criminalmente bella’, come una delle sue canzoni più famose.

Gipo toccò i vertici del suo successo sul finire degli anni Sessanta con canzoni sempre più vicine ai poveri, agli ultimi e, dopo una parentesi politica, nel 2005 ebbe la vita segnata da un incidente stradale dove trovò la morte sua figlia Caterina. Nel 2010 allestì lo spettacolo ‘Stasseira’, che ripercorreva tutta la sua carriera artistica. Si spense nel 2013, nella sua casa di Torino, all’età di 79 anni. Fred ha originato un mito postumo che ha fatto sì che le sue canzoni si ascoltino ancor oggi nei redivivi juke-box e nelle radio, la sua vita ha ispirato programmi rievocativi e la nascita di una cover band, numerosi artisti continuano a eseguire i suoi brani, calcando la mano ora sul carattere malavitoso ora su quello macabro e grottesco. Gipo è oggi vivo soltanto nella memoria dei torinesi piu anziani, degli appassionati di cabaret, dei cultori del dialetto, mentre si è perso nella memoria dei più giovani, degli immigrati, dei nativi digitali amanti del rap e della trap. Riposano poco distanti, Fred nel Cimitero Monumentale di Torino e Gipo nel piccolo cimitero collinare di Pino Torinese. Non è difficile immaginarli sottobraccio, uno con la tromba e l’altro con la chitarra, a sorridere di noi raccontandosi una Torino che non c’è più, ma che le loro canzoni hanno reso immortale nei nostri ricordi.