In un numero che porta in copertina Orson Welles come non ricordare loro due? Giovanni era nato ad Asti il 13 settembre 1882, mentre Arturo era nato a Torino il 3 dicembre 1870.
Giovanni Pastrone, noto anche con lo pseudonimo di Piero Fosco, è stato un regista, sceneggiatore, attore, violinista, contabile, ragioniere, produttore, medico, chimico e tecnico cinematografico. Arturo Ambrosio è stato a sua volta un regista e produttore cinematografico, pioniere del cinema in Italia.
Giovanni, da Asti, si trasferì a Torino nel 1903, con la moglie, per lavorare nell’orchestra del Teatro Regio come secondo violino. Nel 1908 diede vita, con Carlo Sciamengo, a una nuova casa di produzione cinematografica che chiamò Itala Film.
Arturo nel 1904 abbandonò il suo negozio di articoli ottici e fotografici e andò in Francia, Inghilterra e Germania per acquisire maggiore familiarità con la sua nuova passione, la cinematografia, e nel 1905 fondò la Ambrosio e C., che l’anno dopo trasformò nella casa cinematografica Società Anonima Ambrosio, detta Ambrosio Film. Nel 1908 inaugurò il filone internazionale dei film storici in costume producendo Gli ultimi giorni di Pompei.
Nel frattempo, Giovanni portava ai massimi livelli la Itala Film, producendo, nel 1910, La caduta di Troia, primo film lungo proiettato senza interruzione in mezz’ora di spettacolo.
Mentre Arturo, nel 1925, progettava la nuova versione di Quo vadis?, per poi ritirarsi a vita privata nel 1927, Giovanni, nel 1914, produsse e diresse Cabiria, un 35mm di circa 3 ore che contribuì considerevolmente alle produzioni “colossali” che videro l’Italia ai primi posti nell’incremento dei lungometraggi e nella loro distribuzione all’estero.
Per la sceneggiatura fu addirittura contattato Gabriele D’Annunzio, e la prima del film si tenne, contemporaneamente, al Teatro Lirico di Milano e al Teatro Vittorio Emanuele di Torino, il 18 aprile 1914.
Pastrone ricorse per la prima volta in assoluto alla “carrellata”, la macchina da presa piazzata su una piattaforma mobile, da lui progettata due anni prima. Il successo di Cabiria fu enorme tant’è che rimase in prima visione per circa un anno a New York e per sei mesi a Parigi. Nel 1919, all’apice del successo, abbandonò l’attività cinematografica e l’Itala Film, che fu assorbita da un’altra compagnia. Morì a Torino, in seguito a una caduta, il 27 giugno del 1959, e oggi riposa nel Cimitero monumentale. Arturo mancò poco dopo, il 25 marzo del 1960, a Pancalieri, dov’è sepolto. Ad entrambi il comune di Torino ha intitolato una via nel quartiere Barriera di Milano.
Torino e il cinema: un legame indissolubile.
