C’è un periodo della produzione cinematografica brasiliana che viene definito Cinema da Retomada: va più o meno dal 1995 ai primi anni del 2000, ed è considerato il periodo della rinascita della Settima Arte in Brasile. Tanti film, investimenti statali ingenti e pellicole di grande successo come City of God (2002), diedero trent’anni fa nuova linfa al cinema brasiliano.
Ecco, a volte, per far crescere un progetto, serve giusto una “spinta”. Ed è un po’ quello che è successo a Fuego y Brasa, un bel ristorante del Quadrilatero che aveva bisogno di amore e incoraggiamento per spiccare il volo. Una buona dose di passione che Michelle e Laine hanno saputo portare in questa avventura: «Due anni e mezzo fa abbiamo rilevato questo posto. Avevamo un’idea chiara in mente: comporre una squadra solida e competente che potesse crescere insieme per ottenere risultati rilevanti».

E così è stato. Fuego y Brasa è uno degli indirizzi di cui si parla di più in città: nel giro di ventiquattro mesi è nata una community affezionata, sono arrivati i premi (tra tutti la top 5 di TheFork) e anche noi ci siamo incuriositi.
«Io e Laine non siamo ristoratori, ma più che altro imprenditori – continua Michelle – Di conseguenza l’idea era di formare un team brillante e autonomo, a cui si è aggiunto anche nostro figlio Lorenzo, che è il futuro, per costruire tutti insieme qualcosa di importante».
Non a caso nel team entrano subito Kayo, il manager, Marco, direttore e riferimento per tutta l’offerta food, e una squadra, in cucina e in sala, veramente affiatata. Tante facce giovani, parecchia voglia di convincere.

Ma non perdiamo altro tempo: cosa abbiamo assaggiato noi? Siamo partiti con il tagliere passione iberica: un elogio all’eccellenza dei prodotti spagnoli, uno spettacolo visivo e gustativo da non perdere. Abbiamo continuato con il tris di battute di fassona e, per non farci mancare nulla, abbiamo preso anche il carpaccio di Black Angus: la somma di questi piatti ci consegna un pezzo dell’anima di Fuego y Brasa, ovvero un ristorante che ama la carne a ogni latitudine e la porta in tavola con una competenza rara.

Nota doverosa: molti salumi (porchetta, lardo…) sono di produzione propria, e sono uno spettacolo. Andiamo avanti, senza pause: midollo alla brace con sorbetto al limone, o meglio, sua maestà il midollo, uno dei piatti cult di questo posto (probabilmente tra gli imprescindibili del menu).
Terminato questo bel viaggio gastronomico, ci siamo dedicati alla divina costata galiziana di Rubia Gallega con frollatura oltre 44 giorni: un film da Oscar, una pellicola da rinascimento del cinema.
Cosa ci ha colpito di questo posto (tolte le goduriose portate)? La cura maniacale per i dettagli, una precisione che dalla cucina alla sala pervade ogni aspetto, sempre però con la giusta simpatia. I prodotti sono ricercati (spesso da piccoli produttori) e parlano le lingue mondiali della buona carne: irlandese, italiano, finlandese, argentino… Non per moda ma per amore dell’eccellenza.

E a tutto questo aggiungiamo una carta dei vini e soprattutto una drinklist d’autore perfettamente asservite al menu, integrate e decisive.
Insomma, Fuego y Brasa ci ha convinto perché riesce a unire un format chiarissimo a una qualità delle materie prime da copertina. In fondo, la “ricetta” è semplice: carne buonissima, verdure grigliate, vini e cocktail di gran mano. Il tutto potendo contare su quel magico strumento che è il forno Josper, una meravigliosa tecnologia che chi bazzica le cucine conosce… ideale per cotture alla brace di gran livello, senza i “limiti” di una griglia all’aperto.

Dunque, non fatevi sfuggire Fuego y Brasa, un locale in pieno Quadrilatero che parla tante lingue del mondo, ma soprattutto quella della buona cucina. Una storia, anzi una favola, come ci suggerisce Michelle, giovane, ma sicuramente destinata a grandi cose…
FUEGO Y BRASA
Piazza Emanuele Filiberto, 10/C – Torino
Tel. 353.4619523

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
