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2020-2050

di Gianni Dimopoli

Intelligenza artificiale e stupidità naturale

Torino, primavera 2020

Un interessante evento al Salone d’Onore del Castello del Valentino ha chiuso il mese di gennaio: Politecnico e Università di Torino hanno presentato il polo di competenza per il calcolo ad alte prestazioni in applicazioni di intelligenza artificiale (da cui la sigla esoterica HPC4AI). Da torinesi, dobbiamo sentirci orgogliosi dei primati che i nostri atenei cittadini continuano a raggiungere nel panorama europeo. Sono successi che certamente confermeranno Torino come meta fra le più ambite dagli studenti di tutto il mondo per il loro percorso di formazione universitaria. Così, assisteremo a un lento cambiamento della popolazione che animerà la nostra città, e che darà anche nuovo ossigeno al mercato degli affitti e del commercio legato all’accoglienza. Nei prossimi anni, i grandi cambiamenti della città non riguarderanno solo l’hardware, ovvero nuove costruzioni e nuove infrastrutture, ma soprattutto il software, ossia mutate abitudini di vita e inedite modalità di uso degli spazi e dei tempi della città. A questo proposito, vi propongo un gioco. Nei prossimi giorni, prendiamoci la briga di appuntarci il giudizio che diamo a ogni nostra azione, anche la più ripetitiva: un giudizio positivo se l’azione ci ha provocato una qualche utilità, oppure negativo se ci ha recato danno o disagio.

Una città può dirsi smart se la stragrande maggioranza dei suoi abitanti fa cose intelligenti

Analogamente, a ciascuna azione considerata diamo un secondo voto, con lo stesso significato del precedente, ma riferito al vantaggio o danno che, in tutta onestà, pensiamo di aver prodotto agli altri. Definiremo stupide tutte le azioni che abbiamo considerato negative in entrambi i casi. Attenzione: non occorre essere stupidi per fare azioni stupide, poiché la stupidità di qualche nostra azione è indipendente da qualsiasi altra nostra caratteristica. È una delle leggi fondamentali della stupidità enunciate dall’economista Carlo Cipolla nel suo scherzoso (ma non troppo) saggio ‘The Basic Laws of Human Stupidity’ (1976), pubblicato in Italia nel 1988 con il titolo, appunto, di ‘Allegro ma non troppo’. In realtà, Cipolla si riferiva più genericamente alle persone, mentre qui preferisco riferirmi più analiticamente a ogni azione che un individuo può compiere. Così, parafrasando Cipolla, classificheremo ogni nostra azione secondo quattro qualità:

  • stupida: danneggia gli altri senza avvantaggiare o addirittura danneggiando chi la compie;
  • intelligente: reca vantaggio a chi la compie e agli altri;
  • ingenua, sprovveduta: danneggia chi la fa e non danneggia, o avvantaggia, gli altri;
  • delinquente: danneggia gli altri a vantaggio dell’autore.

La netta preponderanza di una di queste qualità nelle nostre azioni finirà per qualificarci: così, chi fa soprattutto cose stupide, finirà per essere considerato uno stupido; chi fa prevalentemente cose delinquenti, sarà additato come un bandito; e così via. Per estensione, una città può dirsi smart se la stragrande maggioranza dei suoi abitanti è intelligente, ovvero fa, in maggioranza, cose intelligenti. Ben venga, dunque, il polo di eccellenza per l’intelligenza artificiale a Torino, ma non sarà questo a farci vivere in una smart city. Saranno decisamente molto più importanti le nostre abitudini: di mobilità, ad esempio. È da ingenui comprare un’auto ibrida o preferire sempre il tram con l’unica finalità di migliorare la qualità dell’aria: sarebbero comportamenti intelligenti se l’ibrido costasse meno dell’endotermico, o la maggior parte delle persone utilizzasse, o potesse utilizzare, il mezzo pubblico. Ecco: uno degli obiettivi degli amministratori di una smart city è favorire presso la collettività quelle scelte che singolarmente rimarrebbero solo ingenuità. Alla luce di questo ragionamento, è facile qualificare come comportamento da delinquenti sfrecciare in bici, o con gli attualissimi monopattini, sotto un portico pieno di pedoni. Un po’ più difficile rispondere a questo quesito: come definireste il comportamento della sindaca Appendino in merito al suo appoggio al progetto Centro Aperto dell’assessora Lapietra? Dimenticavo, un’ultima annotazione: Cipolla, ancora lui, considerava lo stupido statisticamente più nefasto del bandito.