Bianca si infila le scarpe ed esce di casa mettendo le cuffie. È ancora mezza addormentata e il buio che la circonda non la aiuta a svegliarsi completamente. Sono passati più di quattro anni da quando ha incominciato ad andare a scuola in tram e continua a trovarlo rilassante: il silenzio la avvolge e non deve parlare con nessuno. Percorre le vie passando vicino ai casermoni della periferia di Torino. Proprio mentre raggiunge la fermata nelle cuffie esplode Back in Black degli AC/DC, la sua canzone preferita. Aspetta qualche minuto, poi arriva il tram e sale in direzione scuola.
Il tram è già pieno di gente, anche se sono solo le sette. Bianca trova un posto libero e appoggia la faccia sul finestrino osservando la città che si sveglia davanti ai suoi occhi. Cerca di ignorare il via vai di persone che salgono e scendono fermata dopo fermata. Ci sono i ragazzi che scendono all’università, i militari davanti alla caserma e le mamme con i figli da lasciare a scuola.
Il tram entra nelle strade più strette di Torino. Bianca guarda in alto e scorge la Mole che sbuca tra i tetti. Iniziano a scendere uomini e donne con la ventiquattrore in mano, diretti in ufficio. Bianca si chiede spesso se questa sarà la sua vita in futuro. Ha 18 anni, ma ancora non sa cosa vuole fare più avanti; un giorno le sembra di voler studiare medicina, l’altro sogna di andare in un Paese dall’altra parte del mondo e fare la cameriera.
Arriva a Porta Palazzo, uno dei mercati più grandi d’Europa. Qui, altre mamme e altri bambini salgono e scendono. Probabilmente andranno a fare la spesa, pensa Bianca. E si ripromette di andarci più spesso, visto che lo conosce ancora poco, per scoprire i sapori del mondo offerti da questo quartiere.
Il tram procede spedito, esce dal centro e si dirige verso nord-est. Mancano poche fermate, Bianca stacca la faccia dal finestrino con riluttanza e prenota quella della scuola. Smette di fantasticare, torna a concentrarsi un po’: cerca di ricordarsi che materie farà oggi e quali compiti avrebbe dovuto fare. Sospira, quasi triste di dover già scendere dal tram.
Beatrice Martini
