Milena Careri: «Così abbiamo consolidato il ruolo di Le Gru»
Da dove nasce la necessità di intervenire sugli spazi di Le Gru con un restyling tanto rivoluzionario?

«Le Gru è in procinto di spegnere le 30 candeline – a dicembre, ndr – ma fino ad oggi non vi era mai stato un intervento consistente. Eppure, per questa realtà, che rappresenta un vero punto di riferimento per Torino e le zone limitrofe, oltre che un autentico motore occupazionale del territorio, c’era la necessità di evolvere, adattandosi ancor più alle esigenze del mercato. Sia in termini di esperienze di shopping, che di servizi, che, non dimentichiamolo, per soddisfare le richieste dei retailer che domandavano maggiori metrature. Dalle indagini che periodicamente facciamo tra i nostri ospiti abbiamo colto che vi era grande attesa per un cambiamento strutturale. Così, intervenendo, siamo riusciti ulteriormente a consolidare il nostro ruolo sul mercato».
Come è stato scelto il progetto di restyling?
«Il progetto presentatoci da Studio H2G corrispondeva a tutte le nostre esigenze: maggiori metrature, migliore esperienza di shopping, la possibilità di vivere Le Gru sentendosi a proprio agio. Le Gru è famoso proprio per essere riuscito negli anni a restare un punto di aggregazione, con tanti eventi culturali e concerti e, allo stesso tempo, un luogo di servizi a cui rivolgersi ogni volta che ne hai la necessità. In questo senso abbiamo conservato il concept del passato, cioè quello di essere un luogo da vivere sotto molteplici punti di vista, ma cercando di rendere ancora più piacevole il tempo che le persone vi trascorrono. Ad esempio, un dettaglio che ci ha colpito del progetto di Nick Giammarco e che soddisfaceva questa ambizione sono stati gli Skylight, i soffitti in vetro: una soluzione fantastica per rafforzare il senso di connessione tra il Centro e gli elementi naturali, facendo entrare la luce naturale e aumentando il comfort degli spazi interni».
Durante i lavori uno degli obiettivi è quello di non creare disagio al pubblico. Obiettivo raggiunto?
«I lavori stanno continuando ma direi che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto. L’idea di offrire ogni sorta di comfort al visitatore, che è poi il nostro fil rouge, fa parte di una visione più ampia dettata dal livello excellent della certificazione Breeam che Le Gru possiede. Ottenere la certificazione comporta scegliere con attenzione i materiali, occuparsi del riciclo a seguito dello smantellamento, ridurre gli impatti sull’ambiente e anche i disagi sulle persone. Ed eccoci qui».
Questo approccio si collega alla volontà di Le Gru di essere protagonista del mondo “green”?
«Le Gru è un centro all’avanguardia in tal senso: i nuovi soffitti in vetro garantiscono un altissimo isolamento e un risparmio energetico del 30%; siamo passati al teleriscaldamento e quindi a 0 consumi di metano rispetto ai 300mila metri cubi usati ogni anno; siamo tra i pochi centri italiani ad avere la certificazione ISO14mila. Insomma, possiamo davvero dire che oggi Le Gru è innovazione, e continueremo così, per essere ancora più belli e più green».
Possiamo davvero dire che oggi Le Gru è innovazione, e continueremo così, per essere ancora più belli e più green
Nick Giammarco, creare spazi per dare emozioni
«Klépierre ha dimostrato di avere una visione ben precisa per il Centro: l’obbiettivo era potenziarne il ruolo sociale e la forza aggregativa perché diventasse sempre più un punto di riferimento per la comunità di Grugliasco e Torino in modo che le persone desiderassero viverlo per davvero come uno spazio di appartenenza. Queste indicazioni sono state per noi fondamentali, aprendoci ad una sfida sicuramente più stimolante rispetto al semplice obiettivo di incrementare visite e vendite. Di una cosa eravamo però certi sin dall’inizio: dovevamo creare spazi che potessero dare emozioni. Ed è quanto sta accadendo a Le Gru».
Un intervento che si può già vivere oggi è quello delle piazze. Ce lo racconta?
«Le piazze le abbiamo interpretate come veri e propri open-sky, spazi che sembrano trovarsi all’aperto, con le forme che richiamano idealmente il panorama delle montagne che circondano questa zona. Insomma, è come essere in delle autentiche piazze cittadine! Da un punto di vista tecnico invece ogni dettaglio è stato pensato per garantire nelle piazze le condizioni climatiche e di luce ideali: i pannelli opachi installati in alcune partizioni della volta permettono di controllare l’ingresso della luce, per proteggere non solo le persone ma anche le vetrine da eccessivi riverberi solari, che possono compromettere la visibilità della merce esposta in alcune ore della giornata.
Nonostante tutti questi cambiamenti, ci tengo a precisare che non abbiamo stravolto la destinazione d’uso di questi spazi che hanno comunque conservato il loro ruolo di luoghi di aggregazione, in cui poter prendere parte a occasioni di intrattenimento, di gioco, di esposizioni temporanee. Come avrete forse notato, attorno alle piazze abbiamo messo in atto piccoli cambiamenti come alcuni spostamenti dei retailer in modo da massimizzare la customer experience. Dovete pensare a questi spazi un po’ come fossero dei veri ecosistemi che funzionano al meglio se tutti gli elementi che li compongono vivono in armonia: per citare i due più importanti, il flusso del passaggio e un layout che accompagna il visitatore facendolo sentire a proprio agio sempre».
C’è una cartella colori che è prevalsa nello studio di questo nuovo vestito per Le Gru?
«Direi le tinte neutre hanno fatto da padrone per i pavimenti, con pietre e marmi naturali. Questo per non far concorrenza alle vetrine e ai negozi, anzi mettendo in evidenzia i prodotti. Anche la luce è stata studiata in questo modo creando impianti di illuminazione appositi per elevare l’esperienza, sia negli spazi comuni che fino ai primi metri di ingresso delle boutique. Garantendo così la massima coerenza».
Oltre ai colori e alla luce vi sono interventi che il visitatore non coglie, ma che sono ugualmente rilevanti…
«Certamente, ad esempio anche il vetro dei soffitti è molto performante: infatti nonostante la sua totale trasparenza, permette di godere dei colori del cielo, garantendo sia prestazioni di isolamento importanti che un notevole risparmio energetico. Non ultimi sono stati rinnovati gli impianti di areazione e riscaldamento con le tecnologie più recenti. Tutto nell’ottica del massimo rispetto dell’ambiente. Le Gru si è dimostrata particolarmente attenta su questo tema, così come sul fatto di intervenire senza apportare disturbo al suo pubblico e ai retailer. Non è facile lavorare solo in notturna, ma con un ottimo lavoro di squadra tra direzione, ingegneri, aziende e noi architetti si sta procedendo nel perfetto rispetto dei tempi».
Le Gru si distinse fin da subito con la proposta di intrattenimento. Tutti ricordano le estati al Gru Village. Un aspetto peculiare di questo centro, aspetto che continua ancora oggi.
Siete alla ricerca del posto ideale per rilassarvi, mangiare bene, divertirvi e passare del tempo libero con la famiglia?
LE GRU
(foto LE GRU e MARCO CARULLI)

