Fuori veniamo accolti da una distesa di tavolini che potremmo essere nelle Fiandre, magari a Gent, ma anche in Costa Azzurra. Dentro tanta attenzione ai dettagli, vecchi vinili, un DJ set, uno splendido bancone e un’estetica dichiaratamente post-industriale, ci riportano ad atmosfere londinesi, roba da Soho. Eppure, in entrambi i casi, continuiamo a essere a Torino, e più precisamente in piazza Carlina.

Perché? Perché siamo venuti a osservare la nuova interessantissima apertura di Magno, in una delle piazze più cool della città. E la prima, netta, sensazione è stata di puro stupore: raramente ci capita di annoverare a Torino locali nuovi di questo stampo. E cioè come? Grandi, imponenti, ma allo stesso tempo curatissimi, in ogni particolare, con un’identità definita e investimenti veramente importanti. Partiamo dai numeri: oltre 200 coperti, una cucina da 70 metri quadrati, due chef (e fuoriclasse) incaricati di seguire le due principali anime gastronomiche del locale.
Ecco, cosa si mangia da Magno? In effetti quello che più o meno si è sempre mangiato negli altri punti cittadini, ma più in grande. Gabriele Gibin è già, nonostante l’età, un accreditato maestro di lievitati, custode in quel di Magno dell’arte della pizza. Spendiamo due parole a riguardo: un’ottima pizza oggi deve padroneggiare a pieno cottura, impasto e lievitazione, per essere sia buona che digeribile; e quella di Gabriele è davvero un mezzo capolavoro, equilibrata e gustosa, ideale per accogliere un condimento a base solo di materie prime di eccelsa qualità (parlano i produttori).

L’altra anima di Magno è invece quella un po’ più “nuova” e intrigante, ovvero quella della cucina di Remo Girardi, chef italo-brasiliano dal pedigree importantissimo: a San Sebastián con Martín Berasategui, a Milano con Cracco, negli Hyatt Hotels, a Torino al Del Cambio, all’ambasciata brasiliana di Roma e così via. Remo è nato a Santos, in Brasile, ma tifa i biancoverdi del Palmeiras, e ci ha raccontato com’è nata la recente intesa con Magno: «La mia ultima esperienza lavorativa nel 2015 mi ha riportato in Italia, qui a Torino, e nel 2017 sono entrato come chef nella cucina di Luogo Divino. Pochi mesi fa è arrivata poi l’opportunità di questo nuovo Magno, una grande avventura in cui la sfida sarà far dialogare l’identità dei miei piatti con un diverso format di ristorazione… Ma il team è forte e non vediamo l’ora di fare bene».

Sia nelle pizze che nel resto del menu le scommesse sono tante, ma ci sono estro, tecnica e conoscenze adeguate ad affrontare ogni sfida; coniugando amore per questa terra e un certo cosmopolitismo gastronomico, materie prime d’alta gamma e gran mano. Cosicché Magno riesce a essere sia fieramente internazionale che degno ambasciatore delle proprie radici.
Un esempio per parte, prima una pizza: la Oh my Giblin, cotta a tre temperature, con ricotta di bufala, salsiccia di Bra, toma d’alpeggio, senape al miele, nocciole tostate e olio al tartufo. Un affresco di piemontesità, un omaggio all’Italia e alla schietta genuinità delle nostre materie prime, una delle pizze preferite di Gabriele. Poi un risotto: mantecato con olio e lievito alimentare, con salsa di limone e capperi fritti. Gastronomia d’autore, l’impronta di Remo.
E i piatti del menu, ricco e variegato, non finiscono qua: anche perché devono corrispondere alla necessità di un locale aperto continuativamente da pranzo a tarda sera; internazionale negli orari, nella proposta e anche, potenzialmente, nella clientela. Torino necessita di più ristoranti con questa ambizione, ce lo chiede il mondo che si interessa a noi.

Tiriamo le somme: è difficile riassumere completamente questa nuova apertura, così ricca da spiazzare, così densa di significati e spunti da necessitare forse di più “puntate” per raccontarsi. A noi resta la meraviglia di un lavoro gigantesco, in cucina, nel design, nelle tecnologie, che ci consegna un locale nuovo e tutto da esplorare.
Oltre 200 coperti, una cucina da 70 metri quadrati, due chef, due principali anime gastronomiche del locale
Ha aperto a metà aprile il nuovo Magno, in piazza Carlina, un locale vivo quasi tutto il giorno, internazionale e stimolante sia nell’estetica che nell’offerta.
MAGNO CARLINA
Via Luigi Des Ambrois, 5/E – Torino
Tel. 011.5536893

(Foto di FRANCO BORRELLI)
(Servizio publiredazionale)
