Siamo stati all’inaugurazione, stampa e non, della nuova Luxemburg, in Galleria Subalpina, un passo decisamente rilevante per una delle librerie più storiche e amate della città. Com’è andata?
In realtà, a parte per la prevedibile ressa (volevano lecitamente esserci un po’ tutti), è andata molto bene e la sensazione principale è d’essere contenti. Siamo contenti di vedere la Luxemburg in questa Galleria, secondo noi questo passaggio sarà importante sia per la Subalpina che per la libreria. Sogniamo infatti una Galleria sempre più coesa, viva e ricca di attività, e ancora non ci capacitiamo di come non si è mai riusciti a valorizzarla a pieno.
Ma torniamo alla Luxemburg: una libreria allo stesso tempo storica e moderna, capace di farsi testimone di un amore per i libri che va oltre le generazioni o le mode. Questa nuova Luxemburg è semplicemente bellissima, e in questo senso sicuramente va un plauso considerevole a tutta la squadra che se n’è presa cura, dalla progettazione all’ultima pietra (tra questi lo studio torinese BRH+, Ilti Luce, l’emiliana Mutina…). Tutte aziende d’eccellenza che hanno cooperato alla grande perché il risultato estetico è veramente d’impatto; e in questo immaginario si inserisce anche la più piccola caffetteria letteraria d’Italia, sempre all’interno della libreria, in partnership con Baratti & Milano.
Insomma, la nuova Luxemburg rilancia con entusiasmo una storia che affonda le radici nel lontano 1872 (due anni prima della nascita della Galleria Subalpina, per dire), e il primo impatto con questo nuovo corso profuma di un amore saldo e di una sana voglia di lanciarsi nel futuro. Stamattina all’inaugurazione c’erano anche il sindaco Stefano Lo Russo e la sottosegretaria alla Regione Claudia Porchietto, segno (doveroso) della vicinanza che le Istituzioni devono dimostrare a questo genere di iniziative.
