«O si è un’opera d’arte o la si indossa», Oscar Wilde. Nel film Gli uomini preferiscono le bionde Lorelei Lee sosteneva che i diamanti sono i migliori amici di una donna; nel mio caso, parafrasando Levante de Il ciclone, ho una vera, profonda, carnale passione per le scarpe. I diamanti sono deliziosi, per carità, ma non slanciano la caviglia. Il mio unico attacco di sindrome di Stendhal l’ho avuto nel 1975 al MoMA di New York al cospetto di sua maestà Cleo. E direi che non serve aggiungere molto. Anzi, forse un paio di informazioni in più posso anche darle, benché ritenga che non sapere di cosa sto parlando equivalga, più o meno, a un crimine contro il buon gusto.
Cleo è una creazione della maison veneta René Caovilla: il sandalo gioiello. Non un sandalo con qualche brillantino appoggiato lì per darsi un tono, ma un oggetto di culto. Questa favola inizia a Fiesso d’Artico, a pochi passi da Venezia, nel 1934 con Edoardo e prosegue con il figlio, René Fernando Caovilla, che la porta avanti con dedizione e genialità. La fusione di artigianato e glamour creano opere d’arte che calzano piedi importanti: star del cinema, donne di potere e creature del jet set come Sharon Stone, Carolina di Monaco, Madonna e Sofia ovviamente.
Questo capolavoro fu progettato da René nel 1969, il suo esclusivo cinturino alla caviglia si ispira ai bracciali degli antichi romani a forma di serpente arrotolato, la produzione richiede due giorni di lavoro e controlli minuziosi, e questo vale per ogni singolo sandalo. La spirale-serpente è realizzata con una lega di metallo che si avvolge intorno alla gamba come un leggero abbraccio, senza costrizioni e senza blocchi circolatori, perché va bene soffrire per la moda, ma possibilmente restando vive.
Non tutti sanno che René fu il primo a utilizzare la suola rossa, oggi diventata segno distintivo di Louboutin, ma poi scelse di sostituirla con l’iconica “polvere di stelle” glitterata per richiamare i cristalli delle applicazioni. Una decisione che trovo comprensibile: il rosso è passione, certo, ma la polvere di stelle è per chi non ha intenzione di camminare sulla terra come tutti gli altri.
Tra tutte le sue creazioni il mio coup de coeur è il sandalo Eden. Qui gli artigiani della maison veneziana si sono davvero superati: un modello ispirato alla bellezza di un giardino rigoglioso, con una cascata di fiori e farfalle tridimensionali impreziositi da pietre e strass applicati meticolosamente a mano. In pratica, ai piedi non hai un sandalo, hai un ecosistema di lusso, un piccolo paradiso botanico che cammina. E probabilmente costa quanto una vacanza, ma con molta più dignità estetica.
Credo che se Cenerentola al gran ballo avesse indossato un paio di Cinderella, il finale sarebbe stato diverso: «E visse felice e contenta con le sue Caovilla». Bye bye Principe Azzurro. Del resto certe magie durano solo fino a mezzanotte, un sandalo perfetto no. Che lo stile sia con voi.