Dopo diversi mesi di difficoltà per lo sport in generale, finalmente da lunedì 26 aprile gli impianti del Centro Universitario Sportivo torinese hanno riaperto al pubblico. Sono infatti ricominciate le attività sportive al servizio del mondo universitario. Quelle riaperte sono le strutture con possibilità di praticare attività fisica all’aria aperta, sia di contatto che non, sia agonistica che promozionale, con possibilità di affittare i campi.

Le strutture cussine sono le seguenti: via Panetti 30 (Torino), Golf Club Colonnetti (Torino) per i soci della struttura, corso Sicilia 50 (Torino), Angelo Albonico (strada del Barocchio 27, Grugliasco), via Milano 63 (Grugliasco), strada Mezzaluna 13 (Villanova d’Asti). Questo è un momento molto importante per tutto il nostro movimento, per il sistema universitario sportivo e per il nostro territorio. È un altro passo avanti per tutti noi, dopo un anno difficile, ma soprattutto per i nostri utenti, per i nostri studenti universitari, per gli istruttori, per i corsisti. Abbiamo riaperto in sicurezza, seguendo i protocolli, e sono felice che lo sport sia ritornato a far parte della quotidianità di ognuno di noi.
L’attività sportiva-universitaria è uno dei tasselli fondamentali del nostro ente. Con i suoi 75 anni di storia, il Centro Universitario Sportivo torinese propone un modello sportivo all’interno del quale la dimensione formativa e culturale è preminente rispetto al risultato sportivo. Non si parla solo di attività fisica, ma di attività sportiva agonistica e carriera universitaria. Sport e studio non solo possono progredire insieme, ma le due componenti sono sempre più sinergiche nella costruzione del futuro dello studente. I dati dimostrano che gli atleti sono buoni studenti e gli studenti sono atleti migliori. Su queste due prerogative il CUS Torino ha costruito un innovativo modello di sport: il progetto AGON, diventato oggi una realtà consolidata che ha visto laurearsi tanti campioni pronti per intraprendere una nuova strada, quella lavorativa. Ma l’attività non è soltanto per gli agonisti; tutti gli studenti possono scegliere di praticare attività fisica. Per questo motivo abbiamo pensato per loro tariffe dedicate nei vari sport e, in alcune fasce orarie, la possibilità di affittare campi gratuitamente presso i nostri impianti.

L’attività fisica è un fattore importante a tutte le età ed è fondamentale per la prevenzione. Un esempio su tutti, per prevenire e curare il diabete. In Italia, secondo il Ministero della Salute, circa il 3% delle persone tra i 35 e i 69 anni ha questa malattia ma non lo sa. Per l’ISTAT le persone con diabete sono oltre 3 milioni, cioè il 5,3% dell’intera popolazione. La World Diabetes Federation attesta che nel mondo sono più di 415 milioni le persone che vivono con il diabete (un adulto su 11), un numero che è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. La diagnosi precoce e le terapie sono fondamentali per prevenire o ritardare il vero problema del diabete, cioè le possibili complicanze croniche, che hanno un impatto sociosanitario per il malato e la sua famiglia. Adottare una corretta alimentazione, praticare attività fisica, mantenere un peso appropriato, evitare il fumo…
Il Ministero della Salute ha predisposto delle Linee Guida Nazionali in tal senso, per prevenire l’insorgenza e le complicanze del diabete mellito di tipo 2 e aiutare a gestire la patologia, in molti casi con risultati più duraturi e vantaggiosi rispetto alla sola terapia farmacologica.

Questo è molto importante anche per i bambini, infatti un fattore molto importante per il Centro Universitario Sportivo torinese è l’attività giovanile. Per questo si è deciso di potenziare notevolmente i camp e l’Estate Ragazzi, nonostante quest’annata così difficile, con un maggior numero di istruttori e un periodo più lungo: si avrà infatti la possibilità di iscrivere i propri figli anche nella prima settimana di agosto e nel mese di settembre. Le sedi interessate sono quattro: Albonico, Panetti, Sicilia e Braccini. Questo perché c’è una gran voglia di tornare alla normalità da parte delle famiglie e non solo, un bisogno di ritornare alla socializzazione e di farlo anche attraverso lo sport.
«Lo sport come fattore di rinascita per Torino»
Leggi l’intervista a Riccardo D’Elicio, maggio 2020
